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I meccanismi perversi dell¹alta finanza

di U.A. Foncant - 24/03/2009

Fonte: retelibera


 
Economia: i cittadini pagano, i soliti noti incassano


Dove sono finiti i santoni del nuovo ordine, i guru del mondo globale, i
sacerdoti del Dio Mercato?
Sembrano spariti, circolano altre parole d¹ordine, è partito il classico
³contrordine compagni²Š In realtà sono sempre loro a dirigere l¹orchestra ma
la musica stona, e qualcuno del pubblico comincia a rumoreggiare, anche se
hanno cambiato lo spartito. I super liberisti oggi sono in coda per gli
aiuti di Stato, cioè dei contribuenti..

Da anni i pochi analisti non asserviti alle logiche di potere prevedevano
che l¹enorme massa di denaro in aumento nel mondo ( sin dagli anni Ottanta)
essendo di molto superiore all¹intero prodotto mondiale doveva fatalmente
implodere . Come un pallone aerostatico bucato la bolla si è sgonfiata ,
anche se ancora non del tutto, e il pallone globale ha cominciato a cadere
sempre più velocemente.
Siccome i responsabili della bolla speculativa sono sostanzialmente gli
stessi che continuano ad avere in mano il potere politico, magari per
interposta persona, le soluzioni continuano ad essere le più comode per
loro: la casta economico-politica.
Negli Stati Uniti e, seppur ancora con minor intensità in Europa, si stampa
denaro come carta straccia. Si comprano azioni tossiche di banche decotte
anziché mandare in galera i responsabili, caricando il tutto sulle spalle di
tutti. La fatale massiccia inflazione che seguirà sarà pagata da miliardi
persone , che si impoveriranno pesantemente per anni, mentre gli straricchi
managers saranno magari un po¹ meno ricchi ma sempre abbastanza per
banchettare sulle spalle degli idioti che sostengono il sistema attuale.
Ma non sono solo le banche ( e parliamo delle mega banche, non dei piccoli
istituti a vocazione nazionale o locale che svolgono tuttora un ottimo
lavoro sul territorio e non sono affatto in crisi) ovviamente che stanno
aggrappandosi alla botte sempre piena ( anche se con vino annacquato di
moneta inflazionata) del denaro pubblico. Ci sono anche le grandi aziende da
sempre sostenute dallo Stato. Come la Fiat in Italia.
Questi grandi sostenitori del mercato sono specialisti nel succhiare soldi
pubblici. Anche se con la copertura di astuti marchingegni.
Un tempo, tanto per fare un esempio, procedevano così: il governo faceva un
prestito ai paesi dell¹Est , tipo Polonia o Russia. Con quei soldi loro
acquistavano catene di montaggio Fiat. I soldi no venivano mai restituiti ,
anzi le varie Lada entravano in concorrenza sui mercati, ma la Fiat ci
guadagnava.
Ogni volta che la baracca degli Agnelli ­ Elkann entrava in crisi per i
prodotti non eccelsi che vendeva, la mano pubblica, cioè i contribuenti,
interveniva in qualche modo. Oggi sono di nuovo a piangere miseria.
Si noti che i signori della Fiat, gli Elkan, possiedono oltre ad una
costosissima squadra di calcio, la Juventus (1 - vedere nota inserita in
fondo pagina) anche almeno due giornali, La Stampa, definito ³giornale di
famiglia² e ³Il Corriere della Sera² . Il tutto per un controvalore di
svariati miliardi che però non bisognano di mettere sul mercato. I
quotidiani sono un enorme potere politico. E non costano neppure tanto: il
Corriere per esempio riceve 22 milioni di euro l¹anno di sovvenzioni pagate
dai contribuenti. Tutto grasso che cola per i lamentosi padroni della Fiat.
Libera concorrenza, mercato globale, ormai sono in saldo: la Fiat ( come le
altre oligarchie economiche) d¹improvviso tirano fuori l¹interesse
nazionale: salviamo l¹auto italiana. Così come Obama dice ³comprate
americano² e Sarkosi offre aiuti solo a chi si impegna di produrre solo in
Francia.
Il bello è che lo Stato paga la Fiat ( invece di altre aziende non decotte
per le quali gli aiuti sarebbero più che giustificati) ma non riceve nulla
in cambio: nemmeno un pacchetto di azioni, come sarebbe doveroso.
Ma ancor più drammatico è il quadro presentato da un economista, Giulio
Sapelli, che demolisce la truffa degli aiuti statali.
Con una semplice domanda: ma a chi venderemo le nostre auto?
Perché lui , fra tanti economisti bravi in complesse teorie ma scarsi in
aritmetica, presenta equalche cifra: c¹è crisi dovunque, dalla Cina alla
Russia, dall¹India al Giappone. Toyota, GM, e Ford producono insieme 20
milioni di auto l¹anno. Renault e VW sono sui 7 milioni, PSA oltre 3
milioni, Fiat e Chrysler sono insieme sui tre milioni. Senza cintare Yundai
, Mitsubishi e altre. A chi si può vendere questa massa di macchine in un
momento di crisi sistemica?
Ma agli Elkan questo interessa poco: importante è che la loro Fiat riceva
soldi subito, purchè paghino gli altri, ovviamente..
In memoria, forse , di una vecchia battuta attribuita a Gianni Agnelli:
³Cavi ragazzi, così va la Borsa: oggi guadagnamo, domani pevdeteŠ²