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L'opportunità che nessuno è in grado di cogliere

di Riccardo Paccosi - 21/01/2026

L'opportunità che nessuno è in grado di cogliere

Fonte: Riccardo Paccosi

Comunque vada a finire la crisi translatlantica in atto, si sta presentando l'opportunità storica di vedere dissolversi o ridursi ai minimi termini tanto l'Unione Europea quanto la NATO e questo, in teoria, implicherebbe la possibilità per l'Italia di avviare un processo che restituisca al paese sovranità nazionale e popolare.   
In pratica, però, le opportunità sono tali solo quando c'è qualcuno in grado di coglierle. 
Purtroppo, per il momento in Italia abbiamo soltanto:
1) Un centrosinistra che fa parte del medesimo blocco di cui fanno parte Merz, Macron e Starmer, ovvero quel blocco eurofederalista e globalista che sta per concludere la sua storia nel totale fallimento e nella damnatio memoriae.
2) Un centrodestra che si barcamena fra allineamento col blocco di cui sopra e il pigolare, ogni tanto, qualche flebile "vorrei ma non posso". Ma il punto è che, anche qualora cambiassero le condizioni internazionali, tutto quello che la nostra premier "Lady Aspen" avrebbe la volontà e la capacità di fare, sarebbe rendere l'Italia l'alleato più stretto degli Stati Uniti nel contesto di un'Europa frammentata. Dunque, non già sovranità bensì maggiore vincolo esterno. 
Beninteso, nessuno pensa di poter rompere del tutto con gli americani, ma provare a costruire con essi una nuova relazione - che chiuda una volta per tutte il capitolo d'una guerra persa ormai ottant'anni fa - sarebbe davvero il minimo sindacale. Purtroppo né l'attuale premier né altre figure politiche di spicco si presentano, oggi, come adatte a un ruolo del genere.
Del resto, siamo nell'epoca in cui viene definito "statista" un mediocre yes-man privo di spessore intellettuale come Mario Draghi. Ciò indica come nel ceto politico italiano sussista un problema di formazione, di qualità, che trascende schieramenti e ideologie.
Ciò malgrado, dobbiamo sperare ugualmente che un'alternativa politica emerga in Italia perché, dinanzi al bipolarismo neoliberale, il "male minore" non esiste in quanto è il neoliberalismo stesso, con la sua diade destra-sinistra, a costituire il male maggiore.