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La necessità di distinguere criticità soggettive e necessità oggettive

di Riccardo Paccosi - 03/07/2026

La necessità di distinguere criticità soggettive e necessità oggettive

Fonte: Riccardo Paccosi

Nell'estate 2024, pur consapevole dei miei grossi limiti di osservatore esterno al contesto della Germania, scrissi che il partito sovranista-marxista BSW di Sahra Wagenknecht avrebbe dovuto cercare un'intesa con i sovranisti-liberisti di Alternative fur Deutschland.
Molte critiche, ovviamente, mi piovvero addosso da sinistra. La cronaca politica ci fa però sapere che in questi giorni - con enorme ritardo e a partire da una posizione di debolezza - la Wagenknecht sembrerebbe intenzionata a percorrere proprio tale strada: ovvero una collaborazione continuativa fra i due partiti sovranisti finalizzata a fermare la guerra con la Russia.
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Non si tratta, per ora, di una proposta di vera e propria alleanza elettorale, bensì di avviare un processo d'intesa graduale: in primis, Wagenknecht rompe il cordone di sbarramento eretto da tutti i partiti tedeschi intorno ad AfD, legittimandola come forza democratica con cui dialogare; in secondo luogo, si ventila la possibilità di un appoggio esterno dei sovranisti-marxisti in caso AfD mettesse su un governo con primo ministro indipendente; in terzo luogo, alle prossime regionali, BSW potrebbe astenersi ai ballottaggi facendo vincere AfD.
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Il punto è che BSW avrebbe dovuto avviare questo percorso fin dalla sua fondazione, ovvero ai tempi in cui alcuni sondaggi lo davano sopra al 10%. Oggi, la posizione dei sovranisti-marxisti appare bilanciata sfavorevolmente per non dire questuante. Difatti, la proposta di Wagenknecht ad Alice Weidel di svolgere alcuni dibattiti pubblici in coppia, è stata respinta da quest'ultima: d'altronde chi glielo fa fare, alla segretaria di un partito dato al 30%, di appaiarsi con la leader d'un partito al 4% e che alle ultime elezioni neppure ha superato lo sbarramento per entrare al Bundestag?
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Eppure, malgrado tutte queste problematiche, la vicenda impone di riflettere e distinguere fra criticità soggettive e necessità oggettive.
La criticità soggettiva di AfD è quella comune a tutti i partiti sovranisti di destra: il pretendere di difendere la sovranità aderendo alla dottrina economica del neoliberismo, ovvero una dottrina che, sottomettendo la società al mercato, per sua natura, erode i confini della sovranità stesssa in quanto lascia campo aperto a tutte le influenze e ingerenze sovranazionali. Se a questo poi aggiungiamo il tifo di Weidel e soci per un paese come Israele, ch'è volto a etero-dirigere attraverso il lobbysmo politico buona parte dei paesi occidentali, ecco che il "sovranismo di destra" risalta in tutta la sua valenza di ossimoro.
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La criticità soggettiva di BSW sembra specularmente essere il persistere, al suo interno, di una cultura e di dinamiche identitarie ancora legate alla sinistra: l'ha dimostrato la fase delle scorse elezioni regionali che ha visto i sovranisti-marxisti allearsi in Turingia e Brandeburgo coi partiti guerrafondai CDU e SPD, e lo dimostra la voce secondo cui la base di BSW sarebbe in questi giorni in agitazione proprio per questa recente apertura di Wagenknecht ad AfD.
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Malgrado queste enormi criticità soggettive, sussistono due necessità oggettive che restano in piedi a prescindere dalla fattibilità o meno dell'intesa fra BSW e AfD.
1) La necessità di un fronte istituzionale ampio, più ampio possibile, per fermare la guerra in Europa.
2) La necessità di una ridefinizione della politica occidentale che cancelli la falsa contrapposizione fra destra e sinistra e imponga, al suo posto, quella fra globalisti e sovranisti.
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Il punto 2) potrà essere raggiunto solo quando destra e sinistra smetteranno di sentirsi e qualificarsi come tali: per le persone che provengono da destra, si tratterà di arrivare a comprendere la natura del neoliberismo e il suo ruolo distruttivo delle tradizioni e delle identità dei popoli; per coloro che provengono da sinistra, si tratterà di prendere TUTTO ciò che la sinistra politica ha pensato, detto e fatto dagli anni '70 fino a oggi, imballarlo e quindi gettarlo senza rimpianti nella pattumiera della storia.