Quando un furgone colpisce un gay pride...
di Antonio Catalano - 31/07/2026

Fonte: Antonio Catalano
L’idea di poter stabilire una connessione col mondo islamico sulla base di un presunto nemico comune è letteralmente saltata in aria a Berlino qualche giorno fa, quando un furgone piombava sulla folla del gaypride provocando una vittima e 29 feriti. Si tratta anche qui di uno spostato al quale dà di volta il cervello? Questo ennesimo attentato imbarazza e spaesa quelle anime candide che pensano che si possa stabilire un’alleanza con quel mondo fortemente radicato nella tradizione e nella religione, mondo per il quale la sodomia – per non parlare del transessualismo – rappresenta una intollerabile blasfemia. Ma il mondo woke non si rende conto che qui può permettersi di sfilare allegramente nelle strade grazie a un sistema che concede queste libertà perché queste favoriscono il capovolgimento dell’ordine naturale delle cose grazie al quale contribuire decisamente a infiacchire e a rendere malleabili i popoli. Non si capirebbe altrimenti perché l’Unione europea pretenda dalle nazioni che vogliono entrarvi la legittimazione delle sfilate arcobaleno. Con il mondo woke, e tutta la degenerata quanto dogmatica sinistra, a considerare grande avanzamento di progresso il cambio di sesso dei bimbi (vedi le linee guida della Società italiana dei Pediatri – Sip), il definire l’identità sessuale come costrutto sociale e tutte le altre amenità delle farneticazioni contro-natura. Questo mondo folle, che cresce nel ventre della bestia morente della fu civiltà europea, ritiene quindi che in nome del superamento degli stati-nazione e dell’abbattimento di un’inesistente società patriarcale si possano stabilire dei raccordi con quella immigrazione, specialmente islamica, presente in grandi numeri nelle nostre società europee. Ma questa follia che è penetrata nelle varie articolazioni del potere istituzionale universitario, accademico, scolastico (diventata pane quotidiano, vedi carriera alias e tutto il resto), clericale, dello spettacolo eccetera non capisce manco pò cazzo che titillare il mondo islamico per contare di più contro il “pericolo delle destre che avanzano” non fa i conti con la ritrosia naturale che questo mondo esprime nei confronti delle bizzarrie arcobaleno. Un certo islamismo può far finta di accettare le lusinghe di questa sinistra debosciata al solo fine di poter rafforzare la propria presenza, contare di più. Sinistra che però non mette in conto che tra le pieghe di questo mondo fortemente attaccato alla propria identità, alla propria tradizione culturale e religiosa possano qui e là emergere schegge “impazzite” che sfogano la propria rabbia esplodendola per le strade contro inermi cittadini o, come nel caso in questione, contro un gaypride. Non sono tra quelli che oggi si sperticano contro gli islamici ritenuti una minaccia (come una certa destra, ma non solo, fa). Penso piuttosto che l’islamismo “radicale” sia stato coltivato negli ultimi 25 anni dai poteri globalisti innanzitutto per scompaginare assetti statuali ritenuti incompatibili con le proprie visioni geopolitiche: Iraq, Libia, Egitto, Siria, Libano… Ora, niente di strano che si possa continuare a usare i “radicalizzati” per destabilizzare direttamente il nostro mondo, alimentando così una guerra di tutti contro tutti. In un mondo già abbastanza incasinato dove il woke destruttura, la sinistra destruttura… perché non fare in modo che anche una certa immigrazione lo faccia? E perché non capire che l’immigrazionismo è una delle più forti e potenti arme utilizzate dal potere in fase di riarmo perché i popoli siano talmente confusi e frastornati da non individuare il vero nemico da inquadrare nel mirino?
