Teheran non cederà
di Vali Nasr - 07/04/2026

Fonte: Farian Sabahi
Iran, l’analista Vali Nasr: “Più raid Usa porteranno solo più problemi. E Teheran non cederà”
“Israele cerca il collasso del Paese, il Golfo ormai diffidente con gli Usa”
a cura di Farian Sabahi
“Il premier israeliano Netanyahu vuole il collasso dell’Iran. Per questo motivo ha dato ordine di bombardare le infrastrutture energetiche iraniane, causando danni all’Iran ma anche al sistema globale. In questo contesto, la leadership di Teheran non si arrenderà, perché ritiene che il tempo sia dalla propria parte: un conflitto prolungato potrebbe rafforzare il nazionalismo degli iraniani e, al tempo stesso, per Israele e per gli Stati Uniti sarà più difficile difendersi dai missili iraniani perché stanno finendo le scorte di intercettori”, afferma Vali Nasr, docente di Affari internazionali presso la School of Advanced International Studies della Johns Hopkins University. Già consulente del Dipartimento di Stato statunitense, è nato a Teheran e la sua famiglia aveva dovuto scegliere l’esilio durante la rivoluzione del 1979¹.
Perché l’Iran rifiuta il cessate il fuoco?
L’Iran non vuole ritrovarsi nella situazione precedente il conflitto, ovvero in un contesto di pressione statunitense e israeliana, con la popolazione arrabbiata. Detto questo, potrebbe essere aperto a un accordo sul nucleare, ma non sui missili e sul controllo dello Stretto di Hormuz.
Chi comanda oggi a Teheran?
Una nuova generazione, con visioni diverse sulla sicurezza nazionale. Si tratta di militari che non hanno ottenuto i gradi sul campo, durante la guerra Iran-Iraq degli anni Ottanta, ma hanno combattuto contro gli Stati Uniti e contro l’Isis in Siria e in Iraq. Il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, è molto vicino a questa nuova leadership di pasdaran. È stato vicino al padre per trent’anni, ed essendo lui stesso un veterano e un membro del clero, conosce i meccanismi di potere. Inoltre, tutta la sua famiglia, anche sua moglie e i figli, sono morti durante il bombardamento del 28 febbraio e questo gli dà un carisma particolare.
Migliaia di morti, centinaia di migliaia di edifici distrutti, milioni di sfollati. L’Iran resiste, ma paga un prezzo molto alto…
Non si tratta di fare il conto delle munizioni, ma di ragionare su chi ha la soglia del dolore più alta. Gli iraniani sono in grado di resistere a lungo, anche perché i danni, anche ai siti culturali, sono tali che la popolazione adesso ce l’ha con Israele e con gli Usa. Il dissenso riprenderà a farsi sentire quando la polvere della guerra si sarà depositata. Per la leadership di Teheran questo è l’ultimo conflitto, nel senso che vogliono far passare a Israele e agli Usa la voglia di attaccare. Vogliono un accordo di revoca delle sanzioni e anche il ritiro di Israele dal Libano.
Pezeshkian ha proposto diverse modalità per porre fine al conflitto, tra cui la riparazione dei danni di guerra e garanzie contro future aggressioni…
Gli iraniani sono fiduciosi che alcune delle loro richieste saranno soddisfatte. Trump dovrà rendersi conto di avere iniziato una guerra che non gli ha dato quello che si aspettava e dovrà trovare una via di uscita. È in un vicolo cieco, non ha una soluzione alla stretta che la guerra impone ai mercati globali. Intensificare la guerra peggiora il problema.
Dopo la guerra, quali saranno le priorità del Golfo? L’Arabia Saudita potrà normalizzare i rapporti con Israele?
La guerra ha ulteriormente acuito la rabbia saudita nei confronti del governo di estrema destra di Netanyahu. In generale il conflitto ha rimodellato l’architettura della sicurezza del Golfo. I Paesi che si affacciano sulla sponda sud stanno ripensando la loro alleanza con gli Usa perché non solo non li protegge, ma li ha esposti agli attacchi iraniani. E la leadership iraniana si augura che le basi Usa vengano rimosse.
Iran, l’analista Vali Nasr: “Più raid Usa porteranno solo più problemi. E Teheran non cederà”
