Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri la tua area riservata: Registrati Entra Scopri l'Area Riservata: Registrati Entra
Home / Articoli / Nucleare: Berlusconi propone un contratto agli europei?

Nucleare: Berlusconi propone un contratto agli europei?

di fare verde - 11/11/2005

Fonte: fareverde.it

 

ecologia e volontariato
ecologia e volontariato ecologia e volontariato ecologia e volontariato
ecologia e volontariato Le ultime esternazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi sul nucleare e sulla richiesta di intervento in sede europea fanno seguito ad una intensa attività pro nucleare del Ministro Scajola paiono parole in libertà, se non fosse che, essendo state fatte dinnanzi ad una competente platea di notai, costituiscono forse un antipasto del prossimo contratto, stavolta agli europei.
Prima di varcare i confini nazionali e aggrapparsi all Europa è opportuno sottolineare come il tema della fornitura energetica ciclicamente ritorni presente nel dibattito italiano. Nonostante ciò rimangono nettamente insufficienti gli investimenti in fonti alternative che, grazie alla geografia del nostro territorio (la Germania è diventata paese leader in Europa nell energia solare, senza avere le potenzialità climatiche italiane), permetterebbero di reperire energia pulita e rinnovabile in quantità davvero determinante per il fabbisogno nazionale e per rispettare gli impegni di Kyoto.
Al Presidente del Consiglio ricordiamo, mentre si schiera lancia in resta pro nucleare che:
- l Italia deve ancora fare i conti con gli scarti del nucleare fatto in passato, sia per quanto riguarda lo smantellamento degli impianti, sia per la collocazione della collocazione delle scorie e rifiuti radioattivi prodotti (Scanzano dice qualcosa?)e circa l’ipotesi di un sito unico di smaltimento siamo in alto mare, peraltro occorrono tempi plurimillenari per neutralizzare le scorie di maggior pericolosità;
- il nucleare, che sembrava destinato a fornire al mondo la stragrande maggioranza dell energia, fornisce appena il 6,9% dell energia primaria, e secondo l International Energy Agency, questo contributo è destinato a ridursi al 4,3% nel 2030;
- sul territorio statunitense non si costruiscono centrali nucleari da circa trenta anni;
- la energia nucleare è da sempre la più costosa forma di produzione di energia, lo stesso Dipartimento Energia Usa stima che il costo di 1 kwh di energia elettrica verrebbe a costare 6,13 centesimi di dollaro, quando lo stesso kwh prodotto da gas costerebbe 4,96 centesimi e quello da carbone 5,34, addirittura costerebbe meno l energia da fonte eolica (5,05 centesimi a kwh). Naturalmente senza considerare i costi esterni di tipo ambientale, sociale e sanitario.
- l energia nucleare si ricava dall uranio, un minerale le cui scorte si stima che agli attuali ritmi di utilizzo (senza quindi ulteriori nuove centrali) arrivino a 40 anni.
- l’Unione europea continua a dilapidare sussidi nel campo dell’energia nucleare a scapito di altri fonti più convenienti:1,2 miliardi di euro a fronte di soli 390 milioni per le energie rinnovabili
- la comunità internazionale chiede, con forza, all’Iran di non far ricorso a questa forma di energia;
- che i tempi medi di costruzione di nuove centrali sono approssimativamente: gas a ciclo combinato 2.3 anni, carbone 4-5 anni, nucleare 8-10 anni;
- che gli italiani stanno continuando a pagare ancora nella propria bolletta i costi di smantellamento dei tentativi di nucleare e del fallimento del reattore italo francese Superphenix (5000 miliardi negli anni 80);
- che gli italiani si sono espressi con un referendum, per quanto poco possa contare, attraverso cui hanno detto no alla costruzione di centrali nucleari in Italia
( 80,6 % ), no (71,9 %) alla partecipazione Enel a impianti nucleari all estero, no (79,7%) ai contributi per incentivare le centrali nucleari.