Trump è un genio della sconfitta: l’Iran sarà fatale agli Usa
di Pino Arlacchi - 26/03/2026

Fonte: Pino Arlacchi
La dichiarazione di Trump di aver intrapreso un negoziato con l’Iran per “una risoluzione completa e totale delle ostilità”, smentita subito come fake news dall’Iran e rivolta a calmare i mercati, esprime lo stato di semi-infermità mentale del presidente Usa. Ma veicola anche un avvertimento lanciato a Trump da una forza di gran lunga più potente di lui: lo smart money che muove Wall Street e che inizia a fiutare il disastro dell’ennesima guerra americana in Medioriente.
L’avvertimento è penetrato nei distorti processi mentali del presidente, costringendolo a una retromarcia che ha sconcertato anche gli osservatori più indulgenti delle sue cazzate. È chiaro che Trump è entrato in una zona ad alto rischio rispetto ai poteri che lo hanno finora favorito o tollerato, ed è secondario domandarsi quanto egli sia consapevole di ciò. La sua sorte è segnata. Ormai non ci sono solo in gioco le forze nemiche, “calde”, che fanno capo all’Iran in modo diretto, e al duo Cina-Russia sullo sfondo.
Con la distruzione delle basi militari Usa e degli impianti petroliferi del Golfo, e soprattutto con il blocco di Hormuz, sono entrate in campo forze di portata colossale, “fredde”, sobrie, mentalmente stabili. Tutte più forti di Trump e qualcuna più forte degli Usa stessi. Gli Stati del Golfo padroni del petrodollaro sono furiosi per non esser stati protetti dal costoso scudo militare dello Zio Sam e si preparano ad abbandonare la valuta americana. I ras della finanza mondiale attribuiscono a Trump e alla sua guerra la destabilizzazione petrolifera in corso e la recessione globale che si profila all’orizzonte.
Lo “Stato profondo” che regge le sorti dell’America –il complesso militare-industriale, le agenzie della sicurezza e dell’intelligence – complice di Trump nel conflitto e responsabile del fatale errore di calcolo sulla capacità offensiva dell’Iran, sta scaricando sulla Casa Bianca l’umiliazione della sconfitta. Qualunque exit strategy venga escogitata, ammesso ce ne sia una, Trump ne uscirà sconfitto. Schiacciato dalla logica e dalla forza dei processi che la sua hubrys ha messo in moto.
