La perversione e il Moloch d'Occidente
di Enrico Tomaselli - 02/02/2026

Fonte: Giubbe rosse
Al netto delle questioni relative all'uso del ricatto da parte del Mossad (chi altri?), quello che a me sembra più significativamente evidente, di ciò che sta venendo fuori sul caso Epstein, è la connessione tra un livello di ricchezza follemente spropositato e la depravazione (anche, ma non solo, sessuale). C'è un delirio di onnipotenza che cerca appagamento in ogni forma possibile di esercizio illimitato del potere - che sia su una donna, su un bambino, su una classe o su una nazione. In questo humus intrinsecamente perverso, l'apparizione di un prosseneta è solo - e ancora una volta - lo spirito del capitalismo che si manifesta: dove c'è un'opportunità, la coglie, senza remore di alcun genere. La successiva finalizzazione a pratiche di potere assai più definite, è solo un corollario. Se Epstein non fosse stato ebreo, forse la cosa non avrebbe assunto quelle dimensioni, che sono state possibili solo per l'evidente supporto ricattatorio del Mossad, dietro le quinte, e per il probabile ruolo di 'facilitatore' che hanno assunto le élite sioniste anglo-sassoni per metterlo in contatto con 'la gente che conta'.
Quando Epstein dice che "i goym [cioè in non ebrei - ndr] esistono per servire il popolo di Israele", però, ci dice anche qualcosa in più sul tipo di relazione che i sionisti cercano col resto dell'umanità. E forse ci spiega anche perché oggi tutte le leadership occidentali siano così desiderose di mostrarsi fedeli al Moloch israeliano.
