Il dibattito pubblico nazionale ferve
di Andrea Zhok - 16/06/2026

Fonte: Andrea Zhok
Vedo che il dibattito pubblico nazionale ferve.
Oggi ci si infervora sull'esistenza o meno del femminicidio e sulle patenti di fascismo o antifascismo.
Spettacolari battaglie per la supremazia simbolica sul mercatino interno: battaglie navali in una piscina gonfiabile.
Intanto il mondo del lavoro per i giovani consta sempre più di soli "lavoretti", pagati in rimborsi spese e prestigio curriculare.
Il sistema industriale, in costante declino da vent'anni, è alla canna del gas per i costi energetici e la chiusura di mercati di sbocco, per censure politiche e sanzioni autoinflitte.
Scuola ed università sfornano in sempre maggior misura esperti di fuffa in angloitaliano, consapevolezza dei propri sentimenti e pubbliche relazioni.
Il reddito vitale che tiene su quel che resta del ceto medio è sempre più delegato alla messa a frutto del capitale immobiliare ereditato (città con biglietto d'ingresso, B&B, noleggio case vacanze, ecc.).
Finanza e burocrazia funzionano secondo meccanismi intricati, del tutto opachi, inaccessibili che ingenerano nella cittadinanza media un costante senso di arbitrio, sopraffazione, frustrazione. Siamo sommersi da "modifiche unilaterali di contratti", trabocchetti legali a piede di pagina, sanzioni a capocchia sui social media, interlocuzioni kafkiane con risponditori automatici e AI, senza nessunissima possibilità di chiamare qualcuno a rispondere di qualcosa.
I pochi che hanno ancora voglia di fare qualcosa sono richiamati duramente all'ordine con oneri preventivi e responsabilizzazioni esorbitanti. Chiunque abbia iniziativa - dal fare un figlio a fare un mestiere, dall'aprire un'impresa a promuovere un'idea non premasticata - viene messo duramente al suo posto, così impara.
Un paese che assiste a quel che succede nel mondo come se fosse su un tavolo operatorio, dopo un'iniezione di miorilassante: totalmente paralizzato, afono, vede gente affaccendarsi intorno al suo corpo con attrezzi preoccupanti in mano.
E al posto dell'anestesia, nelle orecchie gli ronzano battaglie navali simboliche.
