Operazione Epstein
di Pino Cabras - 28/02/2026

Fonte: Pino Cabras
Potremmo rinominare l'aggressione all'Iran (e al Libano e all'Iraq) da parte dell'asse Washington-Tel Aviv come "Operazione Epstein". Riassumerebbe paradossalmente e in modo critico sia i decenni di progetti imperiali cementati dalla classe dirigente legata da un unico apparato circolatorio con le sue arterie infette, sia la volontà di sepellire lo scandalo che ha quel nome con eventi di una scala più sconfinata che gli faranno perdere importanza.
Il Medio Oriente in fiamme è il preludio di un incendio ancora più vasto e caotico in cui saranno bruciati tutti i libri del vecchio ordine: sia libri contabili, sia i libri di diritto, fino ai libri di geografia.
La lotta per l'egemonia mondiale da parte dell'Impero, che ha voluto battezzare a Gaza la sua nuova fase esistenziale, ora ingloba senza più freni - nel suo nucleo - la visione del "Sionismo Reale", che contempla come mezzo accettabile la guerra di sterminio "scalabile".
I russi fanno già sapere che dopo questa brutale aggressione non credono più alle volontà negoziali dell'Impero. Non ci credevano già più nel 2022 quando scelsero l'azzardo dell'intervento in Ucraina, ma cercarono di evitare una fase di "guerra totale". Le ultime occasioni di negoziato evaporeranno ora molto in fretta.
Le classi dirigenti europee sonnambule, che hanno fatto andare in cancrena la diplomazia sia in Europa sia nel Vicino Oriente, oggi ci stanno gentilmente introducendo allo scenario peggiore lasciandoci esposti a rischi apocalittici.

