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Tra i morti eccellenti lasciati sul campo da questa guerra

di Filippo Bovo - 26/03/2026

Tra i morti eccellenti lasciati sul campo da questa guerra

Fonte: Filippo Bovo

Tra i morti eccellenti lasciati sul campo da questa guerra, se ne possono annoverare già alcuni:
Il Board of Peace, già nato deforme e con poche speranze di poter sopravvivere, malgrado le enfatiche promesse dei suoi "medici". E' ormai ora di prendere atto del suo decesso, e staccare la spina. Sennò è proprio accanimento terapeutico, cattiveria gratuita.
L'alleanza tra Stati Uniti e paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG): l'ultima novità è quella del Qatar che si dissocia dalla guerra, opponendosi ad un'escalation come invece desiderato da Washington (e Tel Aviv: ché uno è il braccio e l'altro la mente). Solo poche ore prima, vi era stata la smentita del governo saudita all'ennesima fake news di un giornale americano, The New York Times, che attribuiva a Mohammed Bin Salman d'aver esercitato pressioni su Trump per non desistere dalla guerra contro l'Iran e colpire ancor più duro. In precedenza anche altri articoli fasulli, a riprova della guerra disinformativa portata avanti dai mass media dell'anglosfera contro i paesi del Golfo, erano stati parimenti smentiti: ad esempio un editoriale del Washington Post che, nei primi giorni della guerra, sempre a MBS attribuiva d'aver premuto su Trump per avviare la guerra contro l'Iran. Negli USA, si capisce, c'è un'amministrazione con un presidente e altri figuri che non hanno le palle per prendersi le loro responsabilità, e giustamente questi sono i risultati: poi si lamentano se vengono ripresi come scolaretti bugiardi.
L'IMEC: il progetto dell'India-MiddleEast-Europe Economic Corridor era nato per sostituire la BRI nei transiti commerciali tra Oriente ed Occidente, attraversando India, EAU, Arabia Saudita, Israele, fino al Vecchio Continente e da lì anche il Nord America. Ovviamente non se ne parla più, non soltanto perché i paesi del CCG non appaiono più tanto entusiasti come un tempo di certi vecchi rapporti politici, ma anche perché attraversare uno Stretto di Hormuz che non si sa come liberare se non inginocchiandosi davanti a Teheran risulta un po' utopico. Prendere Kharg o altre isole nello Stretto d Hormuz, con cinque o seimila tra Marines e marinai dell'US Navy è roba da film di Hollywood, ma nella realtà sarebbe come dare dei pollastri alla macelleria dell'Amadori. E saltano pure tanti altri tasselli che all'IMEC si collegavano: l'amica Maria Morigi, che questo tema ha molto a cuore, e a cui con dati "afro-mediorientali" ho dato una mano per un certo suo progettino al riguardo, ben sa.
Ci sono infine anche dei gravi malati che, più la cosa peggiora e si dilunga, più rischiano seriamente di non passare la notte. Si pensi all'indipendenza, o meglio ai sogni indipendentisti di Taiwan, o alla sua industria dei semiconduttori, che fin qui ha coperto il 90% del mercato ma che col blocco dell'export di elio dal Qatar rischia di fermarsi. Un bel problemino anche per gli USA che, sul possesso di queste industrie dell'Isola, e sulla sua indipendenza, affidano un bel lotto della loro "guerra strategica" contro Pechino. Ma oggi gli USA non possono più difendere un alleato lontano, oltre che privo di riconoscimento internazionale, a cui il blocco delle forniture dal Medio Oriente toglie anche petrolio, gas ed elio essenziali per la sua sopravvivenza economica e civile.
Ancor meno gli USA possono pensare di difendere un loro alleato come Taipei con una difesa sul fianco del Pacifico sguarnita per sostentare il conflitto in Medio Oriente, che oltretutto stanno vistosamente perdendo davanti agli occhi di tutto il mondo. Così, se Taiwan appare oggi un malato grave, il prestigio di superpotenza ed ancor più d'invincibilità degli USA, e non solo agli occhi della Cina, risulta addirittura morto e sepolto. Davanti alla Russia, idem, e così via. Impossibile, utopico, pensare un indomani di poter fare davvero la guerra alla Cina se già con l'Iran ci si ritrova, come quel famoso Don Falcuccio, con una mano davanti e una dietro. Giusto nei film di Hollywood si può pensare a qualcosa del genere, ma non è coi film che si vincono le guerre: l'avevamo già detto. La realtà, purtroppo per certi sognatori, è sempre un'altra cosa.