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Se l'M5S cade nel tranello

di bruno Di Prisco - 29/05/2013

   
    (Commento all'articolo  Tranello ai grillini. Occhio)

Buonasera.

Quando ho letto questo articolo, qualche giorno fa, evidentemente l'ho sottovalutato. Oggi, dopo le amministrative,dopo aver letto infiniti commenti su infiniti giornali e averne ascoltati infiniti altri da infinite televisioni, credo di essere in grado di apprezzarlo come merita.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-paradossi-del-crollo-di-grillo.

Questo articolo di Carnevali credo sintetizzi al meglio lo spirito prevalente sui media.

Ne cito solo un pezzetto: "Intanto la sfida finale che Grillo aveva fissato in autunno fra lui e Berlusconi (altro grande sconfitto di queste elezioni amministrative) è quantomeno rimandata. “Ne resterà solo uno!”, aveva gridato il leader del Movimento 5 Stelle nelle piazze battute nel corso del suo tour elettorale. Da oggi sappiamo che quell'“uno” potrebbe non essere lui. Ma se davvero “uno vale uno” non si tratterebbe per forza di una cattiva notizia per quella vasta Italia – costituita dagli elettori del centrosinistra, del Movimento 5 Stelle e da tanti, troppi, astenuti – che è ancora alla ricerca di un'”Altra Politica”. (si noti il silenzio più totale sulle centinaia di migliaia di voti persi dal Pd; ovviamente, atteggiamento speculare hanno i giornali di destra)

Quale Altra Politica? Quella che sfocerà, ovviamente, in Un Pd a tre stelle, una falce e mezzo martello, con la rappresentanza sottratta a un elemento fuori dal giro come Grillo a riconsegnata ai soliti noti, i professionisti della rappresentanza, usi a produrre discorsi narcotizzanti e affabulatori (il massimo è Vendola), che pospongono qualsiasi meta promessa e, intanto, favoriscono l'impiantarsi di meccanismi poi difficilissmi da sradicare. L'Altra politica è sempre la stessa: gli ottimati hanno in mano i sistemi di comandio e controllo della società, mediati, a livello simbolico, dal sistema politico. Se arriva uno che non gioca secondo le loro regole, va cacciato.

Ovviamente, non si deve credere che la destra veda ciò di cattivo occhio: un Pd, comunque sia, anche con un M5s declinato secondo le vigenti categorie di 'buona' politica, andrebbe bene. Forse, meglio: si mostrerebbe una patina di rinnovamento, comtinuando a fare, però, quel che si è sempre fatto.

I De profundis intonati su Grillo (strano, però, che nessuno abbia pensato che a febbraio il Pd e il pdl dovessero sciogliersi dopo la batosta. Evidentemente, hanno un diritto divino all'esistenza politica), e l'odio, quasi tangibile (e che fa diventare i solitamente scipiti commenti scintillanti di una corrusca vitalità: allora, i nostri ottimati ce l'hanno un po' di sangue nelle vene: evidentemente, quando si toccano le prerogative acquisite, anche un gattino diventa un leone), nei suoi confronti, confermano che, sì, è proprio lui l'obiettivo principale, il nemico da abbattere, quello che, tolto di mezzo, permetterebbe la meravigliosa unione con il Pd e il trionfo del rinnovamento, ovvero dell'unione stessa, a cui poi non seguirebbe nessun fatto, ma i soliti sbrodolii consolatori. Grillo è Il diavolo da cui bisogna recuperare le anime perdute degli elettori ed eletti del M5s, che non sanno quel che fanno.

Secondo alcuni, le amministrative segnano il definitivo riflusso grillino, e alcuni ottimati di buona famiglia (Barca, per esempio) sperano di reclutare falangi tra l'esercito in rotta. Io ci andrei cauto. In primo luogo, l'esercito non è in rotta. Dovrebbero essere fatte analisi del voto più serene. Inoltre, non è detto che chi non votapiù Grillo voterebbe il PD 2.0 (o un Pdl 2.0). E' molto più probabile si astenga, il che al sistema andrebbe bene egualmente, anche se un'astensione troppo elevata lo deleggittimerebbe. Terzo - e lo dico sapendo di poter toppare - molto, nel voto pro-Grillo - è incentrato più che su una protesta per le condizioni materiali sempre più degradate (che c'è, si capisce, ma la miseria talvolta abbrutisce più che spingere alla presa di coscienza), proprio sulla ripulsa verso gli ottimati in genere, verso la non volontà di essere rappresentati da esseri così lontani socialmente e, direi, fisicamente. E, questo, spiega, in parte il flop alle Comunali, ove questa componente è minima, sia per la vicinanza - sia pur relativa - con gli eletti, sia per quel senso di comunità che, bene o male, nelle comunali affiora. Ergo, proporre come doppelganger di Grillo dei giovin (e meno giovin) signori è un autogol. Ma, questo, non lo capiranno mai: in quanto per questi virtuosi del wishful thanking il mondo coincide con la loro cerchia. e le aspirazioni di chi è fuori sono da addomesticare al fine del mantenimento dello status quo, ove, si capisce, gli esterni sono le pecore da tosare: tosarle e renderle contente, questo l'eterno scopo degli ottimati. Grillo le fa incazzare, le pecore (bisogna ammettere che la spinta propulsiva di Grillo, il suo odio verso il sistema è il vero cardine su cui gira il M5s, in fondo una sua creazione, come mi pare intenda anche Lo monaco) e disturba; non è nemmeno corrompibile, quindi va ostracizzato, esorcizzato...è un privilegio, in pieno 2013, vedere un processo all'eretico.

Nè capiranno mai, gli otimati, che ogni loro parola gesto decisione per milioni di italiani - in crescita - è un'offesa, votino o non votino Grillo. Pare che nemmeno il dissanguamento delle ammistrative - l'ennesimo - gliel'abbia fatto capire, almeno ufficialmente.

Alla luce di queste sparse riflessioni, le parole di Lo Monaco: "Dal punto di vista parlamentare e mediatico, l'M5S sarebbe controllabile in modo facilissimo proprio per l'inesperienza e l'inadeguatezza della sua "classe dirigente". Cosa che invece adesso, una dichiarazione dopo l'altra, una decisione dopo l'altra di Grillo, rappresenta una scheggia impazzita, fastidiosissima fino alla pericolosità vera e propria, per tutta la vecchia politica politicante." suonano come il commento migliore, ex post, all'esito politico delle amministrative, e anche come la migliore definizione di quel che è il M5s. Quel che era implicito, ora è chiaro, ma non era facile vederlo prima.

Ciò cambia, e di molto, i termini della questione. Almeno, li cambia per me.

Mi scuso per la prolissità, complimenti e saluti.

Bruno Di Prisco