Nessun dottore ci ha ordinato di fare il tifo per una squadra o per l'altra
di Andrea Zhok - 25/01/2026

Fonte: Andrea Zhok
Sembra incredibile, ma anche sui casini interni americani riusciamo a spaccarci in fazioni incomunicanti, radicali, muri di gomma incapaci di mediazione.
Esattamente come sul piano interno italiano la destra sopravvive elettoralmente perché "qualunque cosa purché non la sinistra!", e la sinistra sopravvive elettoralmente perché "qualunque cosa purché non la destra!", così anche nell'esaminare le attuali vicende americane sembra obbligatorio sostituire i neuroni con lo schieramento.
Francamente mi pare eccessivo richiamare concetti venerabili come "complessità".
Qui si tratta semplicemente di fare spazio mentale per qualcosa che vada al di là di zero - uno, bianco - nero, on - off.
E' possibile pensare che Trump sia un pericoloso bamba senza con ciò implicare che Biden o Obama fossero cavalieri dell'ideale. (E viceversa, è possibile essere disgustati dall'ipocrisia callosa delle amministrazioni di Biden e Obama, senza essere costretti a inventarsi la qualunque per giustificare la stupida brutalità di Donald.)
E' possibile giudicare le attuali operazioni dell'ICE eccessive e criminali, senza sposare posizioni no border. (E viceversa, si può pensare che l'immigrazione incontrollata sia un serissimo problema, senza mostrificare gli immigrati.)
E' possibile essere disgustati dalle esibizioni di violenza delle forze dell'ordine americane senza ritenere che gli oggetti di questi interventi siano sempre cittadini probi ed esemplari. (E viceversa, si può ritenere che esistano oggettivamente gravi problemi di ordine pubblico, senza pensare che questo debba risolversi con esecuzioni sommarie.)
Più in generale, è possibile analizzare ciò che avviene in un caso particolare, in un contesto storico, sociale, nazionale, o anche individuale, senza necessariamente incasellarlo sotto la nostra cornice ideologica preferita.
Nessun dottore ci ha ordinato di fare il tifo per una squadra o per l'altra.
Non solo quello che pensiamo è materialmente irrilevante (con tutto il rispetto, né Trump né i Dem attendono da noi un verdetto sul loro paese), ma abituarci a prendere posizioni ideologiche, forfettarie, di schieramento a priori significa coltivare una pessima disposizione, una disposizione immatura e dannosa per una democrazia.
Ecco, quando ci diciamo democratici, quando rivendichiamo i valori della democrazia, quando chiediamo il rispetto delle opinioni dal basso - e io credo sia giusto farlo - dobbiamo anche accettare un semplice fatto: esercitare valutazioni in un contesto democratico costa un po' di fatica; richiede la capacità di fare distinzioni; richiede di sospendere il giudizio quando non si hanno informazioni sufficienti; richiede di soppesare di volta in volta le ragioni altrui; richiede soprattutto uno sforzo di discernere in ogni circostanza i pesi e i confini tra le molteplici ragioni che convergono sempre nella realtà.
Solo nei film basta capire all'inizio "chi sono i buoni", e poi rilassarsi a tifare per loro fino ai titoli di coda.
