La longa manus di Israele è arrivata in Spagna
di Fabio Filomeni - 28/05/2026

Fonte: Fabio Filomeni
Tempo fa un'inchiesta della rivista "L'Espresso" aveva dimostrato come Israele fosse la cassaforte digitale dell'Occidente. E' nei software di Tel Aviv che girano, si archiviano e si proteggono alcune delle informazioni più sensibili di governi, ministeri, forze dell'ordine e servizi segreti europei. Ecco che la longa manus di Israele è arrivata in Spagna e ha fatto scoppiare una bomba mediatica ad orologeria. Ieri, mentre il premier spagnolo Sanchez veniva ricevuto da Papa Leone in Vaticano, a Madrid la Guardia Civil perquisiva la sede del partito socialista spagnolo davanti a giornalisti e corrispondenti di tutto il mondo. Come noto la Spagna è stata l’unica in Europa ad assumere una posizione di condanna chiara e ferma contro il genocidio in Palestina, l’invasione del Libano e ha negato le basi americane per la guerra contro l’Iran. Prima avevano acceso i riflettori sull’ex premier Zapatero nell’ambito di una inchiesta su presunte anomalie nei finanziamenti di una compagnia aerea, adesso cercano d’incastrare la moglie e il fratello di Sanchez con l’avvio di un processo per abuso di ufficio e traffico di influenze. Praticamente capi di imputazione che si prestano facilmente a trasformarsi in condanne “ad personam” con la naturalezza con cui un abile sarto cuce l’abito addosso a un manichino. Ovviamente la soluzione per evitare tutto ciò è già arrivata a Sanchez per bocca di un’altra figura storica del socialismo spagnolo Felipe Gonzales che ha suggerito all’attuale premier spagnolo di andare ad elezioni anticipate entro l’anno. Insomma, il messaggio è chiaro: se lascia il governo finiranno le inchieste. Parola di Mossad…
