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Report sul 9-11: un silenzio assordante

di Paolo Jormi Bianchi - 29/09/2006



Immaginate che una trasmissione di approfondimento giornalistico vada in onda in prima serata con uno speciale in cui si rivela, attraverso autorevoli testimonianze e documenti originali, che il referendum costituzionale del ‘46 è stato falsificato. Non ha vinto la Repubblica. L'Italia in realtà avrebbe dovuto rimanere una monarchia: un gruppo di magistrati, in collaborazione con settori deviati dell'arma dei carabinieri, hanno perpetrato i brogli elettorali più clamorosi della storia della democrazia occidentale.

Parlano alle telecamere, oramai canuti e avvizziti, decisi a liberarsi dell'ultimo peso prima di passare a miglior vita. Immaginate la frenesia nelle stanze del potere, già durante i titoli di coda. Immaginate i telefoni che squillano, i commessi e i portaborse che si affannano nei corridoi di Palazzo Madama e Montecitorio. La Repubblica è compromessa. Lo Stato vacilla. Il caos regna sovrano e fa da reggente ai Savoia, intanto che fanno le valige per tornare in patria.

Ora mettete da parte l'immaginazione e prendete un testo di Storia della Radio e della Televisione. La trasmissione che abbiamo immaginato insieme è andata in onda veramente, il 5 febbraio 1990. Quel giorno Giovanni Minoli ha realizzato lo scherzo del secolo, in una puntata di “Mixer” passata alla storia. ''I telespettatori devono essere a conoscenza del potere della Tv – disse Minoli all'epoca, a chi gli chiedeva il perché di quello scherzo - perché mantengano sempre il proprio spirito critico". Geniale. Un atto di guerriglia mediatica che Megachip non esiterebbe a promuovere, se ne avesse occasione. Purtroppo q uel Minoli non esiste più, ma questo è un altro discorso.

Il discorso da fare invece è che domenica scorsa è andata in onda, in prima serata, una trasmissione ancora più dirompente. “Report” di Milena Gabanelli ha mandato in onda un atto d'accusa contro l'amministrazione Bush, ricco di testimonianze e corredato di una valida documentazione. Morale della favola: 1- il rapporto ufficiale sugli attentati dell'11 settembre del 2001 è pieno di falsità; 2- non si può più dire con certezza se il motivo per cui sono state dichiarate due guerre e la ragione per cui è appena morto un soldato italiano in Afghanistan, dopo i 19 di Nassiriya in Iraq, sia quella che ci è stata fornita 5 anni fa.

Bum. Che succederà adesso? Accidenti, l'hanno vista 7 milioni di italiani 'sta roba... Ci saranno interrogazioni parlamentari, dichiarazioni a tutto spiano. È uno scherzo, come quello famoso di Minoli? No, dice che non è uno scherzo... Che farà D'Alema? Sono morti dei nostri ragazzi, qualcosa farà...

Silenzio di tomba.

Se al posto di Report fosse andato in onda il segnale orario avremmo avuto più articoli di giornale: ''Tutto il prime time di Raitre sprecato con il segnale orario?'' avrebbe chiesto un consigliere Rai, chiedendo la testa di qualcuno per lo spreco di spazi pubblicitari perpetrato.

Che democrazia è questa? Siamo tutti sotto tutela, e certe cose siamo ''incoraggiati'' a non prenderle in considerazione. Quando tutti i direttori di giornale ignorano un evento come quello di domenica sera, all'unisono e in modo coordinato, non è un caso, non è contingenza. Si chiama omertà. Coloro che devono informarci sono omertosi. I direttori dei giornali sono omertosi. Continuano a dimostrare una avvilente dipendenza dalla politica: nessun politico chiede spiegazioni su quanto andato in onda domenica, nessuno di loro commette l'errore di parlare di Report? Allora non c'è notizia, il 21% di share di domenica sera non esiste, non deve esistere. "Noi diamo al pubblico quello che il pubblico vuole". Menzogne, bugie dette sapendo di mentire. E questo episodio lo dimostra. Ogni responsabile di una testata giornalistica deve essere consapevole, ogni qual volta commette una simile violazione del diritto dei cittadini ad essere informati, di stare commettendo un atto eversivo. Qualcuno potrà dire che qui si sta esagerando. Allora spieghi ai familiari delle vittime di Nassiriya e dell'alpino Giorgio Langella, se secondo lui gli italiani non dovrebbero essere informati del fatto che i presupposti delle ultime due guerre in medioriente sono pesantemente compromessi. Li guardi negli occhi e spieghi loro le ragioni di opportunità politica e di personale carrierismo per cui non fa il suo lavoro: dare la notizia.