Netanyahu e il "limited hangout"
di Massimo Mazzucco - 09/09/2026

Fonte: Massimo Mazzucco
Come al solito i media mondiali arrivano in ritardo, e svelano solo in modo parziale, le grandi verità scomode.
Avviene sempre, in tutti i casi più controversi: prima si nega tenacemente ogni sospetto, poi quando la verità si fa strada ad ogni costo, e si è costretti ad ammettere che la versione ufficiale non sta in piedi, allora si concede qualcosa - in modo da non apparire fessi del tutto - mentre si cerca comunque di limitare i danni e mascherare la verità più scomoda e profonda.
In inglese il termine preciso è “limited hangout” che significa “esposizione limitata”. Fu coniato da un agente della CIA, Victor Marchetti, che così lo descriveva in un suo articolo del 1978:
“ «Limited hangout», nel gergo dello spionaggio, indica un trucco frequentemente usato dai professionisti che lavorano in clandestinità. Quando il loro velo di segretezza viene squarciato e non possono più contare sulla copertura di una falsa storia per disinformare il pubblico, scelgono di ammettere — a volte addirittura di offrire volontariamente — una verità parziale, riuscendo comunque a tenere nascosti gli aspetti più incriminanti del caso. Il pubblico di solito rimane così intrigato dalle nuove rivelazioni che non pensa più ad indagare ulteriormente sulla questione.”
Il caso più famoso di Limited Hangout è quello dell’11 settembre. Inizialmente si finse di essere stati colti di sorpresa, ma poi, quando cominciarono ad uscire informazioni che FBI e Pentagono non potevano non sapere degli attentati in preparazione, si scelse di ammettere una verità parziale, per coprire quella reale: “E’ vero – dissero i vertici USA– le informazioni le avevamo, ma erano sparpagliate fra le varie agenzie, e noi non siamo riusciti ad unire i puntini”.
La gente si accontentò di questa spiegazione, arrivò in qualche modo a “perdonare” i propri militari un po’ distratti, e non fece più altre domande.
Oggi con il 7 ottobre sta succedendo la stessa cosa.
La notizia che strilla dalle pagine di tutti i giornali è che “Netanyahu fu informato in anticipo dallo sceicco degli Emirati dell’attacco di Hamas, ma non fece nulla per informare i vertici della difesa”.
La speranza ovviamente è che in qualche modo il pubblico si accontenti di questa spiegazione, “perdoni” questo vecchiettino un po’ distratto, e non vada mai a porsi la vera domanda, che è questa: se lo sceicco degli Emirati sapeva in anticipo degli attentati, come potevano non saperlo i servizi segreti israeliani? E quindi, se lo sapevano, perché hanno permesso che l’attacco avvenisse comunque? Anzi, perché lo hanno addirittura facilitato, riducendo al minimo le difese della barriera di Gaza nel momento di massimo pericolo?
Questa è la domanda che si spera non venga mai posta.
Attenzione quindi ad accontentarsi degli “scandaletti” parziali, che servono a titillare la nostra sete di giustizia, mentre il loro vero scopo è proprio quello di coprire gli scandali più inconfessabili.
