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Cambio di regime negli Stati Uniti: Rubio Vs Vance

di Vincenzo Costa - 02/03/2026

Cambio di regime negli Stati Uniti: Rubio Vs Vance

Fonte: Vincenzo Costa

Non si possono fare analisi troppo lunghe, che del resto restano ipotetiche. Ma è chiaro che c'è un conflitto enorme nell'amministrazione Trump. Da una parte Lindsey Graham, Hegseth e Rubio, che hanno spinto per l’intervento contro l’Iran, dall’altro J.D. Vance, al momento sconfitto e defilato. 
Rubio crede di essere intelligente senza esserlo, e Hegseth è un povero esaltato, che il pentagono vede come uno sconsiderato e da cui prende continuamente le distanze, anche smentendo le cose che dice e resistendo alle sue spinte avventuristische. 
Rubio ha bruciato la credibilità degli USA, crede di prendere in giro un Lavrov e non capisce che ha perso il treno. Ogni negoziato tra Russia e USA che passasse per Rubio i russi lo considererebbero un gioco senza senso. Le dichiarazioni di Lavrov nelle settimane passate avevano un senso molto chiaro: Rubio non è credibile e affidabile, ogni accordo fatto con lui sappiamo che non vale niente e quindi anche se lo si fa e come se non esistesse.
Rubio è politicamente morto: ha perso ciò che permette di fare diplomazia. 
Anche se sta li significa solo che gli stati uniti hanno rinunciato alla diplomazia. Del resto, non puoi prendere un poveretto e farlo ministro degli esteri, e noi italiani con Di Maio lo sappiamo bene. Rubio è il Di Maio americano.
Ma è con la crisi iraniana che Rubio e compagni perderà ogni radicamento e supporto. Se la guerra continua e non si chiude in fretta gli USA si saranno impantanati in una guerra impossibile da sostenere economicamente. E che la guerra si possa chiudere in fretta è assai improbabile.
L’Iran ha smentito le parole di Trump secondo cui i negoziati sarebbero ripresi: hanno chiarito che si è scelto la guerra e ora la si continua. Gli iraniani andranno sino in fondo, questa volta non scherzano. Il disegno è chiaro: senza colpi teatrali si punta a una guerra lunga, di logoramento, senza alzare il livello dello scontro ma rispondendo al suo innalzamento. 
Questo ha un prezzo. L’Iran lo sta già pagando, Teheran è martoriata dalle bombe, ma non cederà, non accetterà un facile “cessate il fuoco” per permettere di ricaricare le batterie a USA e Israele. Cucinerà USA e Israele come polli. E se lo fa deve sapere il fatto suo. la Cina non interverrà militarmente, non può farlo perché non ha capacità di proiezione strategica in un posto così lontano, non avrebbe catene di approvvigionamento, non avrebbe portaerei. Sarebbe esposto alle forze USA che, nel mediterraneo, hanno molte basi. Ma forniranno molto supporto militare. Di che dimensioni e qualità sarà, se questo basterà o meno lo sapremo solo vivendo
Ma l'Iran non cederà, cerchera' di cronicizzare la guerra, usera' le armi che ha per mettere in ginocchio forze troppo potenti. ma continuerà a combattere sino alla fine.
La condizione perché la guerra cessi è un cambio di regime in USA e in Israele. 
Negli USA la sostituzione, che sposterebbe la politica estera trumpiana e la riporterebbe alle promesse fatte in campagna elettorale, non può che vedere J.D. Vance come protagonista. 
Vance si è tenuto e si sta tenendo alla larga da quella che è, sotto ogni punto di vista, una follia di persone spostate, ed è l’unico che può ridare un poco di credibilità internazionale all’amministrazione attuale. Tra spocchia, rimandi a “Il Padrino”, promesse che svaniscono, parola data e non mantenuta, guerre che iniziano mentre si negozia, messaggi tra capi di stato resi pubblici, questa amministrazione non ha più alcuna credibilità, né all’interno né all’estero. 
Tutti la assecondano come si asseconda uno squilibrato, imprevedibile e armato. Ma nessuno pensa che si possa fare accordi con questi matti, intendo accordi strategici. Il vero isolato nello scacchiere internazionale è Trump oramai, che viene assecondato come un matto, ma senza che nessuno si fidi.
Anche i tradizionali alleati arabi capiscono oramai che ospitare basi americani non significa avere un ombrello che protegge, ma essere un parafulmine che attira le inevitabili ritorsioni di sconsiderate aggressioni statunitensi.
Il sostegno a questa impresa folle contro l’Iran diminuirà di giorno in giorno negli USA. L’unica possibilità di questa amministrazione è Vance.
Molto dipende da come questi giocherà le sue carte. Il pericolo è che si presti a negoziare con Rubio, con Lindsey Graham, con Hegseth. In questo caso segnerebbe la sua fine politica e la politica statunitense precipiterebbe. La sola possibilità per gli usa di uscire dal pantano e riprendere un ruolo internazionale è un’affermazione di Vance CONTRO Rubio, Hegseth e Graham. 
Senza svolta nella gestione della politica esterna questa amministrazione USA va verso il disastro, interno e esterno. Purtroppo il prezzo lo pagheremo anche noi, e molto presto.
PS. Questo è un post di analisi strutturale non di valutazione politico-morale.