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Olimpiadi Torino 2006 - Un monte di soldi

di Stefano Bertone - Luca Degiorgis* - 25/02/2006

Fonte: Il Manifesto

 

 
Sestuplicare i costi negli appalti pubblici è impresa non da poco, ma i timonieri di Torino 2006 ci sono riusciti. Dal 1998 la bolletta olimpica è cresciuta sino a raggiungere gli attuali 3 miliardi di euro - e cioè 50 euro per ogni abitante d'Italia bimbi compresi - e non considera il prezzo pagato sempre dalla collettività, ma non immediatamente monetizzabile, per i danni ambientali, la perdita di biodiversità, la deturpazione del paesaggio. O, ancora, la minore attrattiva turistica di un luogo come Pragelato, ora con cinque piste di calcestruzzo al posto di un bosco secolare. Rientra invece nel conto il fallimento del Toroc, il comitato organizzatore, che doveva mantenersi esclusivamente con fondi privati ma registra un buco di circa 250 milioni di euro, come ha riconosciuto l'assessore comunale «alle olimpiadi» sulle colonne di La Stampa.

E' il settore pubblico che ripiana questo deficit. Ma, a causa di un'inopportuna indagine della magistratura penale e dell'attenzione della Commissione Europea sugli aiuti di stato, lo fa attingendo alla migliore fantasia italiana. Così queste ulteriori finanze pubbliche vengono canalizzate a Torino dal Comune (che accetta di accollarsi parte del debito in virtù del contratto con il C.I.O. firmato nel 1999) e dagli altri enti. Ma non è finita: la Legge 43/05 ha disposto il subingresso in attività che spettavano originariamente a Toroc da parte di Italiaevolution, controllata da Sviluppo Italia (capitale 100% pubblico); a ciò si sono aggiunti un'opportuna edizione del Gratta e Vinci e cospicui fondi del Cipe.
Sempre in maniera indiretta e forse ancor meno trasparenti, operano altre alchimie finanziarie. Emblematico il caso delle Paraolimpiadi: l'organizzazione delle gare degli atleti con disabilità spettava per statuto al Toroc. E quando a luglio del 2005 le condizioni finanziarie di quest'ultimo non permettono più di farvi fronte, si crea un nuovo Comitato paraolimpico, composto da Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino. Costo totale: 56,4 milioni di euro, 27 dei quali vengono da Sviluppo Italia e gli altri, come dice Vaciago, direttore generale Toroc «..stornati dal bilancio del Toroc attraverso la firma di un' altra convenzione». A leggere una delibera del Consiglio Comunale di Torino sembrerebbe che ci sia stata l'«acquisizione dal TOROC del ramo di azienda delle Paraolimpiadi». Il nuovo Comitato ha acquistato da Toroc la gestione, anch'essa sicuramente in perdita, delle Paraolimpiadi? Sarà stata imputata come cessione e quindi addirittura compresa tra gli attivi del bilancio? Vedremo. Di certo lo studio del documento contabile si preannuncia interessante. Per esempio potrà spiegare i 19 milioni di euro che il Comune di Torino ha accettato di versare a Toroc la settimana scorsa per «criticità di cassa» degli organizzatori. E che siano soldi ulteriori oppure già messi a bilancio in precedenza poco cambia nella sostanza: perché Toroc ha ricevuto in gran quantità sussidi di stato e finanziamenti pubblici, e ciò richiede un serio approfondimento sulla sua vita operativa degli ultimi 6 anni, gestita in modalità chiaramente privatistica.


*autori del Libro nero sulle Olimpiadi 2006