Manovre oscure dietro la guerra per egemonia mondiale e petrolio
di Jeffrey Sachs - 03/03/2026

Fonte: Il Fatto Quotidiano
“Cia e Mossad vagheggiano il controllo della regione: io prevedo solo nuovi disordini”, a cura di Salvatore Cannavò
Jeffrey Sachs, professore della Columbia University, osservatore ormai noto ai lettori del Fatto Quotidiano, con uno sguardo critico sulle dinamiche delle guerre globali, non ha dubbi nemmeno su quanto sta avvenendo in Iran. L’ennesimo obiettivo, folle, del desiderio di egemonia globale degli Stati Uniti stavolta supportati dall’ancora più folle sete di dominio di Benjamin Netanyahu e della sua Israele, mette in moto previsioni molto fosche: “Una guerra regionale, se non globale” è all’orizzonte e sembra particolarmente trainata dal desiderio di Israele di porsi come Stato egemone a livello regionale. Del resto, possiamo notare scorrendo le cronache di giornata, l’allargamento del conflitto (di nuovo) al Libano, non fa che confermare questo inquietante scenario.
Professor Sachs, visto dagli Stati Uniti quale le sembra essere il vero obiettivo di Donald Trump? Il presidente Usa ha lanciato l’attacco all’Iran a sorpresa, anche se era da mesi che si stava ipotizzando questo scenario e che nell’area si ammassavano asset militari…
L’obiettivo di Trump, ovvero lo scopo della Cia, cioè dei servizi segreti e quindi dello ‘Stato profondo’ statunitense, è l’egemonia globale e il controllo delle riserve petrolifere mondiali. Una spiegazione apparentemente semplice, ma che offre la sostanza della vicenda in corso.
E qual è l’obiettivo di Israele, che sembra il vero pilota dell’operazione?
L’obiettivo di Israele, molto semplicemente, è l’egemonia regionale. Israele mira a dominare il Medio Oriente ormai da trent’anni, da quando quel pazzo di Netanyahu è salito al potere. Questo, secondo loro, rappresenta l’ultimo passo: il controllo sull’Iran che spianerebbe la strada a un controllo complessivo sull’intera area. Ma dal mio punto di vista si tratta di una follia destinata a fallire. Questo non toglie però, come si sta vedendo in queste ore e come la natura dell’attacco autorizza a credere, che Cia e Mossad, il servizio segreto israeliano, lavorino fianco a fianco.
Nelle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, ma soprattutto in quelle di molta stampa internazionale, il vero obiettivo dell’attacco sarebbe un regime change. Tanto che viene sbandierata l’uccisione dell’ayatollah Khamenei come la prova che questo cambio si sta realizzando.
Ma non è così, e io non credo affatto che ci sarà un cambio di regime in Iran. Ci saranno invece disordini diffusi in Medio Oriente con una fase di instabilità complessiva.
L’esito di questa instabilità può riversarsi sugli stessi attori che oggi promuovono la guerra?
Questa instabilità, molto probabilmente porterà a una guerra regionale, e non va escluso che si tradurrà in una guerra globale. Alla fine tutti ne verranno coinvolti.
Come giudica il fatto che i Paesi europei non siano stati, di fatto, avvertiti e che, invece, non siano in grado di contraddire quanto sta avvenendo?
L’Europa, come al solito, è un patetico vassallo degli Stati Uniti. Il suo ruolo è quello di una regione occupata.

