Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri la tua area riservata: Registrati Entra Scopri l'Area Riservata: Registrati Entra
Home / Articoli / Il teatro dell'assurdo inscenato dal declino totale della civiltà occidentale

Il teatro dell'assurdo inscenato dal declino totale della civiltà occidentale

di Pierluigi Fagan - 03/03/2026

Il teatro dell'assurdo inscenato dal declino totale della civiltà occidentale

Fonte: Pierluigi Fagan

Al quarto giorno di guerra alcune cose sono più chiare mentre altri sviluppi complicano non poco l’orizzonte di lettura e comprensione degli eventi. Fra altri quattro giorni, ci si vede qui a Roma per un incontro già da tempo organizzato da “L’interferenza”, a discutere di prospettive geopolitiche. Ad allora ci saranno ancor più cose da discutere, ma anche molti più fatti a supporto delle analisi. 
Al momento, si può dire che il presunto obiettivo del regime change è scomparso dai radar e come previsto, la componente militare iraniana ha preso la direzione strategica degli aventi. 
Il Ministro degli Esteri dell’Oman che faceva da perno nelle trattative USA-Iran ha detto che l’Accordo sul nucleare con totale disponibilità iraniana a dare garanzie di sicurezza, era praticamente fatto; quindi, anche questa scusa per l’azione militare iniziata sabato si è rivelata falsa. 
Rubio ha detto che gli americani sono lì perché informati da Israele della volontà di continuare la guerra all’Iran dopo l’operazione Gaza e circondario e la prima ondata di bombe di qualche mese fa. Stanno quindi scaricando su Tel Aviv la responsabilità strategica. 
Il tutto va quindi ricondotto alla già nota strategia degli Accordi di Abramo e Via del Cotone che presupponeva oltreché il dislocamento dei palestinesi da Gaza anche l’eliminazione o ridimensionamento dell’Iran per fare della penisola arabica un nuovo centro di affari, commerci e nuove alleanze geopolitiche, obiettivo strategico comune di Tel Aviv e Washington e a seguire delle stesse monarchie del Golfo. 
Dall’altra parte, Teheran tende a strozzare le monarchie del Golfo colpendo gli impianti e le rotte che passano per Hormuz ormai chiuso di fatto, con pesanti riflessi economici anche in termini di turismo di lusso e traffico aereo. Il fine è di farle a loro volta premere contro USA-Israele per cessare l’azione di quella che qualcuno chiama ironicamente “Coalizione Epstein”. Hanno anche previsto di prendere di mira l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC- Azerbaigian-Georgia-Turchia), di proprietà della BP, che trasporta greggio dall’Azerbaigian a Israele. C’è poi sempre la carta Houti per bloccare il Mar Rosso (Bab el-Mandeb, Eilat, Suez).
Quindi, al momento, la guerra si muove sull’asse del tempo. Quanto tempo l’Iran resisterà mantenendo una qualche capacità operativa (e quanto sono capienti gli arsenali israelo-americani) vs quanto tempo necessita alla coalizione USA-Israele con Trump che chiede appoggio sul campo a Francia, Gran Bretagna e Germania per degradarla completamente (ma il "completamente" è problematico perché ci sono pur sempre migliaia di uomini pronti all'estremo sacrificio) vs quanto tempo resisteranno le monarchie del Golfo al disastro economico e i dipendenti dalla loro energia (tra cui noi, già privi del gas russo) al prezzo che salirà tanto più vistosamente quanto più lungo sarà il conflitto.
Il teatro dell'assurdo inscenato dal declino totale della civiltà occidentale chiude con l'immagine di Melania Trump che, non si sa a che titolo, arringa il Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla protezione dell'educazione dei bambini nel mondo e magnifica le progressive sorti dell'Intelligenza Artificiale.