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Un nuovo ordine politico mediorientale

di Filippo Bovo - 07/08/2026

Un nuovo ordine politico mediorientale

Fonte: Filippo Bovo

Circa l'evoluzione del precedente Patto di mutua difesa tra Arabia Saudita e Pakistan, oggi esteso anche alla Turchia in occasione del vertice a La Mecca, vedo circolare tanta confusione e soprattutto tanta propaganda denigratoria. E' la prova che oltre cinque mesi di guerra non hanno insegnato proprio niente, ad un bel po' di gente che infatti adesso non perde tempo a cader con tutti e due i piedi nelle solite trappole disinformative: tutta colpa delle pregiudiziali antiarabe, antiturche e spesso pure antislamiche che in Occidente contaminano la cultura di molti, anche nel cosiddetto mondo del "dissenso".
Il nuovo organismo di mutua difesa riunisce tre grandi paesi del mondo musulmano moderato; moderati, sì, ma da non intendersi più secondo le chiavi del passato, come prova la loro storia recente, con un costante inasprimento nei rapporti con Israele, a tacer poi di quelli con gli USA. Basterebbe soltanto guardare ai fatti degli ultimi giorni, relativi alle minacce americane di nuovi attacchi contro i siti idrici ed energetici iraniani, e alla risposta che hanno trovato nelle cancellerie di questi tre paesi, per capire come stiano davvero le cose. Quei nuovi attacchi sono stati fermati anche dalla risposta chiara e diplomatica di questi paesi: giacché attaccare i siti idrici ed energetici iraniani avrebbe giustificato da parte di Teheran una pari risposta contro le analoghe strutture in tutta la regione, portando a conseguenze catastrofiche non solo il Medio Oriente, ma il mondo intero. Se a quel punto l'Iran avrebbe avuto le sue ragioni a far ciò, anche paesi come quelli del Golfo avrebbero avuto le loro per, ad esempio, disinvestire i propri fondi dagli USA e dirottarli altrove, magari in Cina: giusto per fare un nome.
Insomma, siamo ben lontani da un patto difensivo teso a sostituire l'impegno politico e militare di Washington in Medio Oriente, in via di declino, e a porsi come suo nuovo e funzionale gendarme locale. Tali letture sono a dir poco capziose e tendenziose. Infatti, il nuovo patto difensivo, senza esprimere ostilità verso alcuno, USA od Asse della Resistenza che sia, indica la maggior responsabilizzazione ed assertività di nazioni geopoliticamente sempre più emergenti ed affermate, in un quadro regionale che nel frattempo vede la piena e crescente vittoria dell'Iran e dell'Asse della Resistenza sull'asse israelo-americano. Proprio questi due fattori, la vittoria dell'Iran e dell'Asse della Resistenza e la sempre più forte sovranità strategica di paesi come Pakistan, Arabia Saudita, Turchia, nonché Egitto e Qatar, futuri candidati all'adesione del patto di mutua difesa, sono le cause dell'inevitabile ridimensionamento del ruolo americano e del crescente isolamento israeliano. 
Detto in parole semplici, sta tramontando quella che era stata definita come Pax Americana, o se preferiamo Pax Israelo-Americana; ed in suo luogo vengono oggi a costruirsi nuove architetture di sicurezza, a sancire un nuovo ordine politico mediorientale.