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Breve storia della psicologia transpersonale (I parte)

di Stanislav Grof - 15/03/2006

Fonte: innernet.it

 

 

In questo breve saggio Grof traccia la storia e la nascita della psicologia transpersonale, a partire da Abraham Maslow. Inoltre illustra le differenze del suo approccio rispetto a quello di Ken Wilber e di altre tendenze della psicologia transpersonale. Una panoramica sul dibattito attuale della disciplina.

 

 

 

Verso la metà del ventesimo secolo, la psicologia americana era dominata da due scuole importanti, Il comportamentismo e la psicologia freudiana. La crescente insoddisfazione riguardo questi due orientamenti che non chiarivano in modo adeguato la natura della psiche umana condusse allo sviluppo della psicologia umanistica.Il portavoce principale e maggiormente rappresentativo di questa nuova corrente è stato il noto psicologo americano Abraham Maslow.

Egli offriva una critica incisiva dei limiti del comportamentismo e della psicoanalisi, ossia rispettivamente della prima e della seconda forza in psicologia,,come era solito definirle, e formulò i principi di un nuovo approccio alla psicologia (A. Maslow).

L'obiezione principale di Maslow al comportamentismo riguardava lo studio degli animali, quali ad esempio il ratto e il piccione; egli evidenziò i limiti di quegli studi sottolineando che essi possono solo contribuire a chiarire quegli aspetti del funzionamento umano che noi condividiamo con questi animali, ma non hanno alcuna rilevanza per la comprensione di qualità più elevate squisitamente umane, specifiche della natura umana, quali l’amore, l’autocoscienza, l’autodeterminazione, la libertà personale, la moralità, l’arte, la filosofia, la religione e la scienza. Tali studi sono inoltre relativamente inutili rispetto ad altre caratteristiche negative specificamente umane, quali l’avarizia, il desiderio di potere, la crudeltà, e la tendenza all’ “aggressione maligna".

Maslow nella sua critica ha inoltre rilevato il disinteresse dei comportamentisti per la coscienza e l’introspezione ed il loro concentrarsi esclusivamente sullo studio del comportamento; il loro interesse si focalizzava con enfasi sull’effetto determinante dell’ambiente, sui meccanismi di stimolo/risposta e di ricompensa/punizione; questa visione venne sostituita nella psicologia umanistica con una focalizzazione sulla capacità individuale dell’essere umano di essere interiormente motivato a realizzare se stesso e a sviluppare il proprio potenziale.

L'interesse primario della psicologia umanistica, la terza forzadi Maslow, si concentrava sui soggetti umani, e questa disciplina teneva in alta considerazione la coscienza e l’introspezione come importanti complementi dell’approccio oggettivo alla ricerca. Nella sua critica alla psicoanalisi, Maslow indica come Freud e i suoi seguaci traessero conclusioni circa la psiche umana principalmente dallo studio della psicopatologia: egli non era d’accordo con il loro “ riduzionismo biologico” di tutti i processi psicologici ad istinti di base.

La psicologia umanistica, d’altra parte, si concentrava su popolazioni sane, o persino su individui che mostravano funzionamenti supernormali in varie aree ("gli individui più evoluti fra la popolazione” di Maslow), sulla crescita, sul potenziale umano e sulle funzioni più alte della psiche. Inoltre ha enfatizzato che la psicologia deve mostrarsi sensibile ai bisogni umani pratici e servire interessi e obiettivi importanti della società umana. Alcuni anni dopo Abraham Maslow ed Anthony Sutich fondarono l'associazione per la psicologia umanistica (AHP) e la sua rivista omonima.

Il nuovo movimento diventò estremamente popolare fra i professionisti del settore medico-sanitario americano della salute mentale e anche fra il grande pubblico. La prospettiva multidimensionale della psicologia umanistica e la sua enfasi sulla persona nel suo complesso, ha fornito un ampio contenitore per lo sviluppo di un ricco spettro di nuovi approcci terapeutici efficaci che hanno notevolmente espanso la gamma di possibilità nell’occuparsi di problemi emozionali, psicosomatici, interpersonali e psicosociali.

Una delle qualità importanti di queste nuove terapie è stata quella di determinare uno spostamento decisivo dalle strategie esclusivamente verbali della psicoterapia tradizionale, verso una modalità di espressione diretta delle emozioni,dall’esplorazione della storia individuale e della motivazione inconscia, verso le sensazioni ed i processi di pensiero dei clienti nel qui ed ora. Un altro aspetto importante di questa rivoluzione terapeutica è stato il focalizzarsi sull’interconnessione fra psiche e corpo e il superamento del tabù del “contatto fisico” che precedentemente dominava il campo della psicoterapia; varie forme di lavoro sul corpo sono quindi venute a costituire una parte integrante delle nuove strategie di trattamento.

La terapia Gestalt di Fritz Perls, la bioenergetica di Alexander Lowen ed altri metodi neo-reichiani, i gruppi di incontro e le sessioni-maratona, possono venire qui menzionate come esempi salienti di terapie umanistiche. Nonostante la popolarità della psicologia umanistica, gli stessi fondatori, Maslow e Sutich, divennero sempre più insoddisfatti della struttura concettuale che avevano originariamente generato. Divennero sempre più consapevoli di aver tralasciato un elemento estremamente importante: la dimensione spirituale della psiche umana (Sutich).

La rinascita di interesse verso le varie tradizioni mistiche, la meditazione, la saggezza antica ed aborigena e le filosofie orientali, come pure la diffusa sperimentazione psichedelica durante i tempestosi anni ’60, rese assolutamente chiaro che una psicologia esaustiva ed interculturale, per essere completa, dovesse includere osservazioni da aree quali stati mistici, coscienza cosmica, esperienze psichedeliche, fenomeni di trance, creatività ed ispirazione religiosa, artistica e scientifica.

Nel 1967 un piccolo gruppo di lavoro comprendente Abraham Maslow, Anthony Sutich, Stanislav Grof, James Fadiman, Miles Vich, e Sonya Margulies si incontrò a Menlo Park in California, con l’intento di creare una nuova psicologia che onorasse l'intero spettro dell’ esperienza umana, inclusi vari stati di coscienza non-ordinari.

Durante queste discussioni Maslow e Sutich seguirono il suggerimento di Grof e chiamarono la nuova disciplina"psicologia transpersonale". Questo termine prese il posto dell’appellativo originario"transumanistica"o “rivolta oltre le questioni umanistiche”. Subito dopo formarono l’Associazione di Psicologia Transpersonale (ATP) e pubblicarono il Giornale di Psicologia Transpersonale. Parecchi anni dopo, nel 1975, Robert Frager fondò l’Istituto (Californiano) di Psicologia Transpersonale a Palo Alto, che è rimasto la punta di diamante nei settori dell'educazione, della ricerca e della terapia Transpersonale per oltre trent’anni. La psicologia transpersonale, o quarta forza, ha messo in luce alcune delle maggiori concezioni errate nei filoni psichiatrici e psicologici principali. Ha inoltre risposto ad osservazioni importanti che provengono dalla moderna ricerca sulla Coscienza e da parecchi altri campi, per le quali il paradigma scientifico esistente non aveva spiegazioni adeguate.

Michael Harner, Antropologo americano con buone credenziali accademiche, che sperimentò, nel suo lavoro sul campo in Amazzonia, una potente iniziazione sciamanica, ha riassunto brevemente le imperfezioni della psicologia accademica nella prefazione del suo libro “La via dello sciamano” (Harner 1980). Egli suggerisce che la comprensione della psiche nella civiltà industriale è gravementedi parte, cioè etnocentrica e cognicentrica (un termine migliore potrebbe essere pragmacentrica).

È etnocentrica nel senso che è stata formulata e promossa da scienziati materialistici occidentali che considerano la propria prospettiva superiore a quella di ogni altro gruppo umano in qualsiasi momento storico. Secondo questi scienziati la materia è primaria, mentre la vita, la coscienzae l'intelligenza sono suoi prodotti secondari più o meno accidentali. Essi ritengono che la spiritualità inqualsiasi forma e livello, anche quella più erudita, non è che il riflesso dell’ ignoranza dei fatti scientifici, della superstizione, della credulità infantile, dell’ autoinganno e del pensiero magico primitivo.

Le esperienze spirituali dirette che coinvolgono figure e reami archetipici sono viste come prodotti patologici del cervello. Gli psichiatri moderni del filone principale interpretano le esperienze visionarie dei fondatori delle grandi religioni, dei santi e dei profeti, come manifestazioni di malattie mentali gravi, sebbene essi manchino di una spiegazione medica adeguata e di dati di laboratorio necessari a convalidare tale posizione.

La letteratura psichiatrica contiene numerosi articoli e libri che discutono su quale potrebbe essere la diagnosi clinica appropriata per molte delle grandi figuredella storia spirituale. Sant’Antonio è stato definito schizofrenico, San Giovanni della Croceè stato invece etichettato come “degenerato ereditario ”, Santa Teresa d'Avila e’ stata liquidata come una"grave psicotica isterica"e le esperienze mistiche di Maometto sono state attribuite all'epilessia. Molti altri personaggi religiosi e spirituali, quale il Buddha, Gesù, Ramakrishna, e Sri Ramana Maharshi sono stati visti come affetti da psicosi a causa delle loro esperienze visionarie edelle loro credenze. (Franz Alexander 1931).

Allo stesso modo alcuni antropologi formati in modo tradizionale hanno discusso della possibilità di diagnosticare gli sciamani come schizofrenici, psicotici ambulanti, epilettici o isterici. Il famoso psicanalista F. Alexander, conosciuto come uno dei fondatori della medicina psicosomatica, ha scritto un saggio in cui persino la meditazione buddista è descritta in termini psicopatologici e si riferisce ad essa come"catatonia artificiale".

La psicologia e la psichiatria occidentali descrivono i rituali e la vita spirituale di culture antiche e native in termini patologici, mentre i pericolosi eccessi della civilizzazione industriale che mettono potenzialmente in pericolo la vita sul pianeta, sonoa tal punto divenuti parte integrante della nostra vita che raramente attraggono l’attenzione di medici e ricercatori, né vengono riconosciuti comepatologici.

Siamo quotidianamente testimoni di manifestazioni di insaziabile avidità e aggressione maligna - saccheggio di risorse non rinnovabili trasformate in inquinamento industriale, invasione di altri paesi,generando massacri di civili e genocidi, abuso di scoperte scientifiche per lo sviluppo delle armi di distruzione di massa, guerra chimica e biologica, danni alla naturaa causa di precipitazioniradioattive e da perdite accidentali di petrolio. Gli ingegneri ei protagonisti principali di tale scenario di distruzione, non solo sono liberi di muoversi, ma sono anche ricchi, famosie detengono posizioni di potere all’interno della società, ricevendo varie onorificenze. Allo stesso modo persone che hanno stati mistici che possono potenzialmente trasformare una vita, finiscono ospedalizzate con diagnosi stigmatizzanti e prescrizioni farmacologiche soppressive. Questo é ciò a cui Michael Harner si riferiva parlando di polarizzazione etnocentrica nel giudicare ciò che é normale e ciò che e’ patologico.

Secondo Michael Harner, la psichiatria e la psicologia occidentali mostrano anche una forte polarizzazione cognicentrica. Con questo vuole sottolineare che queste discipline formularono le loro teorie sulla base di esperienze e osservazioni fatte dal punto di vista di stati di coscienza ordinari e hanno sistematicamente evitato o interpretato erroneamente le prove fornite da stati non ordinari, come i risultati ottenuti da osservazioni fatte in terapie psichedeliche, in potenti psicoterapie esperienziali, o il lavoro svolto con individui in crisi psicospirituali, varie ricerche meditative, studi in campo antropologico o tanatologico. I dati di rottura di paradigma provenienti da queste aree di ricerca sono stati o sistematicamente ignorati o mal giudicati e male interpretati a causa della loro fondamentale incompatibilità con il paradigma imperante.

La psicologia transpersonale ha fatto significativi progressi verso la correzione della polarizzazione etnocentrica e cognicentrica della psichiatria e della psicologi, particolarmente con il riconoscimento della natura e del valore delle esperienze transpersonali. Alla luce delle osservazioni che provengono dallo studio degli stati non-ordinari di coscienza,"l'attuale irrispettosa denigrazione e patologizzazione della spiritualità", caratteristica del materialismo monistico, appare ora improponibile.

Negli stati non-ordinari, le dimensioni spirituali della realtà, possono essere sperimentate direttamente in un modo altrettanto convincente della nostra esperienza quotidiana del mondo materiale, se non di più. E’ anche possibile descrivere passo dopo passo le procedure e i contesti appropriati che facilitano l’accesso a tali esperienze. Uno studio accurato delle esperienze transpersonali dimostra che esse sono ontologicamente reali e contengono informazioni circa dimensioni di esistenza importanti e solitamente nascoste, le quali possono essere consensualmente convalidate.

In generale lo studio degli stati non-ordinari di coscienza conferma la visione di C. G. Jung secondo la quale le esperienze originate a livelli profondi della psiche, (nella mia terminologia: esperienze “perinatali” e “transpersonali”) hanno una certa qualità che egli chiama (riprendendo il termine di Rudolph Otto) "Numinosità" (Jung 1964).

Il termine Numinoso e’ relativamente neutrale e quindi preferibile ad altre denominazioni simili, come religioso, mistico, magico, santo o sacro, che sono spesso state usate in contesti problematici e possono facilmente trarre in inganno. Il senso di"numinosità"è basato sull’apprendimento diretto del fatto che siamo di fronte ad un reame che appartiene ad un ordine di realtà superiore, sacro e radicalmente diverso dal mondo materiale.

Per prevenire incomprensioni e confusioni che hanno compromesso molte altre discussioni simili in passato, e’ necessario fare una chiara distinzione fra spiritualità e religione. La spiritualità è basata su esperienze dirette di aspetti e dimensioni di realtà non-ordinari e non necessita per essere esperita di un luogo speciale o di una persona ufficialmente preposta a mediare il contatto col divino.

I mistici non hanno bisogno di chiese o templi. Il contesto in cui essi sperimentano la dimensione sacra della realtà, compresa la loro stessa divinità,è il loro corpo e la natura; e al posto di un prete officiante, necessitano di ricercatori e compagni a loro affini o la guida di un maestro più evoluto di loro nel cammino interiore.

La spiritualità consiste in uno speciale tipo di relazione fra l’individuo e il cosmo ed è, in essenza, un fatto personale e privato. Allo stesso modo la religione organizzata è un’attività di gruppo istituzionalizzata che ha luogo in un posto designato, tempio o chiesa, e comprende un sistema di officianti designati che possono o meno aver avuto esperienze personali di realtà spirituali.

Una volta che una religione diventa organizzata, spesso perde completamente la connessione con la sua sorgente spirituale e diventa un’istituzione mondana che sfrutta i bisogni spirituali umani senza soddisfarli. Le religioni organizzate tendono a creare un sistema gerarchico con l’intento di perseguire potere, controllo, mire politiche, denaro, possedimenti e altre preoccupazioni mondane. In simili circostanze la gerarchia religiosa, di regola, non vede di buon occhio e scoraggia le esperienze spirituali dirette dei suoi membri poiché esse portano indipendenza e non possono essere efficacemente controllate.

Quando questo accade la vita spirituale genuina continua solo nei contesti mistici, negli ordini monastici e in sette estatiche delle religioni coinvolte. Mentre è chiaro che il fondamentalismo e il dogma religioso sono incompatibili con la visione scientifica del mondo, sia essa Cartesiana-Newtoniana o basata sul nuovo paradigma, enon vi e’ ragione per cui non dovremmo studiare seriamente la natura e le implicazioni delle esperienze transpersonali.

Come Ken Wilber fa notare nel suo libro A Sociable God (Wilber 1983), non ci può essere conflitto fra scienza genuina e autentica religione. Se un conflitto sembra esserci è molto probabile che si tratti di falsa scienza e falsa religione, dove entrambe le parti hanno una seria incomprensione della posizione altrui e molto probabilmente rappresentano una versione falsadella propria disciplina.

La psicologia transpersonale così come è, è nata alla fine degli anni ’60, era culturalmente sensibile e trattava i rituali e le tradizioni spirituali delle culture antiche e native con il rispetto che esse giustamente meritavano nella visione delle scoperte della moderna ricerca sulla coscienza.

Essa abbraccia ed integra anche un’ampia gamma di “fenomeni anomali”, osservazioniche vanno a spezzare il paradigma della scienzaaccademica e che quest’ultima non è ancora stata in grado di spiegare. Comunque, sebbene fosse esaustiva e ben documentata, la nuova branca rappresentava un tale radicale allontanamento dal pensiero accademico nei circoli professionali, che non poteva conciliarsi né con la psicologia e psichiatria tradizionali, né con il paradigma Newtoniano-Cartesiano della scienza occidentale.

Come conseguenza di questo essa era estremamente vulnerabile alle accuse che la tacciavano di essere “irrazionale”, “non-scientifica” e persino traballante, particolarmente da quegli scienziati che non erano a conoscenza dell'ampio corpo di osservazioni e di materiale su cui il nuovo movimento era basato.

La situazione cambiò drasticamente durante i primi due decenni di esistenza della psicologia transpersonale. Come risultato di nuovi concetti e scoperte rivoluzionarie in varie discipline scientifiche, la filosofia della scienza occidentale tradizionale, le sue assunzioni di base e il suo paradigma Newtoniano-Cartesiano, sono state sempre di più seriamente messe alla prova.

Fra queste sfide vi erano quelle poste dalle scoperte e dalle implicazioni filosofiche della fisica quantistico-relativistica come indicato da Fritjof Capra (Capra 1975), Fred Alan Wolf (1981), Nick Herbert (Herbert 1979), Amit Goswami (Goswami) e molti altri: la teoria dell’ olomovimento di David Bohm (Bohm 1980), il modello olografico del cervello di Karl Pribram (Pribram 1971), la brillante sintesi di cibernetica, teorie dei sistemi e dell’ informazione, logica, psicologia e altre discipline di Gregory Bateson (Bateson 1979), il lavoro sui campi morfogenetici di Rupert Sheldrake (Sheldrake 1981), gli studi sulle strutture dissipative e ordini di fluttuazione di Prigogine (Prigogine 1980) il principio Antropico in astrofisica (Barrow e Tripler 1986) e molti altri.

E’ stato molto entusiasmante vedere come tutti questi nuovi sviluppi, sebbene inconciliabili con il monismo materialista ed il pensiero Newtoniano-Cartesiano del diciassettesimo secolo, siano compatibili con la psicologia traspersonale. E’ diventato sempre più possibile immaginare che la psicologia traspersonale divenga in futuro accettata nei circoli accademici e possa essere parte integrante di una visione scientifica del mondo radicalmente nuova.

Mentre i progressi rivoluzionari fatti in varie discipline della scienza moderna continuano a demolire l’ormai obsoleta visione materialistica del mondo del diciassettesimo secolo, è già possibile veder emergere la forma generica di una nuova comprensione di noi stessi, della natura e dell’universo in cui viviamo.

Questo nuovo paradigma dovrebbe essere in grado di riconciliare la scienza con una spiritualità basata sull’esperienza, universale e onnicomprensiva della natura e capace di portare ad una sintesi di scienza moderna e saggezza antica. Anche a questo stadio di sviluppo, noi abbiamo più di un mosaico di pezzi sconnessi fra loro riguardo questa nuova visione della realtà.

Almeno due dei maggiori tentativi intellettuali di integrare la psicologia transpersonale in una nuova e più ampia visione del mondo meritano di essere menzionati in questo contesto. La prima di queste avventure pionieristiche e’ stato il lavoro di Ken Wilber.

Fine parte prima.

Copyright originale: Stanislav Grof, per gentile concessione

Traduzione di Tania Martinelli e Lucia Berardi

Revisione a cura di AnnaPaola Maestrini e Katia Soliani http://www.olotropica.it/

per gentile concessione del dot. Stanislav Grof ( 11-11-2004 )

Traduzione dall'inglese di Tania Martinelli e Lucia Berardi
Revisione a cura di AnnaPaola Maestrini e Katia Soliani

Traduzione in lingua Italiana Dicembre 2004 a cura di - http://www.olotropica.it/