Woke: contrordine compagni
di Antonio Catalano - 22/08/2026

Fonte: Antonio Catalano
WOKE
DOPO AVER DEVASTATO CORPI E ANIME ORA DICONO CHE BISOGNA PASSARE ALLE COSE SERIE
Il woke nasce negli Usa e qui se ne annuncia la morte. Anche se ancora, purtroppo, continua a mietere vittime. E da noi, nel campo progressista, quello che ha impugnato il testimone woke con encomiabile dedizione, inizia la gara per intestarsi il titolo di “basta col woke!”.
E chi poteva prima di tutti avere un simile “coraggio”? Indovinate un po’? Chi altri se non lo stesso che mostrava soddisfatto davanti agli obiettivi il cartello “Decreto sicurezza” insieme a Salvini tranne poi il giorno dopo, annusata l’aria, con la stessa disinvoltura, rinnegare il cartello insieme al suo compagno di governo?
Che non potesse durare a lungo un’ideologia nata sul presupposto del rovesciamento del rapporto di realtà era da prevedere e mettere nel conto. Mettersi contro la natura, volersi sostituire ad essa, essere infastiditi dalle sue “volgari” espressioni al punto di pretendere di poterla rovesciare e che ciò significasse essere svegli (woke) è una colpa così grave che non si può chiudere la faccenda con un forse sì, è vero, abbiamo esagerato un po’, non è che fosse tutto sbagliato, comunque ora torniamo al mondo reale, alle radici materiali delle diseguaglianze…
Senza pagare pegno? Senza espiare la colpa?
Gli antichi greci avevano elaborato miti in cui il presuntuoso, il superbo di turno, colui che addirittura osava sfidare gli Dei, violare i limiti (metron) da essi imposti (ovvero, le leggi della Natura), non poteva passarla liscia, chiedere scusa e oplà altro giro di giostra. Andava punito, eccome se andava punito!
Prometeo, Tantalo subiscono pene atroci per espiare la superbia (Hybris) di provare a sfidare l’ordine divino (naturale). Prometeo, che ha rubato il fuoco agli Dei per donarlo ai mortali, è incatenato a una roccia di un monte ed ogni giorno un uccello rapace gli mangia il fegato, che poi durante la notte si rigenera perché il supplizio possa durare in eterno. Tantalo, che ha tradito la fiducia degli Dei svelando i segreti dell’Olimpo, è invece condannato a fame e sete eterne, immerso fino al mento in un lago dove l’acqua si ritira quando lui cerca di bere e sopra la sua testa rami carichi di frutta si sollevano al vento appena lui prova a coglierli. Per non parlare di Icaro, il quale pretende di volare con le sue ali di cera troppo vicino al sole e queste si sciolgono e precipita in mare.
Chiara la potenza di questi miti, che oggi neanche più sono citati nelle nostre scuole? Non si deve neanche pensare di poter impunemente trasgredire i limiti naturali. E chi lo fa pagherà in eterno.
I nostri wokisti ora cominciano ad ammettere di aver esagerato un po’, come se non avessero la colpa di aver contribuito con le loro “narrazioni” a devastare corpi e anime. Come quei corpi straziati da interventi chirurgici che amputano gli organi genitali (maschili e femminili) dopo una “transizione di genere” di chi indotto a ritenersi a disagio nel proprio corpo “sbagliato”. O come le anime di quei bambini costretti a subire favole a rovescio dalle orrende drag queen, il tutto contrabbandato come educazione all’affettività.
No, non devono passarla liscia!
