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La politica senza il vissuto è solo astrazione ideologica contro la realtà

di Vincenzo Costa - 10/09/2026

La politica senza il vissuto è solo astrazione ideologica contro la realtà

Fonte: Vincenzo Costa

Io penso che una politica futura dovrà partire dal vissuto immediato delle persone, dal loro punto di dolore, e temo che oggi continuiamo a voler dire alle persone quale sia il loro punto di dolore, cerchiamo di dire loro qual è il vero problema.
Si cerca di calare un’interpretazione sulla vita, mentre io credo che bisognerebbe esplicitare i punti di dolore.
FB, all’inizio, è stato un mezzo importante, perché ha permesso di dare voce a questo dolore muto, a questa rabbia senza espressione. Ma lentamente si è ideologizzato.
All’inizio io notavo la differenza tra ciò che le persone cercavano di dire e ciò che faceva il mondo politico. Ora noto che anche la nostra bolla si sta chiudendo in se stessa, in una prigione concettuale.
C’è un punto in cui forse bisognerebbe restare hegeliani: partire dall’immediatezza e poi fare emergere progressivamente le mediazioni che costituiscono il vissuto immediato. Forse il lavoro teorico, almeno come lo concepisco io, è questo. E questo si contrappone a un altro modello, che chiamerei kantiano, che invece vuole calare una rete concettuale, che svaluta il vissuto.
Un modello di cui sarà difficile liberarsi, risuona in tutto Foucault, e oggi mi pare si sia tutti foucaultiani. E io penso che Foucault sia stato e resti la grande disgrazia.
Ma comunque, senza grandi discorsi, forse dovremmo partire dai punti di dolore, senza interpretarli, solo per registrarli inizialmente. Riprendere contatto con l’esistenza concreta. Vorrei fare un esempio.
Nel dopoguerra in Sicilia ci furono le lotte contadine per la divisione dei latifondi e per la divisione delle terre. Avrebbero creato una miriade di contadini proprietari.
Secondo la dottrina questo era un desiderio “piccolo borghese”. Avrebbero dovuto chiedere la collettivizzazione e cagate simili.
Ma i comunisti sapevano che i contadini non erano angeli, assunsero quel punto di dolore, se ne fecero carico, guidarono quelle lotte contadine. Non le giudicarono con la dottrina. Così entrarono nella storia perché entrarono nella vita delle persone reali.
Abbiamo perso il senso della concretezza e della quotidianità, e per questo siano usciti dalla storia, ridotti a litigare tra quattro gatti.