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La casta più invidiata d'Europa

di Paola Zanca - 17/05/2010

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 



Anche mettendo in pratica il "lodo Calderoli", i compensi dei nostri deputati e senatori resteranno di gran lunga più alti rispetto a quelli dei colleghi europei.

L’Europa ci invidia, o almeno i parlamentari dei paesi Ue potrebbero invidiare gli stipendi dei nostri, di gran lunga i più alti del Continente. Anche mettendo in pratica il “lodo Calderoli” sul taglio del 5% dei compensi di deputati e senatori, questi restano di almeno il 30-40% più alti dei più generosi Stati dell’Unione, come l’Austria, l’Olanda o la Germania; la media europea è di metà delle retribuzioni che i nostri parlamentari si sono assegnati; i francesi hanno uno stipendio di meno della metà di quello italiano. Anche solo tenendo conto dei paesi dell’Europa occidentale e settentrionale dove il costo della vita è comparabile - se non superiore, come nelle nazioni scandinave - a quello italiano, le cifre degli stipendi sono sempre assai inferiore alle italiche.

E questa differenza è rimasta finora intatta anche nell’Europarlamento: ai deputati italiani a Strasburgo è stato a lungo garantito lo stesso trattamento del Parlamento italiano, visto che finora valeva la regola dell’aggancio delle retribuzioni comunitarie a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza. Poi è stata annunciata la riforma che equipara lo stipendio di tutti i parlamentari - anche se per entrare in vigore il sistema lasciava un periodo di scelta che durerà fino al 2019 - con una corsa in direzioni opposte: i parlamentari dell’est Europa chiederanno l’adeguamento verso l’altro, ovvero con gli stipendi dei colleghi dei paesi da più tempo membri dell’Unione europea, mentre questi ultimi cercheranno di tirare per le lunghe affinché l’adeguamento dei loro compensi non sia verso l’altro.

Certo la riforma annunciata nel 2009 coglieva in pieno l’aria di crisi e il tempo del risparmio, anche solo per dare un segnale e un esempio virtuoso durante la tempesta finanziaria che si è presto trasformata in crisi globale. Dunque, se lo stipendio di un europarlamentare italiano era finora di oltre 12 mila euro al mese, con l’adeguamento nella media dei paesi è sceso attorno ai 7.500 euro, cifra che si avvicina alle remunerazioni dei parlamentari di paesi come la Germania o la Gran Bretagna, ma che non tiene conto di tutti i rimborsi e le diarie di cui hanno comunque diritto i parlamentari per i loro spostamenti e pernottamenti fuori dal paese di origine.