Lo strabismo dei subordinati
di Silvio Dalla Torre - 31/07/2026

Fonte: Silvio Dalla Torre
La guerra in corso tra Stati Uniti ed Iran viene presentata dal sistema mediatico come un conflitto tra civiltà occidentale e mondo islamico. L'opinione pubblica, soprattutto quella riconducibile alla cosiddetta destra, sembra dar credito a questa versione. I musulmani, siano essi i palestinesi di Gaza o i militanti dell'Isis, i migranti marocchini di Ceuta o i pasdaran iraniani, vengono messi in uno stesso calderone di persone che nutrono un odio fanatico nei confronti del cristianesimo e della democrazia.
Questa rappresentazione della realtà è, naturalmente, del tutto erronea. La dinamica degli eventi bellici ci descrive, infatti, una situazione completamente diversa. L'Iran ha scagliato i suoi missili contro il Quatar , gli Emirati Arabi, l'Iraq, la Siria, l'Arabia Saudita, la Giordania. Non lo ha fatto per capriccio, ma perché questi paesi sono alleati degli Stati Uniti ed ospitano basi americane direttamente impegnate nel conflitto. Diversamente da quanto pensa l'opinione pubblica manipolata, il mondo islamico non è un blocco monolitico. Le classi dirigenti dei paesi arabi, ad esempio, sono quasi tutte strettamente legate all'Occidente. Oltre ai paesi che ho nominato, entrano nel sistema di alleanze americano l'Egitto, la Libia, la Tunisia e il Marocco, il cui re intrattiene cordiali relazioni non solo con gli USA ma anche con Israele.
I leader dei paesi musulmani dipinti come criminali assassini (Gheddafi, Assad , gli Ayatollah iraniani) sono quelli che hanno cercato di preservare la sovranità dei loro paesi facendo in modo che i loro concittadini trovassero un lavoro dignitoso in patria senza bisogno di andare all'estero.
Vista nell'ottica europea, il modo per evitare una anacronistica guerra di religione, verso la quale ci stiamo invece avviando , ci sarebbe.
Bisognerebbe avere il coraggio di manifestare, con tutta la forza politica ed economica di cui il continente ancora dispone, la più drastica opposizione al genocidio di Gaza e all' aggressione contro l'Iran. Bisognerebbe altresì riconoscere che cinquantamila persone non possono, in assenza di guerre o calamità naturali, rompere i confini ed entrare nel territorio di un altro paese. I migranti di Ceuta dovrebbero quindi essere rispediti, in tempi molto brevi, in Marocco.
Purtroppo, azioni di questo tipo, in sé non difficili, metterebbero in discussione i capisaldi dell'UE, vale a dire la subordinazione agli Stati Uniti, il sostegno incondizionato ad Israele e l'immigrazionismo.
È molto più facile, per le oligarchie che reggono il continente, accordarsi con gli ex terroristi siriani o con il monarca marocchino, che fare l'interesse dei loro popoli.
