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La russofobia è contro l'Europa

di Fabio Filomeni - 22/07/2026

La russofobia è contro l'Europa

Fonte: Fabio Filomeni

In un mondo multipolare con più superpotenze, i singoli Stati nazionali europei di stampo ottocentesco non avranno mai la forza di essere davvero indipendenti. Questo perché in geopolitica le dimensioni contano. I nuovi protagonisti dell’arena internazionale saranno Potenze di estensione continentale o sub-continentale. Questi moderni imperi che si presentano sotto forma di Federazioni di Stati o di Nazioni, in possesso di risorse che i piccoli Stati nazionali non possono vantare, saranno i poli di attrazione, i centri gravitazionali del nuovo mondo multipolare. Il neocolonialismo non è più quello delle nazioni predatrici che con i loro potenti eserciti andavano ad invadere e sottomettere le popolazioni locali. Oggi le Superpotenze, vere e proprie strutture egemoniche del potere mondiale, sostituiscono la minaccia o l’uso della forza con la seduzione e la persuasione. È la subordinazione ideologico-culturale come strategia, quella che gli americani chiamano “soft power”. Noi europei occidentali subiamo quella di Washington a partire dalla famigerata spartizione decisa a Yalta dai vincitori della Seconda guerra mondiale. Dovevamo garantire agli USA che il nostro sviluppo politico, militare ed economico non colpisse i loro interessi locali, regionali e mondiali. La sinergia commerciale ed energetica con la Russia li spaventava perché rischiava di tramutarsi in una alleanza politica e perfino militare come aveva ipotizzato Silvio Berlusconi nel famoso vertice NATO-Russia di Pratica di mare nel 2002. Un’Europa superpotenza avrebbe costituito la principale minaccia all’ordine mondiale americanocentrico e quello di Pratica di Mare fu il campanello d’allarme USA che decretò l’inizio della fine politica del cavaliere troppo amico di Putin; perciò, questa partnership con la Russia  – non solo italiana ma europea – andava in tutti i modi interrotta. La modalità scelta la conosciamo bene: una guerra nel cuore dell’Europa con tutti i governi europei russofobici coordinati magistralmente da una frustrata ex ministra della guerra di nome Ursula von der Leyen.