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Dichiarazione di Massimo Fini sulla TAV in Val Susa

di Massimo Fini - 18/12/2005

Fonte: Massimo Fini


 
MOVIMENTOZERO - LA TAV - LA VAL SUSA
Non siamo ancora operativi, ma siamo idealmente vicini alla gente della Val Susa, non tanto per questioni ecologiche, ma perchè riteniamo che sia arrivato il momento in cui le persone abbiano il diritto di decidere il loro destino.

Massimo aggiunge...
Capisco le tue preoccupazioni, ma Movimento Zero è proprio per un ritorno alle piccole dimensioni, alle piccole comunità, più coese e più umane. E' vero come tu dici che la frantumazione può favorire i grandi potentati economici, nazionali e sovra-nazionali, ma poichè lo stato italiano come tutti gli altri stati industrializzati è complice e protagonista della globalizzazione non è un argine nè una difesa contro questi stessi potentati. In ogni caso è un rischio che bisogna correre. Vedi bene che tutti questi potentati con i loro giornali sono schierati contro la gente della Val di Susa, poco importa che la sinistra che il progetto TAV lo ha approvato cerchi ora di strumentalizzare la situazione. La rivolta della Valle che vede uniti sindaci, parroci, operai pensionati, impiegati, ragazzi, casalinghe, donne che lavorano, vale a dire l'intera popolazione della valle, è una rivolta contro lo strapotere delle oligarchie politiche, siano esse di destra o di sinistra. E' una rivolta che và oltre la destra e oltre la sinistra, perchè non ci interessano opere che ci colleghino ad alta velocità con questo o con quello, per arricchire astrattamente il Paese ma impoverire concretamente la gente che ci vive, come è avvenuto di fatto in questi ultimi 40 anni. Ci interessa una vita più semplice, più solidale più umana che rispetti le nostre radici. le nostre tradizioni e il nostro habitat. La rivolta della Val di Susa che si sta estendendo anche altrove è una tipica rivolta da MOVIMENTO ZERO e spiega anche l'ultimo punto del Manifesto che inquieta qualcuno dei nostri blogghisti. Bisogna essere consapevoli che ciò che sta per cominciare non è una festa da ballo.
massimo fini