Un'intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più
di Andrea Zhok - 07/04/2026

Fonte: Andrea Zhok
Questa notte e stamane l'attacco israelo-americano è passato al livello più alto, iniziando a martellare, accanto alle infrastrutture dei trasporti, i principali centri di produzione energetica iraniana. Di pochi minuti fa è la notizia dell'inizio del bombardamento sull'isola di Kherg, cruciale per l'approvvigionamento energetico dell'Iran.
Come promesso più volte, l'IRGC ha annunciato che questo significa guerra totale e che procederà alla distruzione di tutti gli asset energetici del Golfo.
Non so se i criminali sionisti e statunitensi riusciranno nel loro intento di "spedire l'Iran all'età della pietra" (con tanti saluti alle puttanate sulla liberazione del popolo iraniano), ma quel che è certo è che se le cose procedono nella direzione presa fino in fondo, all'età della pietra ci finiremo sicuramente noi europei.
Parliamo di un potenziale shock energetico da far sembrare l'austerità del 1973-75 una passeggiata di salute. La prospettiva è quella di uno tsunami di inflazione, distruzione della mobilità privata, esplosione dei costi di produzione, distruzione del tessuto produttivo, fallimenti seriali e disoccupazione di massa.
E sia chiaro che a questa catastrofe ci hanno portato non Trump, non Nethanyahu - che fanno benissimo gli affari propri - ma le nostre politiche e l'ottusità di un elettorato incapace di uscire da schematismi retorici, un elettorato che ha consentito per almeno trent'anni a personaggi inguardabili di distruggere l'Italia e l'Europa.
Abbiamo giocato per tre decenni una partita tutta di contrapposizioni "simboliche", di fuffa sovrastrutturale, ci siamo preoccupati dei cessi unisex, dello schwa, di vietare moschee, di fare la faccia feroce con i poveracci, ci siamo riempiti la bocca di diritti umani e diritto internazionale - se e quando lo ordinava il padrone oltreatlantico - e su ciò abbiamo organizzato fuochi d'artificio dialettici nei Talk Show.
A chi parlava di sovranità alimentare, monetaria ed energetica si è risposto dandogli del fascista o del rossobruno.
A chi criticava quella demenza criminale della "austerità espansiva" si dava del populista.
E ora, come rimanenza di quella lunga stagione ci resta solo una fragilità indifendibile, che porterà a fondo tutti (tranne quella manciata di oligarchi con conti cifrati all'estero, che rientreranno solo a bocce ferme, per comprarvi la casa come nuda proprietà).
PS Cittadini iraniani si stanno portando nei pressi dei maggiori obiettivi civili del paese, per "difenderli con i loro corpi", cioè, visto che ciò è tecnicamente impossibile, per fare sapere a noi cosa sono disposti a rischiare per difendere il loro paese.
Ecco, io non sopporto la retorica, non sopporto le mozioni degli affetti, ma di fronte ad un presidente degli Stati Uniti che dice: “Un'intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più," credo che sia necessario dire con chiarezza una cosa.
Il popolo iraniano, la Repubblica Islamica dell'Iran, oggi sta combattendo con immenso coraggio anche per noi, o quantomeno anche per tutti quelli tra noi che sono interessati all'umanità e alla civiltà.
Sono rare le situazioni storiche in cui c'è assoluta, perfetta, cristallina chiarezza circa dove stiano il Bene e il Male.
Questa è una di quelle.
Una volta di più, onore al popolo iraniano.
