La destra populista, generata dalla politica anti popolare della sinistra
di Riccardo Paccosi - 07/09/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
1) GLI INEQUIVOCABILI SEGNI D’UNA CONTRADDIZIONE DI CLASSE
L’ultimo dato disponibile indica che Alternative fur Deutschland ha raggiunto alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt il 43,7% dei voti; ma la scomposizione dei dati già in queste ore sta evidenziando come, all’interno della classe operaia tedesca, la percentuale in favore del partito di Alice Weidel abbia toccato quota 61%.
Quest’ultima percentuale evidenzia dunque come le ultime elezioni regionali tedesche esprimano innanzitutto una contraddizione di classe e come la sinistra si trovi oggi, da un punto di vista operaio e proletario, completamente allineata al nemico di classe.
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2) LA DESTRA POPULISTA GENERATA DALLA SINISTRA
È infatti arrivato il momento di chiarire un’evidenza e una volta per tutte: la destra nazional-liberista – detta anche destra populista - non nasce dal nulla, bensì ha dei genitori e una levatrice ben definiti e che coincidono, rispettivamente, con le èlite capitaliste sovranazionali e con tutta la sinistra occidentale.
Se le èlite hanno cancellato il futuro dell’Europa entro un orizzonte di guerra, povertà e dissoluzione dei legami sociali, la sinistra politica ha svolto un ruolo di propulsore ideologico per tutti quegli assi strategici con cui la classe padronale ha perseguito i propri obiettivi: disprezzo della sovranità nazionale, dissoluzione dei retaggi generazionali tramite agenda Lgbt, emergenzialismo pandemico, emergenzialismo climatico e, soprattutto, immigrazionismo.
Quest’ultima istanza - sorta a partire dalla menzogna di una “migrazione” spontanea e giunta, oggi, alla negazione dell’inevitabile crisi di convivenza generata dall’immissione di milioni di persone provenienti da culture distanti nell’arco di soli tre decenni – ha rotto ogni legame della sinistra coi ceti popolari, lasciando un campo di rappresentanza vuoto che i vari Weidel, Farage, Le Pen e infine Vannacci stanno oggi ricoprendo.
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3) GLI SFRUTTATORI CHE ACCUSANO DI “FASCISMO” GLI SFRUTTATI
La reazione della sinistra di fronte a questa rottura col proletariato reale, è stata tanto autolesionista quanto infame: essa non si è limitata a reiterare la negazione della crisi di convivenza e della violenza crescente nelle metropoli, ma si è anche unita al coro dei media mainstream e delle oligarchie sovranazionali nello stigmatizzare il popolo in quanto tale come “di destra”.
In altre parole, quest’epoca ci ha regalato anche l’infame spettacolo della classe degli sfruttatori che accusa di “fascismo” la classe degli sfruttati.
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4) LA MENDACE CONNESSIONE TRA CAUSA PALESTINESE E IMMIGRAZIONISMO
Altro capolavoro negativo della sinistra, inoltre, è constato dell’impropria correlazione fra agenda immigrazionista e geopolitica: un’operazione menzognera e che, in questo caso, ha visto anche la destra altrettanto protagonista in modo speculare.
La sacrosanta protesta contro il massacro commesso da Israele a Gaza, infatti, non ha saputo connettersi al tema della guerra mondiale in corso, ma l’ha invece fatto con l’agenda immigrazionista. Così, siamo stati costretti a osservare la follia di masse immigrazioniste filo-palestinesi da una parte e masse remigrazioniste filo-sioniste dall’altra.
Questo, va specificato, non solo in Italia ma anche in buona parte dei paesi europei nonché negli stessi Stati Uniti.
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5) DESTRA NAZIONAL-LIBERISTA: LA CONTRADDIZIONE SOGGETTIVA
Venendo alla destra nazional-liberista che potrebbe andare al governo in Germania, essa presenta enormi contraddizioni, che almeno per ora impediscono di gioire per il risultato.
La parabola politica delle formazioni che hanno fino a oggi ricoperto lo spazio della destra nazional-liberista in Italia – ovvero Lega e Fratelli d’Italia – costituisce un precedente che getta un’ombra di sfiducia su tutte le altre formazioni della stessa matrice ideologica: Salvini e Meloni, infatti, hanno per anni espresso posizioni non troppo dissimili da quelle di AfD e dintorni ma, una volta giunti al governo, il loro allineamento alle èlite sovranazionali è stato pressoché totale, tanto sulla guerra quanto sull’immigrazione.
Non ci sono elementi, ebbene, che al momento consentano di escludere che la medesima dinamica non si verifichi con Alice Weidel e, un domani, con lo stesso Vannacci.
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6) DESTRA NAZIONAL-LIBERISTA: LA CONTRADDIZIONE OGGETTIVA
Ma la contraddizione principale di quest’area politica, parte dalla qualità ossimorica del concetto di nazional-liberismo.
Di fatto, non può esserci alcun perseguimento dell’interesse nazionale all’interno della prospettiva neoliberista. E questo per tre motivi:
- perché il neoliberismo, per sua natura, consente ai mercati d’imporre le esigenze sovranazionali della competizione al di sopra di quelle nazionali;
- perché l’afflusso massiccio di immigrati resta una necessità ineludibile, finché si ha un’economia fondata sulla competizione internazionale anziché sul potenziamento della domanda interna;
- perché non si può risollevare la domanda interna solo ed esclusivamente con la detassazione come propone AfD, ma è altresì necessaria una rete di protezioni sociali che soltanto l’aumento della spesa pubblica può determinare.
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7) LA VARIABILE DELLA SINISTRA “ROSSOBRUNA”
In questo scenario in cui Weidel e i suoi si prospettano, per i motivi sopra detti, come alternativa fallace e inadeguata alla posta in gioco, la differenza potrebbe risiedere nel fatto che alle succitate elezioni in Sassonia il partito BSW di Sarah Wagenkenecht abbia superato la soglia di sbarramento del 5%.
Sapendo che quest’ultima si è di recente detta possibilista rispetto a un’eventuale coalizione con AfD, possiamo dire che la partecipazione a un governo sovranista da parte d’una formazione come BSW che, quantunque minoritaria, sia capace di connettere difesa della sovranità nazionale e critica al modello neoliberista, rappresenterebbe una novità.
Una novità che, sulla carta, potrebbe impensierire seriamente le oligarchie e potrebbe altresì sigillare definitivamente i cervelli di gallina della sinistra - che in queste ore stanno berciando di “fascismo” - all’interno di quella pattumiera della storia in cui da soli hanno scelto d’infilarsi
