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L’economia liquida e la ragnatela tossica della finanza

di Fabrizio Pezzani - 11/10/2026

L’economia liquida e la ragnatela tossica della finanza

Fonte: Fabrizio Pezzani

La validità dell’osannato pensiero neoliberista oggi è al vaglio della storia che ne decreta il fallimento proprio con quei mezzi misurabili che lo stesso pensiero aveva innalzato a criteri e verità incontrovertibile . Il fallimento di tale pensiero si trova proprio nella logica che presiede il destino di ogni scienza e cioè le relazioni tra le ipotesi assunte come fondanti per lo sviluppo del pensiero ed i risultati conseguenti che possono validare le ipotesi e nel caso il percorso scientifico diventa virtuoso oppure invalidarle con risultati asimmetrici alle attese e così il pensiero viene dichiarato fallimentare . Questo è il caso specifico del fallimento del pensiero neoliberista e dei danni che ha provocato innalzando la finanza a supremo ordine decisionale sovvertendo quei principi di uguaglianza , di libertà e di solidarietà che sono nei diritti universali dell’uomo . Uscire da questa situazione ridefinendo le ipotesi sembra la sola via d’uscita per evitare di trovarci ancora una volta davanti al caos .

In sostanza le ipotesi assunte dal neoliberismo come panacea di tutti i fini sociali e quindi funzionali ad affermare in modo definitivo i diritti universali dell’uomo sono in sintesi le seguenti :

-l’economia assunta come scienza  morale diventa il fine da perseguire per migliorare la società , più migliora ed aumenta l’economia per naturale conseguenza la società migliora . Mentre prima il fine dell’economia era esterno ad essa ed era la società migliore e giusta in questo modo il fine dell’economia è interno ad essa e diventa essa stessa fine ;

-la separazione dell’economia dalla società , dall’uomo  e dalla moneta dopo la fine del “ gold exchange standard “ nel 1971 consente di studiarla con l’abito mentale di chi studia le scienze esatte indipendente dallo stato emozionale dell’uomo . Viene ignorata la differenza di fondo con le scienze positive nelle quali il soggetto che compie l’esperimento non influenza la razionalità intrinseca dell’oggetto di studio , mentre nell’economia la soggettività dell’uomo non è indipendente dalle sue scelte ma le condiziona;

-l’incremento dell’economia viene perseguito con un liberismo senza regole che alimenta l’avidità umana ed il fine della massimizzazione del risultato personale induce a normalizzare i comportamenti illeciti , si vive per guadagnare e non si guadagna per vivere e la vita diventa essa stessa un bene di consumo ; le patologie sociali finiscono per esplodere ;

-se l’arricchimento personale senza limiti diventa un fine da realizzarsi prima possibile la finanza diventa il mezzo più idoneo a realizzare lo scopo ; la finanza deve diventare una verità incontrovertibile in modo che si possa ammettere , come ipotesi fondante , che i mercati sono razionali e non sbagliano mai nell’allocazione della ricchezza ( Lucas , nobel nel 1995 )e l’Accademia comincia a tessere relazioni tossiche con la politica e la finanza;

-la finanza si stacca dall’economia reale vive di una sua vita indipendente , il nobel a Merton ed a Scholes sui derivati nel 1997 e la deregolamentazione voluta da Greenspan nel 1999 inonderanno il mondo di liquidità ; il dogma “ creare valore per gli azionisti “ è da perseguire come strumento per realizzare più rapidamente il fine ed aziende sane saranno spolpate come il vitello grasso ;la delocalizzazione viene perseguita indipendentemente dagli effetti sociali ma per alimentare le aspettative “ emozionali “ ma non razionali dell’incremento del valore azionario che non coincide necessariamente con un maggiore valore reale dell’azienda , l’economia diventa liquida e monetaria ;

- la crisi deflagrata nel 2008 era cominciata molto prima ma nella sostanza non cambia il modello culturale e l’exit strategy degli Usa consiste nel drogare il drogato aumentando le dosi e così oggi ci troviamo di fronte ad una nuova bolla che viene , come sempre , ignorata ma le bolle non si sgonfiano poco alla volta ma scoppiano di colpo come la storia ci insegna.

A fronte delle ipotesi autoreferenziali abbiamo i seguenti risultati :

-aumento senza precedenti della disuguaglianza , della povertà , del degrado morale , della disoccupazione e di altre gravi patologie sociali ; non è vero che più migliora l’economia e più migliora la società ma i fatti e la storia dimostrano l’esatto contrario  ; negli Usa lo 0,1% più ricco possiede il 25% di tutto il mercato azionario. Salta l’ipotesi di base .

-il modello culturale affermato in modo definitivo con la finanza diventa la guerra di tutti contro tutti ed una società di perenni conflitti sociali che sembrano sempre sul punto di deflagrare ; prevale l’interesse personale e scapito del bene comune e la solidarietà  ed il bene comune rimangono solo un enunciato di facciata . La delocalizzazione perseguita per aumentare il valore separa il capitale dal lavoro a scapito di quest’ultimo che ne diventa ostaggio . Salta la società degli uguali e delle libertà e la conseguente ipotesi dell’affermazione dei diritti universali

-il modello diventa autoreferenziale e dominante , detta le regole che vanno applicate automaticamente , la libertà  così spesso invocata viene soffocata e la verità sistematicamente mistificata dai media . Si forma un senato virtuale egemone sovranazionale che non ha legittimazione democratica , legale o partecipata i cui fini sono interni ad esso.

-la finanza si afferma su tutto e distaccandosi dall’economia reale non consente più di capire la differenza del valore d’uso e di quello di scambio , i prezzi dei beni reali di oggi sono influenzati dalle aspettative dei prezzi futuri fatti da volumi sterminati di scommettitori ed i dati macroeconomici cambiano continuamente -i mercati non sono razionali ma i valori di dati come lo spread , il rating , il pil e così via assumono il ruolo di strumenti di un governo sovranazionale indefinito ed i dati macroeconomici fondati su infinite scommesse diventano imprevedibili e cambiano in continuazione a riprova dell’” irrazionalità “dei mercati . Per capire il loro andamento come in un casinò dove la roulette è truccata bisogna guardare gli interessi del croupier perché è lui che comanda il gioco non l’apparente ma inesistente razionalità dei mercati.  L’economia da solida diventa liquida ed il suo orizzonte temporale dal medio tempo passa al breve o brevissimo termine ma più spesso al semplice saccheggio . La manifattura delocalizzata crea le condizioni di dissesto occupazionale ed influenza la crescita del pil perché la sola moneta non genera moneta.

La finanza diventa una ragnatela tossica che governa il mondo e domina la politica , la finanza procede con una concentrazione di ricchezza senza precedenti nella storia e diventa un’arma di governo globale in mano ad  una ristretta elite che persegue i fini interni ad essa ed usa il governo del mondo un come mezzo per arricchire e rinforzare i suoi fini ed i suoi mezzi.

Se prendiamo ad esempio i fondi finanziari dominanti che inglobano una ricchezza sopra gli stati possono avere una posizione di governo dei mercati e degli stati e delle politiche . I principali fondi di investimento che spiegano i fatti , tra i più importanti , sono Blackrock, Vanguard e Statestreet , il primo ha una massa monetaria di 15.000 mld/$ , il secondo di 14.000 mld /$  ed il terzo amministra in custodia 57.900 mld /$ e gestisce 6.000mld/$ . Il valore complessivo supera i 36.000 mld/$ esclusi quelli in custodia di State street ; le relazioni tra di loro sono estremamente strette , si presentano come tre soggetti distinti ma sono sotto ad un unico soggetto economico , ogni fondo partecipa agli altri due . Quindi la loro azione sui mercati va vista in  modo cumulativo per le partecipazioni congiunte , se prendiamo le prime venti società quotate a Wall Street la partecipazione azionaria cumulata va dal 15% al 24 % e di fatto dominano il mercato e condizionano le politiche di investimento delle società quotate partecipate e degli andamenti di mercato che vengono sistematicamente manipolati.

La stessa cosa avviene in Italia dove partecipano a gran parte delle società quotate , hanno  il 9% di Banca Intesa , l’8% delle Generali, l’8% di Eni , il 12 % di Unicredit ed il 9 % di MPS per rimanere nelle prime ma non cambia la loro posizione sul mercato azionario globale .

La posizione di controllo favorisce o meno a seconda degli interessi il “ risiko “ bancario che stiamo vedendo negli ultimi tempi , ma condiziona pesantemente l’attività di un governo che sembra immobile paralizzato dalla paura e dall’ eccessiva incompetenza di troppi membri dello stesso governo  facendo scivolare un paese disconnesso dalla realtà nel caos .

La ragnatela finanziaria si arresto di fronte ai BRICS per i quali la finanza occidentale rimane in opposizione e non seguita nei paesi della stessa organizzazione , la principale diversità derivante da questa scelta è il potere che nei paesi occidentali esercita la finanza sui partiti politici e sui governi di fatto avendo , grazie anche alle loro ricattabili posizioni debitorie , un controllo importante sui processi decisionali . Nei paesi dei BRICS è la politica che governa la finanza impedendo a quella occidentale di esercitare il dominio che invece esercita da noi.

Il problema di una finanza reticolare che opera sopra gli stati è un contrasto con le politiche democratiche dichiarate ma mai nei fatti realizzate , la realizzazione del bene comune rimane un’illusoria idea. Il mondo occidentale rimane in scacco dominato da interessi che gli sono estranei e sovrastanti ed indebolito da una classe dirigente e politica troppo spesso di scarso valore ed inidonea ad un compito che dovrebbe esserle di motivazione e spinta a fare un bene troppo spesso inesistente