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La CIA spia Tucker Carlson e vuole arrestarlo come "agente iraniano"

di Roberto Vivaldelli - 15/03/2026

La CIA spia Tucker Carlson e vuole arrestarlo come "agente iraniano"

Fonte: Insideover

Altro che free speech: negli Stati Uniti si respira un clima pesantissimo sul fronte della libertà di parola e di espressione. Ne sa qualcosa l’ex anchorman di Fox News e noto commentatore politico conservatore, Tucker Carlson, in rotta con l’amministrazione Trump dopo l’aggressione illegale di Usa e Israele contro l’iran. Carlson ha dichiarato che il governo statunitense potrebbe accusarlo di violare la legge sugli agenti stranieri, sostenendo che funzionari dell’intelligence abbiano letto i suoi messaggi privati prima dell’inizio del conflitto con l’Iran.

La denuncia shock di Carlson

In un video pubblicato sulla piattaforma X, il noto commentatore politico americano ha affermato che la Central Intelligence Agency (Cia) ha preparato una segnalazione di reato da consegnare al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (Doj). che a questo punto potrebbe decidere di incriminarlo. Secondo Carlson, la presunta infrazione riguarderebbe i suoi contatti con persone in Iran prima dello scoppio della guerra. «La Cia sta preparando un rapporto di reato al Dipartimento di Giustizia, sulla base di un presunto crimine che avrei commesso», ha detto Carlson nel video. «Qual è questo crimine? Beh, aver parlato con persone in Iran prima della guerra. Hanno letto i miei testi».

“Mai preso soldi da governi stranieri”

Carlson ha collegato l’accusa potenziale al Foreign Agents Registration Act (FARA), la legge del 1938 che obbliga le persone che agiscono per conto di governi stranieri in attività politiche o di lobbying a registrarsi presso il Dipartimento di Giustizia. Ha respinto categoricamente l’idea di essere un agente straniero: «Non sono un agente di una potenza straniera. Ho una sola lealtà, quella verso gli Stati Uniti, e non ho mai agito contro di essa». Ha inoltre sottolineato di non aver mai accettato denaro da governi esteri: «Non ho mai preso soldi da una potenza straniera. Non ne ho bisogno e non li voglio».

Il giornalista ha difeso il suo diritto, come cittadino americano e come cronista, di comunicare con persone di altri paesi: «Legalmente, ritengo che il caso sia ridicolo e dubito che diventi davvero un procedimento». Secondo il giornalista conservatori, alcuni funzionari dell’intelligence potrebbero averlo preso di mira a causa delle sue posizioni critiche verso Israele e la gestione del conflitto con l’Iran.

Nelle scorse settimane, Carlson ha infatti criticato duramente gli Stati Uniti e Israele per gli attacchi che hanno portato all’uccisione dell’ex leader supremo iraniano Ali Khamenei.«Alcune persone sono arrabbiate con me per le mie opinioni su Israele e hanno un certo margine di manovra», ha aggiunto. Ha anche ipotizzato che le agenzie di intelligence utilizzino denunce penali per giustificare mandati di sorveglianza: «Uno dei motivi per cui trasmettono denunce penali alle forze dell’ordine è proprio per ottenere mandati di spionaggio».

Carlson ha definito «assolutamente disgustoso e malvagio» l’attacco militare congiunto Usa-Israele contro Teheran: le sue parole, pronunciate in un’intervista con il giornalista Abc Jonathan Karl, rappresentano una critica feroce da parte di chi ha sostenuto Trump in ogni fase della sua carriera politica, dalle campagne elettorali ai comizi, fino al discorso alla Convention Repubblicana del 2024. Carlson ha avvertito che questa scelta rimescolerà le carte in modo profondo all’interno del movimento Maga, con il rischio di allontanare una parte importante della base anti-interventista.