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L’inattualità della bellezza

di Gabriele Guzzi - 01/11/2026

L’inattualità della bellezza

Fonte: La Fionda

L’anima umana si trova a suo agio in due condizioni molto particolari: l’ordine e il senso.
L’anima ama cioè un ordine sensato, desidera qualcosa di armonico.
Questo vale per ogni cosa: le nostre giornate, l’arredamento della nostra camera, le nostre relazioni.
L’unione di ordine e senso è uno dei misteri della bellezza.
Se guardiamo la Cupola di una bella Chiesa, ad esempio, vediamo proprio il connubio di qualcosa di profondamente ordinato e profondamente vivo, cioè ricolmo di pensiero, e di un pensiero misurato, eppure ambizioso.
Ieri compravo l’inserto culturale di un noto quotidiano. Erano circa 400 pagine, di cui almeno l’80% di pubblicità, prevalentemente di moda.
I pochi articoli presenti erano un’esaltazione del narcisismo più puro: si lodava, ad esempio, l’atteggiamento “trasgressivo” delle “girls”, che si ubriacano e si drogano, che bevono 3-4 bottiglie di vino al giorno, e che poi riescono anche a lavorare.
Per il resto, piccoli egotismi letterali spacciati per profondità filosofica.
Credo che il pubblico di queste pagine sia ridotto a poche migliaia di persone, dello stesso giro degli autori.
Ma mi facevo questa domanda:
come è possibile una tale assenza di bellezza? come si può pubblicare dei testi così privi di senso? e come si può pensare che tale smisuratezza sia “arte”? Ma si credono nel 1856 a Parigi? Non sono Baudelaire. Sono degli annoiati senza talento ma con molto tempo a disposizione.
Leggevo quelle pagine e guardavo il panorama del Pincio, e mi consolavo.
Le cose disordinate e insensate passano. La bellezza dell’uomo nel suo misterioso intrecciarsi alla natura resta.
E così sarà sempre.