Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri la tua area riservata: Registrati Entra Scopri l'Area Riservata: Registrati Entra
Home / Articoli / La memoria spettrale degli italiani

La memoria spettrale degli italiani

di Riccardo Paccosi - 30/01/2026

La memoria spettrale degli italiani

Fonte: Riccardo Paccosi

LA MEMORIA SPETTRALE DEGLI ITALIANI: COME SI PUO' CAMBIARE LE COSE SE NON SI E' COMPRESO NULLA DI QUANTO ACCADUTO?  
.
E' possibile pensare d'invertire l'attuale corsa dell'Italia verso il precipizio se, preliminarmente, non si diffonde una comprensione storica delle cause che ci hanno condotto a questa situazione?
La domanda si pone perché, rispetto alla maggior parte degli eventi cruciali della storia recente italiana, la maggioranza della popolazione possiede esclusivamente una memoria spettrale, ovvero un ricordo traumatico ma deprivato della comprensione di cosa sia effettivamente accaduto.
.
Gli eventi su cui oggi sussiste soltanto una memoria spettrale, sono tutti correlati alla sovranità: ovvero a quel processo storico avviatosi negli anni '70 del secolo scorso che ha visto la sovranità dell'Italia passare da una condizione limitata - qual era stata a partire dal secondo dopoguerra - a uno stato di semi-totale azzeramento. 
Gli eventi in questione sono i seguenti:
.
1) GLI ANNI DI PIOMBO
Riguardo ai fatti di quel decennio che va dal 1969 a circa il 1981, si può dire sia venuta meno ogni memoria storica al punto che, attualmente, è ovunque riscontrabile un grado d'ignoranza talmente elevato - unito a isterie moraliste, storiografie iper-complottiste e via dicendo - da rendere perdita di tempo qualsivoglia discussione sull'argomento.
.
2) TANGENTOPOLI
Un colpo di stato avvenuto col sostegno straniero, che ha cancellato le forze democratiche e fondatrici della Repubblica, ancora oggi viene percepito dal gregge-massa come un evento eroico e a difesa del bene pubblico.
.
3) LA SECONDA REPUBBLICA E LE RIFORME
Tangentopoli e l'inchiesta Mani Pulite funsero da levatrici per la nascita d'una stagione di riforme neoliberiste ed eversive dell'ordine costituzionale chiamata Seconda Repubblica. Dopo trent'anni di svendita del patrimonio pubblico, di privatizzazioni, di demolizione dei diritti del lavoro e di smantellamento del potere dell'istituzione parlamentare, quella che un tempo era la quinta potenza economica mondiale, si ritrova oggi con il numero di popolazione sotto la soglia di povertà quadruplicato rispetto a prima, un sistema industriale ai minimi termini, un'ecatombe delle piccole imprese, un collasso della coesione sociale evidenziato dalla metà della popolazione che diserta le elezioni. 
Eppure, una vasta parte di opinione pubblica è ancora convinta che, se le cose sono andate così male, è perché di quel genere di riforme non ne sono state fatte abbastanza. 
.
4) L'11 SETTEMBRE 2001
La vicenda storica che ha inaugurato lo stato d'emergenza permanente e l'avvento della post-verità (cioè la fine d'ogni concezione comune sul vero e sul falso), viene interpretata ancor oggi dai più secondo la versione ufficiale di grattacieli crollati per il calore del carburante malgrado tutti abbiano avuto davanti agli occhi, invece, sequenze video mostranti polverizzazione immediata di mura e acciaio. 
Da questo venir meno d'un piano epistemico condiviso, è disceso il fatto che oggi la maggioranza non abbia idea del perché quel fatto sia avvenuto.
.
5) LA DESTITUZIONE DI BERLUSCONI NEL 2011
Non troppo dissimilmente da quanto avvenuto vent'anni prima con Mani Pulite, magistratura, media, servizi segreti e capi di stato stranieri, col coordinamento della Presidenza della Repubblica, hanno contibuito a destituire un premier democraticamente eletto per avviare uno stato d'emergenza finanziario che ha portato a modifiche della Costituzione volte a sottrarre agli organismi elettivi ogni potere di decidere intorno all'economia (e dunque a sottrargli potere decisionale tout court).
.
6) L'EMERGENZA PANDEMICA
Dallo stato d'emergenza si è alfine passati allo stato d'eccezione e, con esso, sono partiti il capitalismo della sorveglianza, il sistema di credito sociale volto a condizionare i diritti civili alla condotta e alla conformità politica, la messa in discussione dell'habeas corpus, la dissoluzione sociale definitiva attraverso l'imbozzolamento della nuda vita nel digitale. 
Tutto questo, col pieno consenso d'una maggioranza che, ancora oggi, sarebbe disposta a replicare quella dinamica di assoluta sottomissione.
.
7) L'EMERGENZA CLIMATICA
La paura per un ambiente divenuto ostile - con le cartine del meteo nei telegiornali viranti verso il colore rosso al fine di suscitare inquietudine - ha portato dal timore d'un pericolo tangibile a quello verso l'indefinito e l'invisibile e, quindi, alla repulsione verso il tempo presente.
.
8 ) L'EMERGENZA DI GUERRA 
Così come l'ambientalismo padronale ha promosso il disgusto verso il tempo presente, lo stato di guerra continuo ha cancellato ogni visione collettiva e condivisa del tempo futuro: ovvero ha certificato il noto assioma secondo cui chi non possiede un passato - ovvero non lo ha compreso - neppure può disporre d'un futuro.