Perchè l'Iran resiste
di Martino Mora - 12/04/2026

Fonte: Martino Mora
La straordinaria resistenza dimostrata sin qui dall’Iran, nonostante l’evidente inferiorità tecnologica rispetto all’esercito Usa, è di tipo spirituale e antropologico.
La società iraniana è infatti una società ancora sana, sebbene minacciata dall’avanzare della secolarizzazione e quindi del nichilismo.
In Iran la famiglia ancora regge, nonostante un’emancipazione femminile senza pari per il mondo islamico (il 60% degli isciritti all’università di Tehran è composto da giovani donne).
L’Iran è una società ancora giovane, non decrepita come la nostra, anche se è anch'essa scesa a 1,9-2 figli per coppia (In Italia siamo all’1,2). Non necessita di immigrati.
In Iran esiste ancora una forte componente contadina che controbilancia saggiamente le spinte modernizzanti e secolarizzanti delle grandi città.
L’aborto è proibito. La pornografia è combattuta, anche se l’internet americano le apre continui spiragli.
Non vi è nessuno spazio pubblico per le devianze sessuali promosse dalla plutocrazia occidentale. Non vi si tengono degradanti carnasciali omoerotici finanziati dal grande capitale.
Non vi posto per la propaganda ideologica contro il “patriarcato”, non vi è l'onnipresente, da noi, demonizzazione del maschio adulto sessualmente normale. Non ha spazio il transessualismo. Né esiste il cancro americanista del politicamente corretto.
L’Iran non ha avuto, per sua fortuna, la società opulenta, Woodstock, il consumismo di massa, la droga onnipresente, i figli dei fori, il sistema orgiastico mercantile, il Sessantotto pensiero. Nessun “vietato vietare” e “godere senza ostacoli”.
In Iran non si fabbricano e vendono bambini, non si affittano uteri.
L’Iran non è ancora diventata quell’immenso centro commerciale distruttivo di ogni credenza che è il destino di ogni popolo che ha la sventura di finire nell’orbita dell’impero anglofono. Un mondo dove nulla ha più valore, ma tutto ha un prezzo. Perché vi comanda solo il denaro.
E’ una società ancora sana, sebbene non più sanissima, in cui le strutture antropologiche non si discostano ancora troppo dalla legge naturale. In cui vige ancora un senso comunitario che limita l’arbitrio della monade individuale.
Sono queste strutture antropologiche e la mentalità che esse generano che permettono all’Iran di resistere in modo così spettacolare , persino eroico, alla violenza bruta, ultratecnologica del luciferismo anglo-talmudico.
E’ normale che un uomo oscurato spiritualmente come Donald Trump abbia del tutto sottovalutato la capacità iraniana di resistenza, spinta spesso fino all’eroismo. Così si è fatto trascinare dal suo padrone Netanyahu in un’avventura criminale dalla quale non sa più come uscire. Credeva che L’Iran sarebbe crollato presto sotto i bombardamenti a tappeto, dopo l’eliminazione (peraltro terroristica, senza precedenti) di Khamenei e di buona parte della sua classe dirigente. Credeva che gli iraniani gli avrebbero implorato la fine delle ostilità. Per ora ha fatto molto male i suoi calcoli.
Infatti per Trump, che ha scritto persino in faccia il suo violento materialismo integrale, non esiste nulla che possa contrapporsi alla brutalità della ricchezza e della tecnica. Nella sua visione volgare, meschina e ristretta, nulla trascende la forza bruta della materia. L’Iran gli sta dimostrando quanto si sbaglia.
L’odio del luciferismo sovversivo e plutocratico occidentale per l’Iran non è dovuto alla sua religione o alla presunta brutalità del suo regime. E’ dovuta invece al suo posizionamento geopolitico (per un mondo multipolare, non più unipolare ) e almeno altrettanto alla tenace resistenza delle sue strutture antropologiche alla corrosione del nichilismo.
