Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri la tua area riservata: Registrati Entra Scopri l'Area Riservata: Registrati Entra
Home / Articoli / Eliminare la zavorra per un sovranismo oltre la destra e la sinistra

Eliminare la zavorra per un sovranismo oltre la destra e la sinistra

di Riccardo Paccosi - 10/09/2026

Eliminare la zavorra per un sovranismo oltre la destra e la sinistra

Fonte: Riccardo Paccosi

SUPERARE LA DIVISIONE FRA “SOVRANISMO DI DESTRA” E ”SOVRANISMO DI SINISTRA”: QUATTRO ZAVORRE DA ELIMINARE UNA VOLTA PER TUTTE
.
È di oggi la notizia confermante, in maniera esplicita, l’apertura di Sahra Wagenknecht a una collaborazione istituzionale con Alternative fur Deutschland per il governo della Sassonia.
Interpretando il terremoto elettorale tedesco come dinamica sociale prima ancora che politica, la leader di BSW ha dunque deciso di tentare di andare oltre le pur gravi e numerose differenze fra le due formazioni: Wagenknecht attribuisce priorità al fatto che in Germania, oggi, una composizione sociale fatta di lavoratori, giovani precari e ceti impoveriti stia esprimendo delle istanze precise e che la politica, in teoria, avrebbe il dovere di rispondere a tali istanze al di là delle ideologie.
A tale riguardo, segnalo nel primo spazio commenti un articolo pubblicato ieri da Antonello Cresti e che pone il seguente problema: questo tentativo di convergenza tattica fra “sovranisti di destra” e “sovranisti di sinistra” va considerato come un punto d’arrivo o, al contrario, dovrebbe fungere da punto di partenza per la nascita d’un sovranismo definito solo dall’irriducibile specificità del punto di vista popolare, assumendo quest’ultimo nella sua piena autonomia da ideologie preesistenti e coalizioni storiche?
(D’altro canto, aggiungo io, segnali come la dichiarazione dei Verdi tedeschi d’essere disposti a governare con la CDU o le ripetute voci secondo cui in Italia alcune forze – da Mattarella in giù – si starebbero adoperando per una nuova compagine governativa con dentro sia PD che Forza Italia, stanno a dimostrare che nel prossimo futuro l’attuale bipolarismo politico potrebbe scomporsi e quindi ricomporsi in qualcosa di nuovo: non più centrodestra e centrosinistra, bensì fronte sovranista e fronte euro-globalista.)
Il tema di un sovranismo pienamente autonomo e popolare, però, necessita la precisa individuazione di quali elementi oggi ne impediscano l’affiorare.
Suddetti elementi sono di ordine politico e filosofico e risultano distribuiti tanto fra quei sovranisti che provengono da destra, quanto fra quelli provenienti da sinistra. Occorre dunque che una nuova filosofia emerga, che diventi egemone e che cancelli o metta ai margini gli errori tanto persistenti quanto ormai sempre più intollerabili di ambo le fazioni.
Chi poi, a destra come a sinistra, non vorrà adeguarsi a questo rinnovamento teorico e quindi non se la sentirà di abbandonare una volta per tutte le proprie zavorre, potrà restarsene a coltivare placidamente il proprio orto politico.
Senza pretesa di esaustività, quindi, ho scelto d’indicare due zavorre ideologiche da abbandonare completamente e definitivamente per ciascun campo politico.
.
ZAVORRA DI DESTRA N° 1: IL FILO-SIONISMO
.
Convinte del fatto che i problemi dell’immigrazione coincidano integralmente coi problemi specifici riguardanti gli immigrati musulmani, molte persone di destra operano un mendace parallelismo fra conflitto interculturale nelle metropoli europee e conflitto geopolitico in Medio Oriente, finendo così per identificarsi con Israele in ragione del suo scontro pluridecennale con “gli arabi cattivi”.
La prima cosa da chiarire, ebbene, riguarda l’evidenza del fatto che l’immigrazione illimitata pone sì problemi specifici con l’immigrazione musulmana, ma ne pone di altrettanto specifici (per esempio d’impatto sul tessuto economico-produttivo) per quanto riguarda l’immigrazione cinese. Questi problemi non indicano, però, un conflitto geopolitico in corso con l’Islam in quanto tale o con la Cina in quanto tale, bensì indicano la necessità di cambiare radicalmente le politiche d’accoglienza.
Venendo al parallelismo con lo scenario internazionale, il terrorismo jihadista è da quarant’anni un network globale che certamente ha una propria soggettività politica ma, nondimeno, sappiamo per certo ch’esso viene finanziato e armato dai paesi occidentali ricorrentemente,  da oltre quarant’anni, sovente come alleato di guerra degli occidentali come visto in Libia e Siria.
Inoltre, i paesi che finanziano la costruzione di moschee in Europa con relativa islamizzazione del paese ospite, non sono quelli aggrediti dall’Occidente come Siria e Iran, bensì quelli che all’Occidente sono alleati come Arabia Saudita e Qatar.
Dunque, fatte salve circostanze delimitate come l’afflusso in Europa di rifugiati siriani nel 2014, non esiste alcuna correlazione decisiva fra i problemi di convivenza nostrani e le guerre israelo-americane in Medio Oriente.
Ma al di là di questo, in un’ottica sovranista è comunque assurdo schierarsi con una nazione che fa opera di lobbying istituzionale e che mette in atto tentativi di eterodirezione ai danni di altre nazioni.
Oltretutto - con buona pace dei tanti “sono di destra e quindi tifo Israele” - l’ombra eterodirettiva del sionismo si staglia tanto a sinistra (vedi Epstein e la sua corte di VIP progressisti) quanto a destra (vedi Thiel e gli altri tecnocrati giunti al potere al seguito di Trump).
In altre parole, essere sovranisti significa difendere l’indipendenza nazionale e, pertanto, significa avversare tutte le forme di eterodirezione straniere: che esse provengano da Israele, oppure dagli Stati Uniti, o finanche dalla Russia.
.
ZAVORRA DI DESTRA N° 2: L’INCOMPRENSIONE DEL NEOLIBERALISMO
.
Tutte le formazioni elettorali del “sovranismo di destra” hanno una visione neoliberista dell’economia, ovvero considerano il primato della sfera privata su quella pubblica, sono tendenzialmente per i tagli alla spesa e contro i sistemi di welfare: è così per Alternative fur Deutschland, per Reform UK, per Futuro Nazionale e, in misura forse minore, per Rassemblement National.
Presso la base delle persone provenienti da destra, fatti salvi gli irrecuperabili apologeti dell’anarcocapitalismo alla Milei, il neoliberalismo viene perlopiù considerato come un problema marginale o secondario, quasi fosse una sorta di anacronistica fissazione dei veteromarxisti.
Ebbene, questo dimostra in primo luogo come a destra vi sia scarsa divulgazione di “propri” filosofi come Alain De Benoist, che hanno svolto una tanto radicale quanto preziosa critica del modello neoliberale; ma soprattutto a destra si sottovaluta il fatto che il liberismo, per sua natura, volge all’espansione territoriale dei mercati e, quindi, ad attribuire priorità alla dimensione sovranazionale a discapito di quella nazionale.
La sottomissione della società alle esigenze del mercato e il potere dei CEO privati di condizionare la politica, inoltre, non si limitano a cancellare i diritti sociali tanto cari ai marxisti, ma livellano altresì ogni aspetto della vita verso la sua riduzione a merce e a funzione tecnica, cancellando così i retaggi tradizionali, i legami generazionali e comunitari, la sfera del sacro nonché ogni tipo di spiritualità: in altre parole, il neoliberalismo cancella tutto ciò che in teoria dovrebbe essere considerato prioritario da un pensiero di destra.
.
ZAVORRA DI SINISTRA N° 1: L’IMMIGRAZIONISMO
.
L’immigrazionismo può essere definito come una delle più grandi menzogne della storia o, per meglio dire, come un impianto narrativo edificato su molteplici menzogne: si parte da quella fondativa inerente a una “migrazione” completamente spontanea anziché organizzata da una vasta rete politico-economica e si giunge, infine, al paradigma che sta crollando oggi sotto i nostri occhi, vale a dire il multiculturalismo, ovvero la pretesa che milioni di persone affluenti in un dato paese nell’arco di soli trent’anni possano integrarvisi in armonia.
Le persone provenienti da sinistra, oggi, reagiscono con la totale negazione di quei problemi di convivenza che stanno esplodendo in tutte le metropoli europee e, così facendo, esse hanno scavato un solco irreversibile, etico e cognitivo, fra la sinistra politica e quelle classi popolari che un tempo quest’ultima rappresentava.
Come ciò non bastasse, i movimenti di sinistra hanno svolto un’operazione speculare a quella già citata e compiuta dalla destra col filo-sionismo: esse hanno infatti associato la sacrosanta protesta contro le stragi a Gaza con l’istanza immigrazionista, sventolando la bandiera palestinese in tutte quelle piazze d’Europa in cui veniva rivendicata l’immigrazione illimitata in contrapposizione alle manifestazioni remigrazioniste.
Le reazioni di altri marxisti a questo nodo problematico, invece, volgono ad affermare che i problemi di convivenza esistono sì, ma possono essere risolti garantendo pane e lavoro per tutti e bypassando così le contraddizioni culturali…
Ora, a parte il fatto che tale prospettiva redistributiva non appare minimamente all’orizzonte, il problema non consta solo del capire con decenni di ritardo il concetto marxiano di “esercito industriale di riserva”: che piaccia o no a sinistra, la dimensione umana è anche cultura, il che significa che la società si tiene insieme anche grazie a identità di lingua, di ritualità e di memoria storica. Come già aveva preconizzato Pasolini cinquant’anni fa, cancellandone la memoria storica si cancella anche la possibilità per i proletari di acquisire coscienza.
Una società basata sulla convivenza forzata fra persone che non condividono lingua e memoria, dunque, è una società composta da reciproci estranei nel migliore dei casi, da conflitti interculturali e interetnici nel peggiore.
.
ZAVORRA DI SINISTRA N° 2: LA CONCEZIONE DELLA STORIA COME PROGRESSO
.
A livello filosofico generale, la sinistra dovrebbe abbandonare la visione progressista del tempo storico: ovvero quel retaggio illuministico che ha fatto sì che essa, negli ultimi quarant’anni, abbia assunto ogni lineamento strategico del neoliberalismo come ineluttabilità e, quindi, come progresso da accogliere.
Globalizzazione, stato unico europeo, dissoluzione dei legami generazionali e dell’identità biologica attraverso agenda LBGTQ, ambientalismo colpevolizzante il ceto medio, emergenzialismo pandemico e, appunto, immigrazionismo: non vi è fenomeno, nella storia degli ultimi quattro decenni, che non abbia visto la sinistra schierata pedissequamente a sostenere le narrazioni delle oligarchie capitaliste sovranazionali.
La soluzione di continuità, allora, risiede nella comprensione del fatto che il tempo storico non solo non volge necessariamente verso il progresso, ma anche nel ricordare che il progresso stesso non è affatto un sinonimo di giustizia sociale bensì ha significato di miglioramento funzionale, ovvero afferisce a quella razionalità strumentale che un domani potrebbe non avere bisogno degli esseri umani.
Pertanto, occorre una volta per tutte enunciare che le forme della protezione sociale come il welfare, che tutto ciò che garantisce la coesione sociale, sono tutti aspetti della vita associata che non pertengono affatto al cosiddetto progresso bensì rimandano a quel principio di conservazione senza il quale non potrebbe sussistere protezione di alcunché.
.
ROMPERE LA GABBIA DUALISTICA
.
Per tutti questi motivi, negli ultimi anni – come ben sa chi segue i miei scritti – ho elaborato due categorie teoriche:
a) il superamento della definizione da pensiero debole “né di destra né di sinistra” in favore d’un disambiguante CONTRO LA DESTRA E CONTRO LA SINISTRA, atto a indicare la necessità d’un pensiero forte ma autonomo dalle dottrine politiche che sostanziano la dialettica interna al sistema neoliberale;
b) il concetto di AUTONOMIA POPOLARE, come dispositivo cognitivo e analitico finalizzato a individuare la dimensione popolare in sé e per sé, intendendola come categoria specifica e irriducibilmente autonoma da tutte le narrazioni oggi dominanti.
Per tutti questi motivi, infine, mi sto impegnando a organizzare, in provincia di Bologna, degli eventi seminariali completamente indipendenti dalle attuali formazioni politiche anti-sistema - ma invitando gli esponenti di queste ultime a relazionare – e finalizzati a far emergere un pensiero politico autonomo e popolare che punti all’obiettivo di azzerare il residuale dualismo destra-sinistra che avvolge il fronte sovranista in Italia e in tutto l’Occidente.