Ma guarda un po'...
di Pierluigi Fagan - 09/09/2026

Fonte: Pierluigi Fagan
E così si viene a sapere che Netanyahu era stato avvertito, per tempo, dagli Emirati che con Israele avevano firmato il Patto di Abramo, del fatto che Hamas a Gaza stava preparando qualcosa di grosso.
Attingendo alla stessa fonte di oggi (Haaretz, quotidiano di opposizione israeliano, ma qualcosa era uscito anche sull’insospettabile The Times of Israel), il giorno dopo il 7 ottobre scrissi un post sul fatto che i servizi egiziani avevano informato altrettanto precisamente e per tempo Netanyahu della stessa cosa. Qualcuno, si è scagliato con sdegno acceso contro la mia insensibilità animata da pregiudizi, non si è arrivati alla accusa di “antisemita!” perché questa parola d’ordine è stata propagata nel dibattito pubblico qualche settimana dopo, ma si è andati vicino.
Il fatto era per me incredibile, incredibile che qualcuno avesse bisogno di improbabili soffiate a mezzo stampa sull’intervento di tizio e caio per avvertire il povero Netanyahu e non si rendesse spontaneamente conto della situazione. Il riconosciuto servizio segreto più efficiente del pianeta e lo Stato che ha nella pancia una enclave palestinese grande come la provincia di Spoleto con dentro stipati 2 milioni di palestinesi egemonizzati da Hamas, non meritava un infiltrato, una telecamera, una intercettazione radio e digitale, niente. Lo Stato più avanzato -come oggi sanno tutti- nei sistemi di intercettazione elettronica che vendono in tutto il mondo era sordo e cieco.
Così i prodi terroristi trafficavano più di duemila razzi lunghi due metri e passa e tutto il resto, zitti-zitti, in punta di piedi, in gran segreto, senza che alcuno sapesse, vedesse, intuisse nulla, facendo riunioni segrete anche con stranieri del jihad in visita a Gaza “per amicizia”. Amicizia con gente che non ha mai avuto nulla a che fare con il jihad, tra l’altro.
Tale era ed è la sostanziale ignoranza sull’argomento Israele-Palestina che s’era potuto depositare uno spesso e ribollente strato di odio contro l’inumanità delle bestie arabe (legittimo forse, ma da pareggiare almeno con uguale sentimento per il luciferino premier che voleva evitare il tribunale e passare alla storia come Grande Padre del Nuovo Israele) pompando l’indignazione dilagante di gente che letteralmente non capiva di cosa loro stessi stessero parlando.
Così, sembrava assurdo che Netanyahu sapesse e per tempo a prescindere da quello che pure dicevano media israeliani citando ieri egiziani e oggi emiratini e in mezzo, ampi malumori mai chiariti degli stessi vertici dei servizi e dell’esercito israeliano (tutti rimossi uno ad uno) lungo i recenti mesi. Quei servizi che sanno anche com’è andato di corpo a Teheran qualche capo militare sciita prima di mandarlo all’altro mondo, ma rispettavano la privacy dei palestinesi di Gaza non impicciandosi affatto di cose lì veniva fatto o pensato di fare.
Il mondo è spesso assurdo, ma il cervello di certa gente lo è anche di più e forse tra i due fatti c'è causazione.
Si arriva così a ieri in cui scoppia la bomba sull’avvertimento emiratino, guarda un po’ a poco più di un mese dalle elezioni in Israele. Elezioni per le quali Netanyahu ha iniziato da un po’ una silenziosa manovra di allontanamento dall’estrema destra (che nel frattempo si radicalizza per monopolizzare il voto sionista sparandone ogni giorno una più assurda del giorno prima) dai cui voti dipende, per spostarsi un po’ verso il centro sperando almeno di pareggiare il voto e passare poi ad un interim visto che fare un governo stabile sarà un problema e l’ultima volta gli israeliani sono andati a votare cinque volte in due anni perché non se ne veniva a capo. Il vecchio serpente sa cose e quelle che non sa annusa, tipo le improvvise sanzioni di dodici paesi europei (+Canada, ormai europeo di fatto) che di colpo si sono svegliati (ad eccezione di tedeschi e italiani) scoprendo che in Cisgiordania (oltre Gaza, ma su Gaza non hanno detto niente) Tel Aviv continua a fare i porci comodi suoi in barba a tutte le risoluzioni ONU e non solo.
Il fatto è che Netanyahu è oggi il principale ostacolo per Trump che andrà ad elezioni una settimana dopo di lui. Trump pensa che sarebbe di un qualche aiuto arrivare a decretare la fine della disastrosa operazione in Iran (naturalmente per lui “vinta!”) e magari annunciare la ripresa dei Patti di Abramo con un governo israeliano meno spigoloso, conditio -sine qua non- possa riprendere un po’ di iniziativa nel quadrante mediorientale in cui, ormai, nessuno gli dà più retta e sauditi, turchi e pakistani si sono fatti un accordo di difesa per fatti loro.
Con sollievo anche dei poveri emiratini che nel frattempo sono usciti dall’OPEC dopo 60 anni (!) per stare accanto a Trump e si trovano ora loro stessi isolati dentro la loro regione.
Se riescono a far fuori (politicamente) il vecchio serpente (non facile perché al di là del personaggio e delle sue azioni, c’è un vasto e solido consenso nella società israeliana per quello che è stato fatto a Gaza, in Libano e financo contro l’Iran, anche al di là di coloro che lo voteranno o meno), si spareranno favolette su un possibile accordo con ciò che rimane dei palestinesi che Trump possa vantare internamente dove, tra l’altro, si sta diffondendo un certo astio per le storiche intromissioni israeliane nel finanziamento delle costose campagne elettorali tanto dei repubblicani che dei democratici corporate. Astio che sta prendendo l’ancora acerba forma del ridurre o togliere del tutto i generosi finanziamenti americani allo Stato israeliano, visto anche le penose condizioni del welfare e del costo della vita interno.
Insomma, gli ingenui del dopo 7 ottobre ora si accorgeranno di nuovo ingenuamente che Netanyahu in realtà è un filibustiere perché improvvisamente è uscita fuori la verità dei veritieri emiratini, senza -come al solito- capire alcunché di quella cosa assai complessa che è la politica internazionale. Come per altro per ogni altra cosa che determina le loro vite dai “nazisti” liberali sassoni a quelli anglosassoni, il clima, gli sbilanci demografici, l’economia politica, l’A.I., i droni di Lipsia e tutto il resto che assedia le loro vite perse a palpitare per qualche buono che la pensa come loro e odiare tutti gli altri che sono brutti e cattivi!
Lo so, sono tutti argomenti complessi e il tempo per studiarli e capirli è poco, tuttavia prima di partire in quarta a scrivere stupidaggini su i social diventando agenti di propaganda, magari farsi domande aiuterebbe.
Aveva proprio ragione T. S. Eliot quando diceva che “l’uomo non sopporta troppa realtà”. Per questo abbiamo inventato le favole
