Pagliaccismo
di Daniele Perra - 21/01/2026

Fonte: Daniele Perra
Questo pagliaccio è lo stesso che nel 2016 firmò un memorandum of understanding con la Repubblica Islamica del valore di 30 miliardi di euro (all'incirca). Commesse commerciali andate perdute a seguito della rottura dell'accordo nucleare da parte degli Stati Uniti (prima amministrazione Trump). È lo stesso personaggio che quando il presidente iraniano di allora (Rouhani) venne in visita a Roma fece coprire le statue rinascimentali di nudi nei palazzi istituzionali per non urtare la sensibilità della delegazione iraniana, come se la letteratura classica persiana non sia ricca (anche) di poemi a sfondo erotico. Di fatto, nessun iraniano richiese simile cortesia. È lo stesso personaggio che si è preso parecchi soldi facendo il conferenziere e promoter per Arabia Saudita, Emirati e Qatar. Luoghi in cui non mi pare che alla donna sia riservato un ruolo di primo piano nella società (ricordo che in Iran il 65% dei laureati sono donne).
Ora, si può pensare quello che si vuole di Khamenei. Non mi interessa. Ma andrebbe ricordato che questo è in primo luogo un leader religioso, discendente dalla famiglia del Profeta dell'Islam. Uno che è stato incarcerato e torturato dalla Savak in più occasioni. È stato esiliato nelle località più remote dell'Iran. Ed in quelle occasioni (penso anche all'alluvione di Iranshar del 1978) si è guadagnato la fiducia di larga parte della popolazione iraniana. Fiducia che rimane tale anche oggi, nonostante alcuni cerchino inverosimilmente di parlare di "popolo iraniano", nella sua interezza, che si oppone al "regime". Niente di più falso e fuorviante, soprattutto alla luce del fatto che nessuno vuole segare il ramo dell'albero sul quale è seduto. Ha combattuto ed è stato gravemente ferito ad un braccio durante la guerra contro l'Iraq. Onestamente, non credo che tema le minacce di morte di una manica di ritardati il cui unico scopo è seguire la "moda geopolitica" idiota del momento, con contorno di idiozie fallaciane.
Ancora, proviamo a paragonarlo al "leader" dell'Occidente: un palazzinaro, cresciuto all'ombra del padre, che ha costruito le sue fortune truffando il fisco, mentendo in tribunale, non pagando i suoi dipendenti e scegliendo la carriera politica per salvarsi dalla bancarotta, dopo aver condotto un reality show per dementi. Senza considerare le sue "amicizie" non esattamente limpide. Buona fortuna.
