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Questo sistema bancario è un'associazione per delinquere?

di Gianni Frescura * - 11/09/2009

  DECINE DI AMMINISTRATORI E CENTINAIA DI FUNZIONARI DI BANCA SOTTO PROCESSO PER USURA    

Dopo un letargo che dura da più di dieci anni, perché è dal 1997 che è concretamente applicabile anche al sistema bancario la normativa antiusura (legge 108/96 [1]), in giro per l’Italia i magistrati civili e penali cominciano a fare il loro dovere e si ascoltano e si leggono sempre più di frequente notizie sulla messa sotto accusa di amministratori, dirigenti e funzionari per gli interessi sproporzionati (usura) applicati dalla banca nei conti correnti, soprattutto delle imprese.

 

Queste informazioni per lo più vengono ignorate dalle tivù e dalla stampa nazionali (controllate dalle banche) e appaiono perciò solo sui media locali; le notizie a volte poi vengono riportate in modo ambiguo, perché dai titoli non è chiaro se l’usuraio sia il funzionario inquisito o la banca stessa [2].

 

In questo elaborato si guarderà ai soli procedimenti in cui risulta che sia la banca ad avere applicato tassi di usura ai suoi clienti e non al caso, diffuso, ma (a mio avviso) socialmente meno rilevante, in cui i funzionari della banca fanno personalmente prestiti con tassi da usura o collaborano con usurai esterni.

 

Negli ultimi mesi è un seguito impressionante di notizie, apparse sulla stampa o in internet, sul tema dell’usura bancaria.

 

A novembre 2008 a Parma c’è stata la condanna (definitiva) di quattro manager per l’usura commessa dall’UBS (Unione Banche Svizzere) nei confronti della Parmalat [3].

 

A gennaio 2009 è iniziato a Reggio Calabria il processo per l’appello della procura contro la sentenza del 2007 (tribunale di Palmi), con cui era stato accertato che Banca Antonventa e BNL avevano praticato l’usura nei conti correnti di un’impresa di Gioia Tauro (Gruppo De Masi), ma amministratori e funzionari erano stati assolti in primo grado perché non erano state provate le loro responsabilità; la denuncia era stata presentata ancora nel 2004 ed il rinvio a giudizio c’era stato nell’anno successivo [4].

 

Il 5 febbraio a Sciacca (Ag), sono stati rinviati a giudizio ventinove tra dirigenti ed amministratori della ex Banca Popolare Lodi che dovranno difendersi in tribunale dall’accusa di aver applicato tassi da usura sui conti correnti di un piccolo imprenditore [5], lo stesso è avvenuto il 13 febbraio a Napoli, per quattro dirigenti di Antonveneta [6].

 

Il 19 marzo a Tortona (Al), un altro dirigente di Antonveneta è stato rinviato a giudizio per usura praticata della banca [7] ed il 28 marzo a Salerno, ancora ventitrè dirigenti di Antonveneta sono stati rinviati a giudizio per usura sui conti correnti di una ditta ingiustamente dichiarata fallita [8]; a Vicenza, a fine marzo, ha suscitato clamore il coinvolgimento della Banca Popolare di Marostica nell’accusa di usura [9].

 

In aprile un imprenditore siciliano (noto fabbricante di pipe) ha denunciato alla procura di Caltanisetta il Banco di Sicilia/Unicredit per aver praticato l’usura nei suoi confronti [10]; contemporaneamente, in Puglia, la procura di Lecce indaga sui tassi (usurari) dei prestiti di una banca di Nardò [11], nelle Marche, la procura di Fermo indaga sui tassi da usura di tre banche sui conti correnti di un imprenditore [12] ed in Piemonte, ad Alessandria, il tribunale civile revoca un fallimento per usura bancaria [13].

 

In maggio la procura di Forlì mette sotto inchiesta due finanziarie controllate dal Gruppo Delta (a sua volta controllato dalla Cassa di Risparmio di San Marino), la Plusvalore e la Carifin Italia, perché una verifica della Banca d’Italia, effettuata nell’ambito di un’inchiesta sul riciclaggio, ha scoperto che in dodicimila (12.000 !) prestiti al consumo il tasso applicato è superiore al tasso soglia dell’usura di oltre l’1% [14].

 

In giugno la prefettura di Savona sospende una procedura di esecuzione immobiliare per l’usura di tre banche (Carige, Banco Azoaglio e Banco San Giorgio) nei confronti di un impresa in stato fallimentare [15]; il 19 giugno a Campobasso ancora gli amministratori ed i funzionari della ex Banca Popolare Lodi sono rinviati a giudizio per l’usura riscontrata nei conti correnti di un commerciante [16] ed infine il 30 giugno ad Udine vengono rinviati a giudizio vari funzionari di alcune banche di Montecatini per aver fatto fallire un’impresa locale con prestiti usurai [17].

 Nel mese di luglio si comincia con la procura di Nuoro che chiude un’indagine e si appresta a rinviare a giudizio amministratori, dirigenti e funzionari del Banco di Sardegna per aver praticato l’usura nei confronti di una piccola impresa di Bosa [18], a Bolzano poi un’associazione di consumatori denuncia il tasso di usura in un mutuo fondiario della locale Cassa di Risparmio [19], il 16 luglio a Novara il gip rinvia a giudizio il direttore della Banca Popolare di Intra perché il suo consulente tecnico ha constatato l’usura nelle operazioni bancarie di un fallimento [20] ed infine il 31 luglio il gup del tribunale di Parma rinvia a giudizio, anche per usura, un gruppo di manager della Bank of America nell’ambito del crak Parmalat [21]. 

Tutti questi banchieri (amministratori) e bancari (funzionari) vengono processati per usura non perché, come qualcuno vuol far credere, dei cattivi imprenditori tentano di salvarsi accusando le banche di averli “strozzati”, ma perchè i periti del tribunale e la guardia di finanza hanno accertato che i tassi praticati dagli istituti credito in normali operazioni bancarie, documentate nei conti correnti, sono largamente superiori ai limiti di legge, “grazie” all’applicazione di una serie di trucchi contabili.

 

La questione dell’usura negli ordinari conti correnti non è semplice da spiegare, ma si deve tener conto che nel nostro ordinamento una legge (la 108/96) prevede che se per un prestito (mutuo), anche bancario, di qualsiasi tipo (apertura di credito, sbf, factoring compresi), vengono richiesti corrispettivi, detti “interessi effettivi e globali” (interessi nominali + altri oneri), superiori al tasso limite (tasso medio + 50%) della rispettiva categoria, reso noto ogni tre mesi e valido per tutti i contratti stipulati nel trimestre successivo, il tasso complessivo è considerato oggettivamente usuraio e gli interessi non debbono essere pagati o se già corrisposti, debbono essere restituiti in toto (art. 1815 del codice civile); è da precisare che gli interessi complessivi possono essere usurari anche se il tasso effettivo e globale è inferiore al tasso soglia, quando la banca ha approfittato delle difficoltà economiche o finanziarie del cliente [22].

 

Se agli amministratori ed ai funzionari degli istituti di credito coinvolti nei procedimenti penali per usura degli ultimi mesi si aggiungono anche i dirigenti già inquisiti in altri tribunali negli anni scorsi ed i cui procedimenti (per quanto noto) sono ancora in corso, si vede che sono ormai decine di amministratori e centinaia di funzionari di banche di ogni tipo (dalle grandi, come Intesa ed Unicredit, alle piccole banche di credito cooperativo) attualmente sotto processo per l’usura riscontrata nelle ordinarie operazioni creditizie, per non parlare dell’altro centinaio di bancari e banchieri sottoposti ad inchiesta da più di trenta procure [23]; solo in provincia di Vicenza, coinvolti nei processi per usura nei conti correnti, ci sono almeno una trentina di direttori di filiale di varie banche [24].

 

Da queste notizie sembra facile dedurre che il sistema bancario appare essere effettivamente, a norma di codice penale (art. 416) e non solo metaforicamente, un’associazione per delinquere diffusa a livello nazionale, perché oltre alle centinaia di migliaia (forse milioni) di conti correnti “usurati”, collegati a questo tipo di reato ci sono anche i reati di “estorsione bancaria” [25], di truffa, appropriazione indebita, e tutta la serie dei reati contro l’amministrazione della giustizia, visto che, finora, molti magistrati non hanno fatto altro che archiviare, con scuse meschine [26], le pur fondate denuncie di usura nei conti correnti che, da anni, già molte persone (per lo più imprenditori) hanno presentato [27], per non parlare delle turbative istituzionali, determinate dalla sistematica disinformazione sulla realtà dell’usura [28].

 

A riprova della sensazione di aver a che fare con un’associazione criminale stanno le “intimidazioni” ai correntisti ed ai loro consulenti, relative alle lungaggini giudiziarie e alla (presunta) infondatezza delle accuse di usura al sistema legale del credito, provenienti dagli avvocati difensori delle banche, logicamente il “ghota” della professione e delle facoltà di giurisprudenza [29], nel tentativo (spesso riuscito, talvolta vano) di dissuadere privati ed imprese dal presentare alle procure le denuncie per usura bancaria [30], senza tener conto che, in campo civile, il sostenere le ragioni dell’usuraio, rappresentandolo ad esempio in sede esecutiva, potrebbe configurare, anche per un avvocato, il reato di favoreggiamento.

 

A questo punto è pure evidente il coinvolgimento, nel fenomeno dell’usura bancaria, della Banca d’Italia e dell’ABI (l’associazione delle banche italiane) [31] che per anni hanno avallato la strategia di gonfiare gli utili degli istituti di credito (privati) sottraendo soldi ai correntisti, con metodi sostanzialmente illegali, quali l’anatocismo e l’applicazione di interessi “uso piazza” favorendo con ciò tutti i partecipanti al “sistema” del credito, che com’è noto, attraverso il meccanismo azionario e delle fondazioni, raccoglie praticamente tutti i rappresentanti dell’economia, della politica e del clero [32].

 

Dal lato tecnico la Banca d’Italia e l’ABI, hanno poi pesantemente condizionato il governo e la magistratura nella questione dei tassi bancari sproporzionati (usurari), diffondendo una serie di “Istruzioni”, per la raccolta dei dati necessari alla pubblicazione dei tassi medi, che contenevano ambigue formule di calcolo dei tassi complessivi [33] e propagandando in tutti i modi la (falsa) idea che l’usura sia possibile solo fuori dal sistema legale del credito [34], permettendo così al sistema bancario di lucrare interessi spropositati (utili) rispetto al capitale impiegato (costi effettivi).

 

Che l’usura sia praticata su larga scala dalle banche si comincia a documentarlo anche in sede di procedimenti civili [35], dove sta emergendo che è una loro prassi comune imporre fraudolentemente tassi sproporzionati (usurari) alla clientela, aumentando i tassi nominali pattuiti con l’addebito di costi “occulti” (rinnovo fidi, spese gestione, ecc…), con manovre sulle “valute” e soprattutto sfruttando il meccanismo dell’anatocismo, in modo da evitare che i clienti si accorgano di quanto effettivamente pagano il danaro a credito.

 

Danaro che, tra l’altro, la banca nemmeno ha, perché ormai è noto anche il trucco del cosiddetto “signoraggio bancario”, per cui gli istituti di credito concedono i prestiti pur non possedendo materialmente la corrispondente massa monetaria in deposito [36].

 

La Cassazione, fin dalla sentenza 2374/1999, aveva evidenziato che il divieto dell’anatocismo, previsto nell’art. 1283 c.c., ha lo scopo di prevenire l’usura, concetto ribadito anche nella sentenza 2593/2003 [37], ma le banche hanno sempre disatteso questo divieto ed hanno continuato imperterrite a calcolare sui prestiti gli interessi composti, agevolate dall’assenza di qualsiasi tipo di controllo o di sanzione [38].

 

Finora le banche (i banchieri) hanno tentato di convincere l’opinione pubblica, specialmente magistratura ed avvocati, che le operazioni fatte con loro sono sempre lecite, in quanto megauffici legali e supercomputer controllano che ogni contratto ed ogni calcolo siano nei limiti della legge e pertanto i clienti e gli impiegati (i bancari) possono stare tranquilli, che tutto si svolge sempre in modo assolutamente corretto: usurai possono essere solo quelli che operano al di fuori del sistema degli istituti di credito soggetti alle autorizzazioni ed alla vigilanza della Banca d’Italia [39].

 

In realtà il controllo informatico effettuato dalle banche sui tassi effettivi è ingannevole, perché non considera le irregolarità contabili e per questo motivo, in (almeno) un caso assurto alle cronache, è stato coinvolto anche il direttore generale della banca (accusato di favoreggiamento dell’usura) in quanto responsabile di aver acquistato un software che evidentemente non funziona molto bene [40].

 

L’idea che le banche operino con scrupolo nel controllo del limite dell’usura nelle loro operazioni, ai primi seri esami si è rivelata proprio infondata ed alcuni periti (quelli non condizionati), incaricati di esaminare la volutamente astrusa contabilità degli estratti conto bancari, si sono subito resi conto che tutte le banche adottano una serie di trucchi contabili (anatocismo, cms, valute, ultralegali) per cui “nascondono” gli interessi effettivamente richiesti/percepiti nel capitale prestato e così il cliente (anche esperto) non si accorge di dover pagare interessi ben superiori a quelli che appaiono nei saldi, interessi che, essendo usurai, non sarebbero dovuti o se già pagati, dovrebbero essere interamente restituiti [41].

 

La conseguenza dell’usura nelle normali operazioni di finanziamento effettuate con gli istituti di credito regolarmente autorizzati (banche o finanziarie) è che molte delle esecuzioni immobiliari fondate sui decreti ingiuntivi richiesti da costoro potrebbero essere nulle, perché i crediti risultati dai saldi dei conti correnti potrebbero non essere tali, se il tasso complessivo applicato negli anni successivi al 1997, fosse sproporzionato (cioè usurario), ma finora la magistratura ha (stranamente ?) omesso di effettuare questa verifica, nonostante sia l’unico organo competete in materia [42].

 

I trucchi contabili (anatocismo, valute, ultralegali, indebiti, commissione massimo scoperto, ecc…) che occultano gli interessi (complessivi) illegalmente addebitati nei conti correnti della clientela, finalmente compresi anche da qualche magistrato, utilizzati per decenni da tutto il sistema bancario (anche dalle cosiddette banche etiche), secondo alcune stime, valgono almeno settanta/ottanta miliardi di euro all’anno (la sola cms frutta 40 miliardi di euro l’anno [43]); tale enorme somma le banche l’hanno sottratta illegalmente a tutte le imprese ed alle famiglie (per consegnarla solo ad alcuni privilegiati); la cifra logicamente si deve più che raddoppiare se si guarda agli interessi che complessivamente, a norma di legge, dovrebbero essere restituiti in quanto usurai.

 

Come riflessione conclusiva di questa rapida sintesi della situazione, si può dire che pur valutando positivamente l’impegno (un po’ timido, per la verità) di una minoranza dei giudici (forse il 10% [44]) nel contrastare la grande usura (quella bancaria), come documentato nella prima parte dell’elaborato, si deve considerare pure che la maggioranza della magistratura favorisce le banche in modo spudorato: i giudici penali, sull’usura bancaria, di regola, tengono nel cassetto le denuncie, archiviano o assolvono e quelli civili, con il colpevole concorso degli avvocati e dei consulenti, fanno di tutto per non condannare le banche [45].

 

E’ anche da evidenziare il fatto che nei tribunali italiani, salvo ignote eccezioni, non si vede mai un magistrato (o un c.t.u.) che si astenga, se nella controversia è implicata la banca con cui egli o il coniuge, intrattiene normali rapporti di conto corrente (cioè di debito/credito), nonostante l’incompatibilità espressamente sancita dagli artt. 51 c.p.c., per il giudice civile, 36 c.p.p. per il giudice penale, 51 c.p.p. per il pubblico ministero [46]; e non si vedono mai nemmeno gli avvocati ricusare magistrati o consulenti per tale motivo.

 

A mio avviso risulta ormai evidente che per ottenere la restituzione di quanto rubato, attraverso l’usura, dagli istituti creditizi “autorizzati” (al furto !), ricorrere al sistema giudiziario (tribunali, giudici, avvocati e consulenti), pesantemente condizionato dal fatto che le banche sono il perno della società [47], non sembra garantire una certa e tanto meno rapida, soluzione del problema e pertanto invito tutti gli interessati a considerare l’eventuale ricorso a sistemi di autotutela, sia pacifica (organizzazione di sistemi alternativi di credito) che con utilizzo di altri metodi, visto che il nostro ordinamento prevede la non punibilità per chi agisce in stato di necessità (a tutela della propria salute fisica e mentale) e la legittima difesa, anche per la protezione del patrimonio.



 

[1] Dal 1997 (entrata in vigore della legge 108/96) in Italia l’usura, penalmente vietata (art. 644 c.p.), consiste nel concedere prestiti, comunque denominati (mutui, fidi, sbf, leasing, factoring, etc…), a tassi (effettivi e globali) superiori a quelli massimi stabiliti dalla legge o comunque sproporzionati rispetto ai tassi medi; fino al 1996 non esisteva alcun limite legale al tasso di un prestito, perché l’usura non era conseguenza solo del superamento di un tasso determinato (la cui individuazione era lasciata però alla discrezionalità del giudice), ma era condizionata anche all’ “approfittamento dello stato di bisogno”, difficile da provare.

 [2] Ad esempio “L’informazione” del 26 ottobre 2007 titolava ‘Direttore di banca accusato di usura’ e si riferiva ad un caso di tassi elevati praticati dall’Antonveneta ad una propria cliente di Bologna, mentre il titolo ‘Usura a Bergamo: da direttore banca tassi fino al 460%’ de ”La Repubblica” del 9 Novembre 2007 era relativo ad un prestito effettuato personalmente dal funzionario ad un cliente in difficoltà; altro esempio di ambiguità è il titolo de “Il sole24ore” del 15 marzo 2008 ‘Usura: prime mosse in Procura’ da cui non si comprende se il Tribunale di Modena, indicato nell’occhiello, indaghi sull’usura “criminale” o come nel caso specifico, sull’usura perpetrata da una banca nei confronti di un’imprenditrice; per non parlare poi del fatto che i giornalisti praticano una sorta di auto(?)censura e spesso non citano nemmeno il nome della banca coinvolta 

[3] 10 novembre 2008 “La Repubblica” - ed. Parma (Parmalat, gruppo Ubs: patteggiano 4 manager)

 
 [4] 24 dicembre 2004 “Corriere della Sera” (Banche, inchiesta per usura. Indagati 39 dirigenti); 16 giugno 2005 “Il sole24ore” (A Palmi sei banche a giudizio per usura); per informazioni sul processo di appello; 9 gennaio 2009 La Gazzetta del Sud (Confindustria regionale presente all’avvio del processo di appello); 25 Febbraio 2009 www.strill.it (Usura: Corte d'Appello riapre istruttoria su processo banche); 13 maggio 2009  www2.melitonline.it (Processo Banche, disposta l’acquisizione dei verbali dei Consigli di amministrazione) 
[5] 5 febbraio 2009 “La Sicilia” (Tassi da usura a un artigiano Tre banche sotto accusa); www.agrigentonotizie.it (Tassi da usura in 3 banche: 30 persone indagate); sciacca.blogolandia.it (Usura, Procura di Sciacca rinvia a giudizio 30 persone: anche Giampiero Fiorani) 
[6] 13 febbraio 2009 “Il Giornale di Napoli” (Usura, dirigenti a giudizio); “Il Corriere del Mezzogiorno” (Usura: a giudizio quattro dirigenti della banca Antonveneta); “Il Riformista” (Antonveneta a giudizio per usura). 
[7] 19 marzo 2009 “La Stampa” (L’usura si affaccia in banca - Chiesto dal pm tortonese il rinvio a giudizio); 20 marzo 2009 “La Provincia Pavese” (Funzionario di Garlasco rischia il processo. La difesa contesta l'esito della perizia); 21 marzo 2009 www.settegiorniatortona.it (Usura in banca? Chiesto rinvio a giudizio per direttore di filiale) 

[8] 28 marzo 2009 “Libero” (I pm chiedono il rinvio a giudizio di 23 dirigenti Antonveneta)

 

[9] 31 marzo 2009 “Il Giornale di Vicenza” (Marostica, indagati per usura due dirigenti della BpM); “Corriere del Veneto” (Usura, indagati due dirigenti della Banca popolare di Marostica); “Il Gazzettino” ed. Vicenza-Bassano (Vicenza. Tassi d'interesse ritoccati, indagati per usura due dirigenti di banca)

 
[10] 16 aprile 2009 “Milano Finanza/Sicilia” (Banche, esposto sull'usura); 24 aprile 2009www.livesicilia.it” (Bds e Amorelli, guerra a suon di carte bollate); maggio 2009 “La Zona Franca” (Il Banco di Sicilia denunciato per usura) 
[11] 4 aprile 2009 “www.ilpaesenuovo.it” (Prestiti in odore di usura. E la Procura entra in banca)
 

[12] 6 aprile 2009 “Il Messaggero” (Usura, tremano altre banche - L’inchiesta per usura: indagate sei persone, due sono direttori di banca)

 

[13] 16 aprile 2009 “La Stampa - ed. Alessandria” (Annullato fallimento di dentista “Fu vittima di interessi usurari”)

 

[14] 6 maggio 2009 “La Repubblica - ed Bologna” (Gruppo Delta sotto inchiesta anche per usura)

 

[15] 27 giugno 2009 “La Stampa - ed. Savona” (Usurati dalle banche E la Prefettura blocca l’asta)

 

[16] 19 giugno 2009  www.ansa.it 20:42 (Usura: udienza Fiorani il 23 giugno); 20 giugno 2009 Il Tempo – Molise (A Campobasso il «Fiorani bis»); 19 giugno 2009 www.primapaginamolise.it (La Procura di Campobasso riprova a processare Fiorani per usura)

 

[17] 1 luglio 2009 “Il Tirreno” (Processate quei bancari)

 

[18] 3 luglio 2009 “L’Unione Sarda” (Usura, dirigenti sotto accusa); 4 luglio 2009 “Il Sardegna” (Caos al Banco di Sardegna i vertici indagati per usura)

 

[19] 7 luglio 2009 “Corriere dell’Alto Adige” (Ctctu contro Carispa: Tassi usura)

 

[20] 28 luglio 2009 “La Stampa - ed Novara” (Direttore di banca rinviato a giudizio)

 

[21] 31 luglio 2009 http://reuters.com (Parmalat, procura Parma chiede giudizio per ex manager BofA); www.lungoparma.com (Un miliardo di dollari da Bank of America alla Parmalat: chiesto il rinvio a giudizio per 14 persone)

 

[22] Art. 644 c.p. primo comma: Chiunque ... si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per se o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, é punito ...; art. 644 c.p. terzo comma: La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari; … sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori al tasso-soglia [che] risultano comunque sproporzionati rispetto alle prestazioni di denaro o di altra utilità … quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”. E’ anche poco noto che l’usura è considerata dal legislatore un reato molto grave, essendo punito con la reclusione da due a dieci anni e la multa da 5.000,00 a 30.000,00 euro (senza aggravanti), per un confronto la rapina (semplice) è punita con la reclusione da tre a dieci anni e la multa da 516,00 a 2.065,00 euro (art. 628 c.p.)

 [23] A titolo esemplificativo: “Corriere della Sera” - 17 giugno 2006 (Tassi usura: indagati Geronzi e Limonati - 68 fra presidenti, direttori generali o di filiale e responsabili di 9 istituti di credito indagati della Procura di Ascoli Piceno); “La Nazione” ed. Arezzo - 8 dicembre 2007 (Interessi da usura; più del 28% - Chiesto il rinvio a giudizio per un ex direttore di filiale Mps); www.quibrescia.it - novembre 2007 (Usura: indagati vertici Ambro veneto); www.estense.com - 1 marzo 2008 (Prestiti a usura da una banca ferrarese); “Nuovo Molise” - 9 aprile 2008 (Usura bancaria, nei guai due funzionari); “Il Secolo XIX” ed. Savona - 24 giugno 2008 (Cinque banche sotto inchiesta per usura); “La Gazzetta del Mezzogiorno” - 24 settembre 2008 (Brindisi, banca condannata: pretendeva soldi da un’azienda e invece li doveva); “La Repubblica” ed. Firenze - 1 novembre 2008 (Prestiti a commercianti: banca accusata di usura) 

[24] “Il Gazzettino” ed. Vicenza-Bassano - 17 novembre 2007 (Usura bancaria, indaga la Procura dopo la denuncia di un artigiano); Il Giornale di Vicenza - 12 maggio 2008 (Tassi usurai alla ditta? Indagini su due banche”); - 10 luglio 2008 (Tasso usuraio? A giudizio i vertici della Banca AV); - 21 maggio 2009 (Io piccolo imprenditore vittima dei tassi usurai)

 

[25] Questa fattispecie (non espressamente codificata come reato) si realizza quando la banca dice al cliente in sofferenza “O paghi o ti segnalo alla Centrale rischi” minacciando in tal modo di tagliarlo fuori dal credito “legale”, ma una recente sentenza della Cass. civ, la n. 7958/2009, ha stabilito che, nel caso di incauta segnalazione, sarà la banca a dover dimostrare che non ha provocato danni, essendo questa (la segnalazione) un’attività pericolosa ex art. 2050 c.c.

 

[26] Finora molti pm e i gip/gup hanno archiviato le denunce di usura bancaria, anche a fronte di inoppugnabili perizie che dimostravano il supero del tasso soglia, sostenendo che manca l’elemento soggettivo del reato, perché gli amministratori ed i funzionari non erano consapevoli di commettere un illecito; si ha notizia delle ultime assoluzioni di questo tipo da “Unione Monregalese” [Cuneo] del 10 marzo 2009 (Bcc: archiviate le accuse di usura), “Il Resto del Carlino - ed Ravenna” del 24 marzo 2009 (Interessi usurari su fido e mutuo? Il giudice assolve due bancari) e da “Il Resto del Carlino – ed. Ascoli” del 10 luglio 2009 (Caso Orsini, niente processo per 5 funzionari della Banca di Roma); peccato però che il reato di usura rientri tra i reati dove non è necessario dimostrare il dolo (l’elemento soggettivo), che è “in re ipsa” (si tratta di un “reato contratto”), quando il tasso applicato supera il tasso soglia (o quando c’è sproporzione) per cui se anche il pm decidesse che le persone indagate “non hanno commesso il fatto” ha il dovere di continuare le indagini, perché in ogni caso il reato (l’usura) esiste ed in Italia il magistrato ha (o avrebbe?) l’obbligo di esercitare l’azione penale; sulla questione rinvio al mio articolo “L’usura è un illecito penale e civile, anche nei finanziamenti bancari, pubblicato nei siti www.lapraticaforense.it, http://studimonetari.org, www.lavocedirobinhood.it,

 

[27] Si ha notizia di accuse di usura alle banche fin dall’inizio del decennio: “Corriere della Sera” - 13 gennaio 2002 (Banca Finemiro [Bologna], si indaga per usura); “La Repubblica - 17 gennaio 2002 (Usura indagato Verdini [Credito Fiorentino]); “Corriere della sera” - 27 marzo 2003 (Dirigenti di banca accusati di usura, decisa una perizia d’ufficio [Roma]); “Il sole24ore” - 7 gennaio 2004 (Fallimento Italcase e usura, nuovi problemi per Capitalia); “La Repubblica” - 15 dicembre 2004 (Tre funzionari di Mps [Siena] accusati di usura); “Panorama” - 28 febbraio 2006 (Crac finanziari - altri istituti di credito sospettati di usura); “Corriere della Sera” - 8 marzo 2006 (Accusa bis a Geronzi, per Ubs bancarotta e usura [Parma])

 

[28] Il sistema bancario attuale (privato), che come una grande piovra controlla tutta la società, dal 1997 tenta in tutti i modi (con libri, convegni, articoli sulla stampa specializzata e sui media, ecc) di far passare l’idea che l’usura non riguardi assolutamente le ordinarie operazioni di banca: questo reato, secondo la vulgata, può essere commesso solo al di fuori del sistema vigilato dalla Banca d’Italia; sul tema rinvio al mio articolo “Controllo giudiziario delle operazioni di credito in www.consulenti-tecnici.it e http://studimonetari.org; il motivo di questa “forzatura” della normativa risulta evidente, in quanto se si ammette che una banca (privata) possa praticare l’usura (cioè che sia, anche solo potenzialmente, assimilabile ad un’organizzazione criminale), non è più un interlocutore affidabile dei servizi pubblici (che dovrebbero rivolgersi altrove) e di conseguenza diventa molto più complicato gestire tutto il sistema economico e sociale; una soluzione sarebbe quella di passare a forme pubbliche/collettive di erogazione del credito, sia agli enti pubblici (trasformazione Cassa depositi e prestiti) che ai privati (trasformazione dei Consorzi fidi delle associazioni di categoria)

 
 

[29] Vedi il mio articolo “Importante convegno sull’usura bancaria a Padovain LiberoReporter - aprile 2008

 

[30] E’ rimasto inascoltato infatti il (pio) desiderio dell’avv./prof./on. Guido Calvi il quale, all’indomani dell’assoluzione (in fase istruttoria) dall’accusa di usura del presidente della Banca di Roma (caso Orsini), si augurava che quella decisione «mettesse fine ad una serie di procedimenti che si sono aperti in diversi tribunali italiani per lo stesso reato nei confronti di numerosi istituti di credito» "Il Resto del Carlino ed. Ascoli Piceno” - 19 ottobre 2007 (Usura - Archiviato procedimento a carico di Geronzi e Limonati).

 

[31] E’ da sottolineare che la Banca d’Italia è una società privata (di proprietà delle stesse banche che controlla, a loro volta di proprietà privata) ed ha la funzione pubblica di vigilare sul sistema del credito; l’ABI è solo un’associazione di categoria (sindacato)

 

[32] Anche i magistrati di più dura cervice sembra cominciano a capire che nel fenomeno dell’usura è coinvolto tutto il “sistema” del credito (e non solo alcune banche) tanto è vero che qualcuno inizia perfino a sospettare che il reato di “usura bancaria” possa esistere, però solo “supponendosi (ma in merito a ciò non constano concreti elementi di supporto), da un lato, una generale preordinazione ‘a monte’ d’una (in ipotesi) asserita complicità facente capo ai responsabili di vertice della Banca d’Italia emanati le – ambigue – istruzioni … e dall’altro la consapevole connivenza degli operatori bancari di base nel fruire di sifatta strumentale copertura ‘metodologica’ ”; queste sono le testuali parole scritte dal gip di Treviso nel decreto di archiviazione del 28 novembre 2008 (proc. n° 2944/2007), relativo alla denuncia di usura presentata contro la banca Antonveneta, in cui il c.t.u. aveva accertato il supero dei tassi soglia, ma il pm aveva proposto l’archiviazione, sul presupposto che mancasse l’elemento soggettivo, tesi poi accolta dal gip con la sconcertante motivazione sopra riportata

 

[33] Cfr. circolare Banca d’Italia n. 1166966 del 2 dicembre 2005, in “Italia oggi&r