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Appare ormai evidente che abbiano sottovalutatato gli iraniani

di Daniele Perra - 02/03/2026

Appare ormai evidente che abbiano sottovalutatato gli iraniani

Fonte: Daniele Perra

Al momento (e sottolineo "al momento") la strategia di decapitazione dei vertigini della Repubblica Islamica dell'Iran non sembra aver sortito gli effetti sperati per il binomio USA-ISRAELE (o "Lega Epstein" se preferite). Come detto in altre occasioni, quelle della RI sono istituzioni forti e ben salde, così come i suoi apparati di sicurezza. Nonostante qualcuno parli di "regime marcescente", inoltre,  il popolo dell'Iran non sembra affatto disposto a cadere nel tranello che poi è alla base dell'operazione "Epic Fury" (o "Epstein Fury", sempre se preferite): scatenare un sommovimento interno per favorire un "cambio di regime". Operazione tentata in passato anche dal MeK, in prossimità della fine del conflitto Iran-Iraq, con esiti disastrosi. Di certo, bombardare scuole e ospedali non aiuta. Va da sé che, a questo scopo, la campagna di assassinii mirati sta colpendo pure esponenti nazionalisti o "di sinistra" non in linea con le istituzioni islamiche ma comunque ostili verso USA-ISRAELE. L'obiettivo è quello di spianare la strada ad un governo fantoccio di suddetto binomio in tutto e per tutto.
Appare ormai evidente che gli stessi abbiano sottovalutato le capacità di risposta iraniane e la stessa volontà popolare (errore in cui è incappata pure la Russia in Ucraina nel 2022). Inoltre, il fatto che gli Stati Uniti stiano prediligendo la difesa di Israele rispetto a quella degli "alleati" arabi non avrà di certo strascichi positivi nelle rispettive relazioni, con il progetto (ad oggi "geoeconomico" e non ancora territoriale) di una "Grande Israele" come polo di riferimento regionale per la difesa dell'egemonia petrolifera del dollaro a grave rischio. Si badi bene che questi Stati sono in larga parte società per azioni: non sono Nazioni. In Bahrein, ad esempio, ad una popolazione in larga parte sciita, fa da contraltare un sistema monarchico sunnita che, ne 2011, nel silenzio di USA e Occidente, ha represso nel sangue le proteste antigovernative con l'aiuto dei blindati sauditi (motivo dell'esultanza dei suoi cittadini quando sono state colpite le basi USA). Gli Emirati Arabi Uniti sono solo un hub finanziario-commerciale ("patria" di evasori fiscali d'ogni sorta) che dallo Yemen, al Sudan, fino alla Somalia, ha fatto negli ultimi anni danni inenarrabili.
Detto ciò, molto difficile che i soli attacchi aerei possano portare al cambio di regime in Iran. Un'operazione di terra credo sia fuori discussione; sarebbe letteralmente la fine per Trump. Dunque, potremmo attenderci o una campagna di bombardamenti prolungata (stile ex-Jugoslavia), oppure qualche goffo tentativo diplomatico degli USA almeno per smarcarsi dal conflitto attivo, scaricandone le spese sugli altri (Europa inclusa).