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L'Iran è un nuovo Vietnam per l'Occidente

di Fabrizio Fratus - 10/03/2026

L'Iran è un nuovo Vietnam per l'Occidente

Fonte: Fabrizio Fratus

Mentre i telegiornali occidentali contano i bersagli colpiti, la stampa russa, cinese e araba descrive una realtà radicalmente diversa: quella di un’operazione "Desert Storm 2.0" che sta fallendo l’obiettivo di mettere in ginocchio la Repubblica Islamica. Anzi, secondo le analisi che filtrano da Mosca e Pechino, l'Iran non sta sprofondando, ma sta trasformando il conflitto in una guerra di logoramento che dissangua le casse di Washington e Tel Aviv.
​Secondo l’agenzia russa TASS e il network RT, la campagna di bombardamenti aerei a guida USA-Israele starebbe colpendo infrastrutture civili e depositi di carburante, ma senza intaccare il cuore pulsante del comando militare iraniano (IRGC). La narrazione russa è chiara: l'Iran ha imparato la lezione dai conflitti passati, interrando i propri siti strategici a centinaia di metri di profondità.
​"L'Occidente sta spendendo missili da milioni di dollari per distruggere capannoni vuoti o esche gonfiabili", commentano gli analisti di Mosca, suggerendo che il "contrattacco asimmetrico" di Teheran stia impressionando per precisione e basso costo.
​Dalla Cina, il canale CGTN sottolinea l'assenza di un obiettivo politico chiaro dell'Alleanza. Per Pechino, gli USA sono entrati in un "buco nero finanziario": ogni intercettazione dei sistemi Patriot o Iron Dome contro i droni iraniani "Shahed" (costosi poche migliaia di dollari) costa all'Occidente una fortuna.
​La stampa cinese evidenzia come gli Stati Uniti si trovino in una posizione di stallo: non possono fermarsi senza ammettere la sconfitta, ma non possono vincere senza un'invasione di terra che nessuno vuole (e può) permettersi. ​Al Jazeera riporta la cronaca dei danni collaterali che stanno alimentando il sentimento anti-occidentale in tutta la regione. Le immagini dei raid su Teheran e Isfahan, anziché terrorizzare la popolazione, sembrano aver ricompattato la società iraniana attorno alla nuova leadership di Mojtaba Khamenei. I lanci di missili balistici verso basi americane in Qatar e Bahrain hanno dimostrato che l'Iran può colpire dove vuole, nonostante la superiorità aerea nemica. Con lo Stretto di Hormuz parzialmente bloccato, il greggio ha superato ieri i 100 dollari  mettendo in pre allarme le economie europee.
 "Siamo pronti a una guerra di dieci anni". ​Il Tehran Times pubblica editoriali di sfida: "L'Alleanza ha un orologio, noi abbiamo il tempo". La tesi iraniana è che gli attacchi israeliani siano un atto di disperazione per coprire i fallimenti a Gaza e in Libano. Il messaggio è diretto agli americani: "State bruciando i vostri risparmi per una guerra che non ha fine, contro un popolo che non ha paura di restare al buio".
​Un dettaglio emerge dai media arabi: il sospetto che la Russia stia fornendo all'Iran intelligence satellitare in tempo reale per guidare i propri droni contro le unità navali americane. Se confermato, questo significherebbe che gli USA non stanno combattendo solo contro Teheran, ma contro un asse che ha tutto l'interesse a trasformare l'Iran in un nuovo Vietnam per l'Occidente. Nella trappola, questa volta, ci sono finiti gli USA e uscire sarà sempre più difficile per Trump.