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Ed ecco gli androidi di Mr. Letta

di Ugo Gaudenzi - 29/04/2013

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L’obiettivo di Enrico Letta è quello di una “legislatura costituente”, con immediate misure “sociali” e “anticasta” come primo fumo negli occhi e quindi quelle “riforme” (mai una parola fu più abusata…) dirette – come un nuovo sistema elettorale, un senato delle regioni, delle limitazioni al numero degli enti e delle presenze nella politica generale - a rendere praticabile una permanenza al potere dell’attuale regime dei partiti infeudato all’euro e ai grandi poteri liberisti internazionali.
Con tanti saluti e baci alle richieste del M5Stelle relegate di volta in volta nei capitoli trascurabili sia della demagogia che dell’inutilità perché superate e quindi superflue.
Una grande riverniciata, insomma, all’apparato di potere, da spacciare come “nuovo di zecca” grazie al coinvolgimento, all’interno di un governo di giovani rampanti di partito che escluda esponenti Pd, Pdl e centristi già “bruciati” da sovraesposizioni passate, anche con il fine di tagliare gli artigli delle dissidenze interne ai partiti del centro-destra-sinistra.
Apparato di potere che, sotto la “romanella” (modo di dire romanesco che indica una riverniciatina lieve lieve di un oggetto in realtà e sostanzialmente rimasto vecchio), potrà salpare verso i porti dei Protettori (Fmi, Bce, Ue) grazie a tre o quattro esperti “timonieri” graditi a chi comanda sulla colonia-Italia. Tra questi androidi, naturalmente, a mo’ di capitano, anche il “vedroide” (dal nome del suo proprio “pensatoio”: “Vedrò”) Enrico Letta.
Insomma si prepara per l’Italia un’altra lunga nottata. Questo governo – o governissimo, o esecutivo di larghe intese, o di scopo, o del Presidente: chiamatelo come volete… - sarà di fatto una replica più “giovanile” degli esecutivi che dal 1992 a oggi hanno indirizzato il popolo italiano nell’atroce sudditanza alle politiche di tagli sociali e fiscali, alla disoccupazione, alla recessione.
Non a caso il Premier Nepote, Enrico Letta, è infeudato egli stesso, fin dai tempi dei suoi primi vagiti politici alla corte di Nino Andreatta, a quella linea monetarista, iperliberista, privatizzatrice, liberalizzatrice, eurocratica e suddita della finanza internazionale e dei suoi “club” decisionali (Bilderberg, Trilateral, Aspen) che ha ridotto la nostra nazione a una cavia dell’usura mondialista.
Un cartello di dominio che, oltre alle pratiche dell’aggressione finanziaria ed economica al pianeta intero, utilizza la Nato e l’Onu per le sue avventure destabilizzatrici contro i Paesi e i popoli non allineati (Serbia, Iraq, Afghanistan, Libia, Siria) e nel lungo assedio alle nazioni non “occidentaliste” né atlantiche: quelle latino-americane, la Russia, la Cina e il Sudafrica.
Ma passerà, la nottata, passerà.