I retroscena di ciò che è avvenuto in Polonia
di Francesco Petrone - 01/11/2026

Fonte: Francesco Petrone
L'Europa fino al 2022 viveva di tre certezze: energia russa a basso costo, mercato americano aperto alle esportazioni, protezione americana quasi gratis.
Tutte e tre sono saltate.
La Germania, locomotiva dell'UE, è in recessione da due anni, molte industrie chiudono. La Francia ha un debito al 115% e un governo che cade ogni sei mesi. La Banca Centrale Europea, la BCE, che gestisce l'euro per 20 Paesi, ha solo 506 tonnellate d'oro contro le 8.000 degli Stati Uniti.
La Polonia e i Paesi dell'Est non si fidano più di questa situazione e comprano oro fisico a Varsavia, perché hanno visto cosa è successo alle riserve russe: 300 miliardi di dollari congelati in una notte a Londra, Parigi e Bruxelles.
L'oro che compra Adam Glapiński — il governatore della Banca Nazionale Polacca, l'equivalente del nostro governatore di Bankitalia, in carica dal 2016 e nominato dalla destra nazionalista — non è un investimento, è sfiducia totale. È il segnale che dentro l'UE i Paesi dell'Est pensano: "Se domani succede qualcosa di grosso, l'euro non mi salva, mi salva solo ciò che ho in cassaforte".
Per questo la Polonia compra più oro della Cina. Non perché è ricca, ma perché ha paura. E quando i Paesi cominciano ad avere paura l'uno dell'altro e a riportare l'oro a casa, è sempre il segno che l'impero è in crisi.
Nel febbraio 2022 scatta l'altro trauma. L'Occidente congela le riserve russe. A Varsavia pensano: domani potremmo essere noi. Se le nostre riserve sono in euro a Francoforte o in dollari a New York, ce le possono bloccare con una firma.
Da lì Glapiński inizia a comprare a ritmi record e a riportare 100 tonnellate che erano custodite a Londra, con 8 voli speciali. Dice: "L'oro simboleggia la forza del Paese". Per un tedesco l'oro è ricchezza. Per un polacco è sopravvivenza.
Glapiński ragiona all'opposto di Donald Tusk — il Primo Ministro polacco dal 2023, ex presidente del Consiglio Europeo, leader europeista e filo-tedesco.
Tusk vuole l'euro per legare la Polonia all'Ovest per sempre. Glapiński ragiona: se entriamo nell'euro, consegniamo lo scudo vero. Dobbiamo dare circa 16 tonnellate alla BCE, mettere il resto sotto le regole di Francoforte, perdiamo lo złoty, la nostra moneta nazionale, l'ultimo simbolo di sovranità. Se un giorno l'Europa dovesse andare in crisi con il proprio oro a Varsavia la Polonia potrebbe salvarsi.
Ed è per questo che la Polonia ha già più oro della BCE stessa. Non è pronta a entrare nell'euro. Si sta preparando a poter dire di no.
Ecco perché il tentativo di annettere la Polonia all'euro, come un tempo si voleva annettere l'Ucraina alla NATO, appare come una prova di forza. Ma l'atto di forza europeo per l'oro polacco sembra fallito.
La notte tra il 30 e il 31 ottobre a Varsavia è cronaca di queste ore.
La giudice Anna Korwin-Piotrowska, nominata dalla maggioranza di Tusk per riformare la giustizia, ha annunciato di aver sospeso il presidente del Tribunale Costituzionale — la Corte che in Polonia può bocciare le leggi del Parlamento — Bogdan Święczkowski, un ex procuratore nazionale nominato dalla destra, e il suo vice. La polizia antisommossa inviata dal governo Tusk ha circondato la sede del Tribunale.
Il presidente della Repubblica polacca Karol Nawrocki — il Capo dello Stato, nazionalista eletto nel 2025 con l'appoggio del partito di destra PiS (Diritto e Giustizia), che ha potere di veto sulle leggi — era in volo per il Senegal. Ha fatto invertire l'aereo sopra la Spagna ed è tornato a Varsavia all'una di notte, è entrato nella sede del Tribunale a forza tra spintoni con i giudici vicini a Tusk, e ha parlato di "presa con la forza di un organo costituzionale".
Dall'altra parte Tusk ha risposto: "Ripristinare lo Stato di diritto è nostro dovere", dopo anni di illegalità sotto il PiS.
Il quadro quindi è chiaro:
- Nawrocki, Presidente della Repubblica, rifiuta di far giurare i giudici nominati da Tusk.
- Święczkowski, Presidente del Tribunale Costituzionale, dice che la Costituzione polacca viene prima di quella UE.
- Glapiński, Governatore della Banca Centrale, con mandato fino al 2028 e intoccabile da Tusk, compra oro per blindare la sovranità.
Sono i tre custodi del vecchio sistema PiS. Tusk governa Parlamento e governo, ma non controlla né la Presidenza che può vetare le leggi, né la Corte che può annullarle, né la Banca Centrale che detiene l'oro e decide i tassi.
Finché Nawrocki blocca l'ingresso nell'euro con il veto e Glapiński tiene 550 tonnellate a Varsavia, Tusk non può portare la Polonia nell'eurozona anche se volesse.
Oggi la UE ha un problema enorme. Ha congelato 300 miliardi russi e ne sta usando gli interessi per finanziare l'Ucraina. La Russia parla di furto. Il resto del mondo guarda e pensa: se i miei soldi in euro possono essere congelati domani, meglio comprare oro.
La Polonia ha capito prima degli altri. Ha comprato 550 tonnellate e le tiene a Varsavia, non a Londra.
La UE vorrebbe che, quando la Polonia entrerà nell'euro, quell'oro entrasse automaticamente nella garanzia dell'eurosistema. Oggi la BCE ha 506 tonnellate, una miseria. Con la Polonia arriverebbe a 1.000. Sarebbe il primo passo per dire al mondo che l'euro è coperto in oro, come il dollaro non lo è più.
Nawrocki ha già proposto di usare i profitti dell'oro per finanziare l'esercito da soli, senza chiedere i prestiti SAFE di Bruxelles per le armi. Se lo facesse, Bruxelles perderebbe leva politica.
Quindi la UE vuole che la Polonia entri nell'euro e che, con un trattato, quell'oro diventi moralmente e legalmente parte della difesa dell'euro.
È per questo che Tusk è utile a Bruxelles e Glapiński no. Tusk dice: "Entriamo nell'euro". Glapiński dice: "L'oro è nostro, simboleggia la forza della Polonia".


