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L'assalto

di Fabio Filomeni - 31/07/2026

L'assalto

Fonte: Fabio Filomeni

L’assalto a Ceuta – che molti politici indignati non sapevano neanche dove fosse sulla carta geografica – ce lo meritiamo. Dopo decenni di politiche menefreghiste forse l’Europa avrà capito che l’immigrazione clandestina è un problema di tutti. Non possono vedersela da soli i paesi che si affacciano sul mediterraneo come l’Italia, la Spagna o la Grecia come vorrebbe l’assurdo trattato di Dublino. E non prendiamoci in giro: quei sessantamila che hanno invaso Ceuta non scappano da guerre e persecuzioni. Sono migranti economici che vogliono venire in Europa perché sanno che si sta meglio (difficile dire ancora per quanto!). Quindi che fare? Semplicemente quello che non abbiamo mai fatto fino a adesso. Con l’Africa l’Europa deve vivere in simbiosi e creare le condizioni perché rimanga agli africani. Ma per farlo serve un cambio di paradigma e guardare all’Africa non come un problema ma come un’opportunità di impresa e di lavoro anche per noi europei. Si tratta di riprendere seriamente il progetto “l’Africa per l’Africa” sognato da Enrico Mattei, uno dei pochi progetti di sviluppo per il continente africano basato su concreti e pragmatici programmi di collaborazione tecnico economica come alternativa allo sfruttamento neocolonialista. Mattei diceva: «Vogliamo sviluppare le risorse dell'africa perché il continente possa crescere. Abbiamo investito fin dall'inizio sul capitale domestico per promuovere lo sviluppo locale. La chiave di tutto è l'accesso all'energia per portare sviluppo e stabilità, permettendo all'africa di sfruttare il suo potenziale per la crescita.» Finora, invece, l’Europa l’energia l’ha spesa per sostenere la guerra in Ucraina – per la gioia del trafficante d’armi nonché candidato al Nobel per la pace Zelensky – indebitando i popoli europei e lasciando che i flussi immigratori, gestiti o non gestiti, costituissero foraggio per la propaganda politica.