Iran: perchè molti credono alla propaganda occidentale?
di Antonio Catalano - 14/01/2026

Fonte: Antonio Catalano
Per chi non avesse capito la posta in gioco, basterebbe leggere le dichiarazioni di Trump, che ieri si rivolgeva ai “patrioti” iraniani per esortarli non solo a continuare la protesta ma addirittura a prendere il controllo delle istituzioni. «Ricordate i nomi degli assassini e degli abusatori… l’aiuto sta arrivando… Miga!» [Make Iran Great Again].
Again. Di nuovo. Col piccolo scià a garantire, come lo era il papà fino al 1979. Ah, come erano belli quegli anni in cui regnava Reza Phalavi e le figlie della dell’alta società si permettevano la libertà di andare in minigonna mentre la maggioranza della nazione pativa le angherie di un potere messo sul trono a garanzia degli interessi democratici occidentali!
E se vinceva nel ’79 Khomeini non era perché il popolo voleva islamizzarsi… e abbrutirsi, ma semplicemente perché così ritrovava le chiavi di casa e poteva quindi decidere cosa e come fare in casa propria. Si chiama sovranità.
Ma questo non andava bene, come poteva permettersi il popolo iraniano (che vanta una delle più antiche civiltà) di agire impunito contro la volontà dei decisori mondiali dell’epoca?
Ecco quindi che cominciò il solito giochino democratico: embargo economico e scatenamento, per il tramite dell’Iraq, di una guerra dura, sanguinolenta e dissanguante per entrambi le nazioni, che dopo dieci anni stremate la smisero di guerreggiarsi.
Con l’Iraq che, dopo aver servito il padrone, ebbe il benservito (1991, prima guerra del Golfo) della feroce aggressione Usa, che non tollerarono il fatto che il fedele Saddam si riappropriasse di una (sua) regione (Kuwait)… aggressione portata a termine con la seconda guerra del Golfo (2003), che lasciò una nazione rasa al suolo con milioni di morti.
Allora, parliamoci chiaro, se in giro dalle nostre parti c’è tanta gente, sicuramente onesta, ma altrettanto sicuramente sprovveduta sul piano della comprensione delle questioni internazionali, che ripete quel che vuole il padrone è perché la propaganda occidentale è riuscita a far passare l’idea che in Iran ci sia un popolo da “liberare” perché torchiato e privo delle elementari libertà.
Ma perché tanta gente comune ci casca e pensa che siano vere le veline che agenzie di stampa ben equipaggiate sparano per impressionare il debole immaginario di questa gente?
Perché questa gente teme che anche qui si possa instaurare un regime islamico. Solitamente questi prevalentemente sono di “destra”.
Poi ci sono i progressisti, quelli che, a prescindere, tifano contro il (legittimo) governo iraniano perché lì c’è oscurantismo, le donne sono incatenate, non si possono fare i gay-pride… e cose di questo tipo.
Come si vede, nonostante tutto, una dicotomia, quella destra/sinistra, che alla fine si ritrova a tifare dalla stessa parte. Ma con alcuni distinguo.
Con i sinistri, e con i destri liberal (alla Del Debbio, per intenderci), che sventolano la bandiera delle libertà negate, non c’è niente da fare, in questi il radicalismo (pannelliano) è parte costitutiva del proprio status sociale, status che beneficia di piccole e medie prebende scaturenti da questa collocazione.
Discorso diverso per quelli che paventano la minaccia islamica (sulla quale soffia gente come Salvini). Tra questi c’è tanta gente del popolo che, giustamente, non ne può più di un’immigrazione selvaggia che viene vissuta (non percepita) come invasione.
Il problema è reale, tante volte ne ho parlato.
Perché è vero che un’immigrazione di questa fatta produce enorme malessere tra le classi popolari. Per via di una concorrenza a ribasso sul piano salariale e occupazionale, per via di un azzeramento dell’ascensore sociale, per via di un senso di spaesamento e perdita delle proprie tradizioni, per via di un disagio derivante dai grandi numeri che stravolgono le identità culturali e religiose, per via di un innegabile problema di sicurezza che una massa enorme di sbandati “migranti” produce.
A questa gente – prevalentemente di “destra” – vorrei far presente che questa situazione è stata determinata proprio dagli stessi – che oggi si sperticano per i “diritti civili” in Iran – che hanno trovato molto vantaggioso favorire l’immigrazione selvaggia nelle nostre nazioni… e che se riuscisse il colpo del “regime-change” in Iran, non potrebbe che aumentare il flusso di migrazione nel nostro Paese.
Perché un fatto è certo: quando una nazione è stabile, è sovrana, non minacciata dall’esterno, la popolazione non emigra, è così, non ci vuole molto a capirlo… l'aumento dei flussi migratori nasce proprio dalle aggressioni contro nazioni non allineate (Siria, Iraq, Libia…).
