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Un tipico esempio di come funziona la propaganda di guerra

di Daniele Perra - 29/03/2026

Un tipico esempio di come funziona la propaganda di guerra

Fonte: Daniele Perra

Un tipico esempio di come funziona la propaganda di guerra, nella precisa consapevolezza che (come diceva il giornalista tedesco Udo Ulfklotte) una volta la CIA pagava i mezzi di informazione per far dire loro ciò che volevano a Washington, ora sono essi stessi la CIA. 
La Repubblica ci presenta questa minaccia iraniana come se a Teheran fossero impazziti e avessero deciso improvvisamente di prendere di mire le istituzioni universitarie americane nella regione (l'obiettivo più semplice sarebbe l'università americana di Beirut, per intenderci). Da valutare anche la veridicità di tali affermazioni. Ciò che non dice è che gli Stati Uniti hanno bombardato l'università di Teheran. Ora, mi domando per quale motivo un centro di istruzione possa divenire obiettivo militare (tra l'altro, alcuni giovani che hanno partecipato alle manifestazioni di gennaio erano proprio studenti universitari).  
Personalmente, ho visitato l'università di Teheran e parlato di fronte ad un pubblico di docenti e studenti in occasione della conferenza internazionale sulla "diplomazia della resistenza". Ho visitato e discusso con alcuni professori di relazioni internazionali anche all'università Imam Sadiq, sempre a Teheran. Le università iraniane, oggi, sono (ancora e a differenza di tanti nostri istituti) centri di produzione culturale in cui il dibattito politico (potrà sembrare un paradosso) è vivo, aperto, e non fossilizzato su alcuni dogmi imbarazzanti (neoliberismo per l'economia o certa retorica sinistrorsa per le facoltà umanistiche) che contraddistinguono i centri culturali italiani. Questo a prescindere dalla riforma Khomeinista degli anni '80 che aveva previsto una loro piena "islamizzazione".
L'obiettivo è distruggere l'Iran come Paese, come cultura, come storia. L'obiettivo non è solo il "cambio di regime". È preparare il terreno per una penetrazione omologante in ogni singolo aspetto. Quando gli israeliani entrarono a Beirut nel 1982, la prima cosa che fecero fu distruggere gli archivi storici dell'OLP: mettere a fuoco tutta la storia della Palestina prima dell'arrivo dei sionisti, per poter poi promuovere l'idea di un popolo che non era mai esistito. 
C'è un altro aspetto da sottolineare. Sin dal primo giorno l'amministrazione USA ha cercato di imporre il racconto di una campagna vincente. Dopo un mese iniziano a trapelare alcune verità imbarazzanti: la messa fuori uso della portaerei Gerald Ford (nome decisamente sfortunato) da parte dell'Iran; una obliterazione del sistema missilistico iraniano mai avvenuta; uno stallo bellico che porterà ad una pericolosa avventura terrestre per gli USA; la morte prematura del "Board of Peace" trumpista; la chiusura di Hormuz che sta accelerando la fine del petrodollaro; il fallimento (ad oggi) dell'invasione israeliana in Libano. 
Più si va avanti, più aumentano i costi per gli USA, che devono mantenere pure Israele. Più aumentano i costi, più la crisi del debito USA diventa insostenibile. Più questa diventa insostenibile, più gli USA cercheranno di imporne il costo ad altri, come fecero per il Vietnam. Ed Indovinate a chi.