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Laicità o Laicismo?

di Franco Cardini - 14/04/2006

Fonte: associazioneasia.it

http://www.associazioneasia.it/

Dialogo interculturale e religioso tra Islam e Cristinanità


Che significa Dio? Che significa Laicità? Che significa democrazia? Quali sono i valori condivisi di una moderna democrazia? Cosa faccio se un mio studente mi chiede di togliere il crocifisso dalla parete?

Franco Cardini, professore ordinario di Storia Medievale presso l'Università di Firenze e protagonista delle prossime Vacances de l'Esprit  a Soprabolzano (BZ) dall' 8 al 15 luglio 2006 sul tema: "Cos’è Europa cos’è Islam", tenta di rispondere a queste e altre urgenti domande, portandoci a riflettere sulla società occidentale, sul nostro atteggiamento, spesso caratterizzato da superficialità e scarso senso storico nei confronti del mondo islamico e su cosa possa significare oggi essere cattolico.
Un interessante intervento che risulta attualissimo alla luce della pubblicazione, da parte di un giornale danese, delle famose vignette satiriche sul Profeta Maometto e delle conseguenti proteste in tutto il mondo islamico. Cardini mette in luce come, ad esempio, quando chiediamo all'Islam una maggiore laicità, stiamo fraintendendo il significato storico che questa parola porta con sé.

Ma per chiarire meglio questo ed altri aspetti del variegato e complesso mondo del dialogo interreligioso, andiamo al contenuto dell'intervento conclusosi con una breve sessione di domande da parte del pubblico.

Invertento del prof. Franco Cardini sul tema  “Laicità o Laicismo?”
Coordina la serata il prof. Mario Trombino
Sala Consiliare del Municipio di Anzola dell’Emilia (BO)

Il prof. Cardini esordisce con una analisi sulla laicità, individuata come un complesso di atteggiamenti che parte dal principio che in uno stato moderno ci sono molti codici morali nei vari settori di cui esso è composto. Lo stato non difende nessun codice, ma piuttosto il diritto di sussistere di ogni codice. All’interno delle società organizzate democraticamente sono presenti gruppi eterogenei, con differenti valori. Anche se occorre ammettere che il nostro stato e il suo ordinamento democratico non sono perfetti non si può barare, alle elezioni decide il numero; tutti rispettano il risultato scaturito dalla volontà della maggioranza.
Tuttavia, chi è portatore di valori non negoziabili in quanto metafisici, basati su una fede, cosa fa? Fa barricate, terrorismo, resistenza o accetta ciò che la maggioranza decide?
Accetta il compromesso, cosa che il laico non ha necessità di fare.
Ma posso accettare che la maggioranza mi imponga di rifiutare, di rinunciare ai miei valori?
Un esempio è l’obiezione di coscienza, che funziona già nel mondo laico e potrebbe funzionare anche in questo caso.
Dette così, queste sembrano considerazioni lecite, ma immaginiamo un medico che fa la scelta personale di obiettare di fronte ad un aborto.
Noi siamo convinti che la nostra società riposa su un ampio insieme di valori condivisi e un insieme ristretto di valori che cambiano da gruppo a gruppo. Quando la rivoluzione francese ha proposto il trinomio: Libertà, uguaglianza e fratellanza, la terza parola si richiama alla parola di Cristo: Ama Dio con tutto il tuo corpo e il prossimo tuo come te stesso. Le altre due parole sono prive di sostanza. La libertà annulla l’uguaglianza e viceversa. I sistemi totalitari che hanno provato ad imporle entrambe hanno fallito. La democrazia è il continuo tentativo di mettere d’accordo libertà e uguaglianza.
Ci vuole una grande saggezza e un grande equilibrio per conciliare questi valori all'apparenza contraddittori.
Per continuare, il prof. Cardini introduce qualche valutazione di tipo storico: laicità è la mancanza di valori etici assoluti e la disponibilità ad accettare i valori altrui, ma rifiutando l’imposizione di valori assoluti, che schiacciano la libertà.
Il cristianesimo si è affermato come società organizzata, una separazione fra una minoranza privilegiata e responsabilizzata (Cleros: dal greco, corpo separato, che ha diritto di prendere una parte dell’offerta a Dio) e il popolo (Laos, popolo, da cui laico, che in greco non significa propriamente popolo, ma popolo organizzato, sinonimo di esercito, che intende difendere il territorio).
Nel corso del sedicesimo secolo c’è stata una ribellione a questo sistema, i protestanti hanno azzerato la differenza tra clero e popolo. E’ solo nel mondo cattolico, fa notare il prof. Cardini, che all’interno degli stati si sviluppa l’attrito tra laicismo e clericalismo, in quanto c’è un’organizzazione clericale, ecumenica.
Nel mondo protestante questo non succede. Non c’è il sacerdozio come corpo distinto, quindi le scelte sono scelte sociali e si traducono in valori individuali. Raramente avviene uno scontro con le istituzioni, perché dipendono dallo stato. Lo stesso accade nella chiesa ortodossa o nelle chiese non cattoliche (Copta egiziana, cattolica cinese e russo-ortodossa).
La democrazia in quel modo è limitata, in quanto, ad esempio, in Inghilterra un cattolico non può diventare Re di Inghilterra, in quanto il Re deve essere a capo del popolo ma anche della chiesa anglicana. Quindi, in linea di principio, è negato il principio di uguaglianza fra cittadini britannici cristiani. Ma, addirittura, fino a poco tempo fa i cattolici non avevano diritti, non avevano neanche la cittadinanza. Ma allora, se non c’è una suddivisione tra laicità e clero se non nel mondo cattolico, che significa che l’Islam deve diventare più laico di quello che è?
Forse bisogna capire meglio, quindi, ciò che si sta intendendo. Il Papa insiste sul fatto che il cattolicesimo all’interno degli stati moderni è una minoranza e, quindi, è auspicabile che rimanga la minoranza qualificata, il sale della terra. Perché nella società moderna ciò che non serve scompare.

L’intervento del prof. Cardini si conclude e si apre una sessione di domande.

Domanda: Se un mio studente mi chiede di togliere il crocifisso dall’aula, cosa faccio?
Cardini: La mia posizione è che, rispettando il diritto degli altri, una ragazzina che ha il collo e i capelli coperti ha tutto il diritto di farlo. Sulla stella di David tutti tacciono, perché essere tacciati di antisemitismo è scomodo. Il fatto è che difendere le libertà altrui è difficile; accade che un ragazzino porta una svastica, non infrange le leggi, ma sostiene la teoria delle razze e tu gli imponi di non portarla, facendone un neonazista scatenato.
Questi temi sono molto delicati. Comunque, a parte l’infibulazione, per cui non c’è altro da fare che proteggere la persona, negli altri casi occorre essere moderati. Se ci viene chiesto di togliere il crocifisso si può spiegare che non si tratta solo di un valore religioso, ma dietro c’è una storia (Il prof. Cardini spiega che, in molti casi, la via del dialogo è la migliore, ndr.). Se il nome di Dio è scritto in arabo anch’io mi inchino.

Domanda: cosa significa Dio?
Cardini: La religione parte dall’assunto che l’Universo abbia un ordine. Ci sono religioni mitiche e religioni storiche. Le prime danno un senso alla realtà con i miti. C’è bisogno del sacro ma non di Dio. Se questi miti vengono rappresentati e raffigurati, si stabilisce un rapporto con questi miti e quindi ci si avvicina ad essi. Diventano dei.
Il sacro nelle religioni mitiche non è né buono né cattivo, è una forza estranea a noi con la quale noi ci rapportiamo. Dio non è necessario, Dio è invece associato alle forze e ai fenomeni della natura.
Dio è una forza luminosa che crea e domina le cose. Gli dei delle religioni indiane possono essere costretti dai sacerdoti a fare qualcosa mediante l’offerta sacrificale.
Invece il Dio creatore è il padrone delle cose. Tant’è vero che nell’Islam non c’è il concetto di natura e neanche di miracolo (Non esiste il concetto di miracolo in senso cattolico, in quanto pensare a Dio costretto a manifestarsi in uno specifico miracolo è limitante la sua onnipotenza, ndr.). Nella religione cristiana Dio fa le regole e le rispetta. Per un musulmano sarebbe una limitazione di Dio.

Il professor Cardini conclude dicendo che, aldilà di questa distinzione, l’eccezione Abramitica sta dominando il mondo; le altre religioni non hanno lo stesso peso storico.

Zola Predosa (BO), 1 febbraio 2006

A cura di Paolo Ferrante, Redazione Centro Studi ASIA