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La grottesca vittoria di Karzai mostra il fallimento democratico-occidentale in Afghanistan

di Enrico Piovesana - 03/11/2009





Grottesco. Non ci sono altri aggettivi per definire quel che è successo in Afghanistan.
La vittoria di Hamid Karzai al primo turno è stata annullata a causa di colossali brogli, prima coperti e poi certificati - seppur di mala voglia - dalle Nazioni Unite. A questo punto, invece di invalidare le elezioni e incriminare Karzai per frode elettorale, si è deciso di andare al ballottaggio come se nulla fosse. Lo sfidante di Karzai, Abdullah, non ci è stato e si è ritirato dalla contesa elettorale: il secondo turno è saltato e Karzai è stato proclamato vincitore. Con le congratulazioni dell'Onu, degli Stati Uniti e di tutti i loro alleati.

"Una Loya Jirga come nel 2002". L'annullamento del ballottaggio del 7 novembre e la proclamazione della vittoria di Karzai certificano il definitivo fallimento del sistema democratico-occidentale in Afghanistan, rendendo inevitabile il ritorno al sistema politico tradizionale afgano, quello basato non sul suffragio popolare ma sull'accordo tra leader tribali, militari e religiosi del paese.
"Vedrete - dice a Peacereporter Farid, un afgano di Kabul che conosce bene Abdullah Abdullah - se quei due non trovano subito un accordo su un governo di coalizione, si farà una bella Loya Jirga, come quella che nel 2002 decise come formare il Governo di Transizione. Una grande Jirga a cui parteciperanno non solo i sostenitori di Karzai e quelli di Abdullah, ma tutti i capi pashtun, tagichi, uzbechi e hazara".

Restituire l'Afghanstan agli afgani. Questa è una convinzione molto diffusa tra gli afgani, e anche tra molti analisti stranieri che intravedono in una Loya Jirga la possibilità per ridisegnare un nuovo assetto politico condiviso per l'Afghanistan e magari anche per gettare le basi di una qualche riconciliazione nazionale invitando i capi talebani a prendere parte al consiglio.
Anche se questo secondo aspetto sarà difficilmente realizzabile, una Loya Jirga consentirebbe comunque agli afgani di rimpossessarsi del loro paese e di darsi un governo secondo la loro tradizione.
Costringerli a scimmiottare riti politici a loro estranei, incompatibili con la loro cultura etnico-tribale, significa perpetuare logiche coloniali e a produrre errori grotteschi e spesso irreparabili.