Il recondito dell'Occidente collettivo
di Matteo Martini - 03/02/2026

Fonte: Matteo Martini
Sugli Epstein Files ci saranno con tutta probabilità informazioni molto interessanti sulle reti di relazioni e i pensieri reconditi di un'intera classe dirigente dell'Occidente collettivo.
Considerando che sono 3 milioni di pagine e che ad oggi anche i più documentati ne avranno letto una frazione infinitesimale, per ora direi di evitare fughe in avanti. Ci vorrà un bel po' di tempo prima che i principali commentatori, sia del mainstream che del "giornalismo popolare", avranno in mano un riassunto completo.
Giusto per dare un contributo vorrei segnalare due principi di buon senso metodologico ed ermeneutico e un dato obiettivo.
1) Considerando che l'attività di Epstein era, per usare un eufemismo, illegale, tutto questo materiale contenente le email del finanziere può essere più o meno solo la punta dell'iceberg. Le ammissioni o i documenti più compromettenti è verosimile che ben difficilmente vengano messi su email. Per quanto importanti, le informazioni qui contenute non saranno esaustive, e il "peggio" forse non è ancora disponibile alla nostra conoscenza.
2) Il possesso di una fonte non significa automaticamente che ciò che in essa si dichiara sia anche vero. Il documento può essere molto importante sotto diversi profili, ma le dichiarazioni di un soggetto in una mail possono corrispondere alle sue opinioni o convinzioni, non necessariamente alla verità fattuale su qualcosa (ad esempio ci possono essere bugie, millanterie, depistaggi, scherzi, esagerazioni o espressioni in codice). Di volta in volta i singoli contenuti andranno presi cum grano salis e contestualizzati, soprattutto in relazioni a conferme esterne.
Il dato obiettivo:
Ad oggi con ci sono prove - anche se ne siamo tutti convinti, io per primo - che Epstein fosse una figura legata al Mossad, se non addirittura un suo agente regolare.
Ad oggi non ci sono prove definitive su questo ed è doveroso ricordarlo, sapendo anche che l'assenza di prove non è una prova del contrario, e che in questo contesto potrebbero non emergere mai (considerando che archivi e liste di risorse e collaboratori sono tenute segrete normalmente). Ci sono però indizi importanti. Il padre della Ghislaine Maxwell sua amante e "maitresse" nel reclutare le ragazze, era Robert Maxwell (1923-1991?) di cui è stato detto (anche qui senza documenti) che fosse doppio agente dell'MI6 e del Mossad. Di lui il primo ministro israeliano Yitzhak Shamir disse che era l’uomo "che ha fatto più cose per Israele di quante se ne possano dire". In effetti si tratta di un'ammissione velata ma piuttosto significativa e chiara.
Quindi il collegamento per quanto non certificato da documenti d'archivio è piuttosto ragionevole. Se non un agente diretto, Epstein potrebbe essere stata una risorsa o un collaboratore esterno e consapevole di una rete di spionaggio e blackmailing di Israele sull'Occidente, e in particolare sulla politica e la classe dirigente statunitense.
Questa serie di documenti, se contestualizzati in questo modo, possono gettare luce sulla potenza di penetrazione dell'influenza e del condizionamento di Israele nella politica USA, ben oltre il ruolo pubblico della lobby dell'AIPAC.
Ultima nota a margine: sarà da vedere se si troveranno tracce, ad esempio con elementi rituali, a conferma della narrativa sensazionalistica sul presunto pedo-satanismo o altre scene da occultismo "nero" - che fu strombazzata da tanti trumpiani e Qanons - oppure se il tutto si esauriva in incontri triviali a fini molto concreti di semplice ricatto, senza cornici misticheggianti o pseudoreligiose.
Anche qui credo ci saranno molte cose da verificare.
