Usa&Israele pagheranno il conto
di Massimo Fini - 03/03/2026

Fonte: Massimo Fini
Scrivevamo sul Fatto del 25.02.26 che i veri terroristi non sono quelli che vengono ufficialmente definiti tali, ma gli americani, che danno la patente di terrorismo a tutti coloro che considerano nemici, insieme agli israeliani che gli Usa proteggono, anche se non si capisce bene se non sia piuttosto vero il contrario e a Washington non comandi lo psicolabile pedofilo Donald Trump ma piuttosto Netanyahu attraverso la potenza finanziaria della comunità ebraica internazionale che è più forte di Stati Uniti, Russia e Cina messi insieme, che detta di fatto le regole e che strangola tutti noi comuni mortali.
Avevamo avvertito da tempo che il pericolo veniva dai venti di guerra che soffiavano intorno all’Iran, ma come al solito non siamo stati ascoltati.
La nostra previsione è stata, per così dire, certificata dall’attacco giudeo-americano all’Iran.
I governi occidentali, con la loro stampa a seguito, hanno approvato senza se e senza ma l’aggressione. Solo Putin ha condannato la violenza affermando che l’assassinio della Guida Suprema dell’Iran e della sua famiglia è stato commesso “in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale”. Sono le sole parole ragionevoli ed umane che ho ascoltato in questi giorni. Alla condanna di Putin si è associata quella, sia pur espressa in maniera diversa, del premier spagnolo, il socialista Pedro Sanchez, unico membro della Ue a farlo.
Ma Putin, a parte le disapprovazioni, può far ben poco per l’Iran. Ha già i cazzi suoi cui pensare con la guerra all’Ucraina che lo sta dissanguando, non tanto economicamente ma umanamente, se è vero che dopo aver ingaggiato soldati, per altro impreparatissimi, della Corea del Nord, ora ricorre al reclutamento da Cuba, India, Nepal, Kenya, Uganda, Ghana. Cioè anche i russi, che pur si batterono fino all’ultimo uomo e donna contro i nazisti, si sono evidentemente stufati di dare la vita per strategie che non comprendono e li sorpassano.
Tutti i governi europei, con l’eccezione, come avevo detto, di Pedro Sanchez, hanno commentato in modo favorevole l’eliminazione fisica di Khamenei. A parte il fatto che l’assassinio del Capo di uno Stato aderente all’Onu, come l’Iran o la cattura e la prigione per un altro Capo di Stato, intendo Maduro, non fa propriamente parte del galateo diplomatico internazionale, io se fossi direttore di un giornale mi sarei piuttosto concentrato sull’assassinio di 148 studentesse iraniane e le 95 ferite. Un assassinio premeditato e voluto perché come afferma un attivista italo-palestinese, Karem, “Israele quando uccide non lo fa mai a caso, ogni singolo bambino, civile o edificio colpito è bersagliato attraverso la tecnologia più precisa e letale al mondo”.
Non paghi i giudeo americani hanno bombardato una manifestazione di cordoglio degli iraniani a favore di Khamenei. Il che significa che non tutti gli iraniani erano anti regime. Inoltre non si può sapere dove andrà a finire un Paese che ha perso tutti i suoi leader ed è sotto aggressione straniera. Dice sostanzialmente Fatemeh, un’iraniana che vive a Parma: sono felice per la caduta di Khamenei e del regime della Repubblica islamica, ma avrei preferito che gli iraniani si liberassero da soli, passare da un regime a un altro non mi fa felice perché i vincitori chiederanno sicuramente un prezzo. Quel prezzo lo pagheremo noi iraniani. Non mi fa felice passare da un’oppressione all’altra e per soprammercato straniera.
L’aggressione all’Iran, definita un attacco “preventivo” da Trump, è stata motivata col fatto che era diventato pericoloso perché voleva farsi la Bomba. Un processo alle intenzioni basato su una falsità. L’Aia ha sempre accertato che in Iran l’arricchimento dell’uranio non è mai andato oltre il 6% ed era quindi per usi civili e medici, per fare la Bomba l’arricchimento deve arrivare al 96%.
Le reazioni dell’Iran, che non ha la Bomba e non possiede missili all’altezza, possono essere solo commerciali, chiudendo, come è stato fatto, lo Stretto di Hormuz attraverso il quale transita oltre un quinto del petrolio mondiale trasportato via mare e più del 30% del gas naturale liquefatto.
Ma le conseguenze dell’attacco immotivato all’Iran sono più profonde. In Pakistan, che ha la Bomba anche se nessuno gliela ha mai contestata, alleato storico degli Usa (fornì le proprie basi ai B52 americani per bombardare il vicino Afghanistan talebano) una folla inferocita ha attaccato e distrutto l’ambasciata americana. E di questi attacchi, nel prossimo futuro, dobbiamo aspettarcene parecchi.
“Pagherete caro, pagherete tutto” era una slogan del Sessantotto. Anche per i giudeo americani verrà il giorno del Giudizio, non di Dio, che non esiste, ma della Storia.

